
Ve lo ricordate Vincenzo Visco “modello” ministro sulle pagine dei giornali di centrodestra? Viso arcigno, mani rapaci, occhi insanguinati. Un chiodo fisso: tasse e ancora tasse. Erano lui e Padoa Schioppa gli emblemi della campagna contro il governo Prodi; loro i protagonisti dell’assalto al portafogli degli italiani. Sono passati quasi due anni dalla caduta del “Romano-bis”, è scoppiata la crisi mondiale, i Berlusconi-boys sono nuovamente a cavallo dell’economia nostrana e c’è stato un bel condono. Pardon, “scudo fiscale”. E la maggioranza non ama parlare di tasse sulle rendite finanziarie...
Allora onorevole, tracciamo un piccolo bilancio: cosa l’ha maggiormente stupita, o amareggiata delle misure prese da Tremonti e company?
Niente.
Prego?
Stanno ripercorrendo la stessa strada delle altre volte. Tutto qui. Appena eletti, parte il segnale: tranquilli, non si fa più nulla, sarete intoccabili. Un esempio? La tracciabilità dei compensi e dei ricavi, con noi era partita una decisa stretta, adesso completamente annullata. Eppoi...
Si riferisce ai condoni?
Già, il vero marchio di fabbrica. L’altra volta hanno prima incassato 70 miliardi per poi prolungarlo. Adesso la stessa procedura con lo “scudo fiscale”. E scommetto su un’altra misura simile in un prossimo futuro. Magari si chiamerà “concordato di massa...”.
Sulle pagine di Repubblica, Tito Boeri domenica ha rilanciato la proposta di una tassa sulle rendite finanziarie.
Ho letto...
E quindi?
...la storia è semplice: è dal 1983 che propongo di unificare tutte le aliquote di imposta; poi durante il primo governo Prodi sono riuscito a far votare la riforma che porta il mio nome, con le due diverse aliquote. E ancora nel 2000, quando ero responsabile del Tesoro, non sono riuscito a completare la riforma. I primi intoppi...
Confermati dal 2006 in poi...
Per forza, con una maggioranza come la nostra era impossibile. Non solo i numeri giocavano a nostro sfavore, ma una parte guardava già all’opposizione. Il refrain era quello della vecchietta: volete mettere le mani in tasca alle fasce più deboli, urlavano. E così si sono salvati i soliti ricchi.
Bè, l’argomento tasse era il preferito da Silvio Berlusconi e dai suoi...
Conoscono la comunicazione e avevano capito come e a chi parlare. Eppoi era uno dei nostri punti di debolezza, così come la politica estera.
Lei, insieme con Padoa Schioppa, era stato preso di mira dall’opposizione. Ma anche da parte della maggioranza...
Eppure sono l’unico ad aver ridotto le tasse.
Dove?
Con me l’Irpeg è calata di cinque punti e mezzo; l’Irap dal 4,25 è passata al 3,9. Ho anche forfettizzato la tassazione sul lavoro autonomo. Il problema, in questi casi, è la manipolazione mediatica che viene messa in campo.
Errori?
Senta, vuole sapere qual è la differenza tra noi e questi nominati adesso?
Che, in parte, sono gli stessi di allora. Sì, dica...
Semplice: non ho e non ho avuto nessun conflitto di interesse. Ho sempre e solo risposto al mio credo, agli elettori, alla coalizione. Basta. Inoltre sono un professionista, un economista che da una vita studia certi argomenti e conosce il sistema tributario. Vada a vedere che c’è adesso e capirà molte cose dello stato in cui versa il nostro Paese.
al.fer.

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