
Non si ferma lo scontro tra Gianfranco Fini e Vittorio Feltri. Il direttore del Giornale è un "capo-popolo e non rappresenta gli elettori del Pdl e la sua retorica ricorda quella dei fascisti della prima ora". La dura presa di posizione arriva in un articolo pubblicato stamattina da FareFuturo Web Magazine il giornale online della fondazione del presidente della Camera. In pratica una risposta all'editoriale con cui Feltri aveva criticato il messaggio di fine anno del capo dello Stato e agli attacchi del Giornale a Renata Polverini candidata alla presidenza della Regione Lazio. "Così proprio non va", scrive Filippo Rossi. E prende le distanze da "quel Vittorio Feltri che si è autoproclamato unico depositario delle idee, degli umori e delle speranze degli elettori del centrodestra".
In un editoriale pubblicato sabato scorso, Feltri aveva scritto: "Non critichiamo Napolitano per quanto ha detto, ma per averlo solo detto. Perché dire e non fare è inutile". Parole non condivise da FareFuturo, soprattutto per il possibile impatto di queste posizioni tra gli elettori del centrodestra. "Eccoci qui a dover polemizzare con il 'Montanelli del nuovo millennio, quel Vittorio Feltri che si è fatto re senza popolo, generale senza esercito". E non manca una stoccata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il ruolo di Feltri dipende dal fatto che "il suo quotidiano appartiene, casualmente, alla famiglia del leader del centrodestra".
Diversa la posizione della fondazione di Fini. "Quello che non va, è il fatto che gli ultrà vogliano invadere il campo della gente normale". Un'operazione che a lungo andare può essere pericolosa, perché "la retorica barricadera del muro contro muro" s'impossessa "di chi non ha nessuna intenzione di stare in guerra, di odiare, di urlare". E ancora: "La risposta di Feltri ricorda la retorica dei fascisti della prima ora, quelli che pensavano di essere depositari dell'anima genuina del regime". Ma, per FareFuturo, la politica "non è questione di identità forti. E questione di dialogo e, ancor di più, di analisi dei problemi". E non si può ridurre al "tifo da stadio, anche se il Corriere dello Sport appare molto più problematico del Giornale".
Un dialogo che, a volte, può anche portare a rivedere le proprie posizioni. Nell'articolo di FareFuturo si prende di mira anche un'altra frase di Feltri riferita al discorso di fine anno di Napolitano, "ciò che è rosso non può essere condiviso da chi è bianco". E si replica: "Della serie, è proibito cambiare idea. Della serie, è reietta ogni forma di complessità", un "modo postmoderno per bruciare i libri, per sputare addosso alla cultura". E ancora: "Per mettersi una divisa e non togliersela più. E a noi che siamo di destra non ci rimane che ricordare una frase di Giuseppe Prezzolini: "La coerenza è la virtù degli imbecilli'".
Quello tra il giornale e FareFuturo è uno scontro che va avanti da mesi e che si è acuito nelle ultime settimane. Il 5 dicembre 2009 FareFuturo definiva Feltri "un difensore che segna sempre nella propria porta", e il 16 dello stesso mese "il nemico interno del centrodestra". Durante le festività natalizie era scoppiata la lite sui cinepanettoni, con il Giornale che aveva definito la fondazione di Fini "un animale dall'immenso prurito che ogni giorno si danna per grattare via le ultime crosticine di autoritarismo e rendersi autorevole".
Sul Giornale di questa mattina c'è spazio anche per un botta e risposta tra Daniela Santanché e Vittorio Feltri. Il tema è la candidatura di Renata Polverini. Con la Santanché che difende la scelta: "Direttore ti sbagli, io donna di destra sto con la Polverini".
(4 gennaio 2010)

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