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CRISTINA NADOTTI
LA REPUBBLICA
7 OTTOBRE 2008
Colossi all'attacco. La prima azienda a scommettere sull'energia marina è stata la Enersis, che nel 2005 ha siglato un accordo per costruire un impianto nel Nord del Portogallo. Quando l'intesa fu
annunciata sembrò un passo rivoluzionario. A due anni di distanza a scommettere sull'energia marina sono sempre di più e tra questi aziende votate da sempre all'energia tradizionale. "Chevron sta studiando le tecnologie sull'energia oceanica - ha dichiarato il portavoce di una compagnia consociata al colosso petrolifero statunitense al quotidiano economico Wall Street Journal - e sta valutando la possibilità di cooperare con noi". La cooperazione in questione riguarda l'ottenimento di un permesso dalla commissione statunitense per l'energia, necessario per avviare un progetto di sfruttamento dell'energia marina in Alaska. È un segnale non da poco, soprattutto se si considera che proprio in Alaska gli Usa continuano a estrarre petrolio e recentemente il presidente Bush ha avviato un piano per nuove trivellazioni.
Oltre alla Chevron ci sono la Verdant Power Inc. di New York e la Ocean Power del New Jersey a percorrere la strada dell'energia che viene dal mare e le somme investite finora, per quanto non note nei dettagli, indicano secondo gli osservatori un interesse in ascesa.
La Verdant Power, invece, produce già energia per un centro commerciale e un parcheggio usando sei turbine sottomarine nell'East River di New York. Il movimento dell'acqua quando ci sono le maree fa girare le pale delle turbine, creando un movimento rotatorio che alimenta un generatore. La Verdant ha detto che ha un lungo elenco di clienti in attesa delle necessarie autorizzazioni per usufruire dell'energia.
3 commenti:
Non possiamo non maledire i petrolieri e disprezzare l'ignavia dei governi, sperando che si utilizzi questa riserva sconfinata e rinnovabile di energia, senza preoccuparsi affatto dell'impatto ambientale !
Che io sappia, c'è una sola centrale che sfrutta la forza delle maree, ed è stata costruita in Francia, a La Rance. Ma sulla Manica ci sono maree che noi non immaginiamo neppure. E non so quanto essa sia produttiva, visto che non si è pensato di costruirne altre.
Il nostro Mediterraneo, invece, è un tranquillo catino in cui anche le onde che definiamo cavalloni sono di scarsa entità e piuttosto rare. Delle maree, poi, non ci accorgiamo neanche. Secondo me da noi converrebbe potenziare lo sfruttamento dell'energia solare. Ma a Berlusconi piace il nucleare.
rossana
Tu dici ?
Per me i petrolieri sono potentissimi, almeno fino a oggi.
D'altra parte o energie rinnovabili o Kaput !
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