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mercoledì 20 ottobre 2010

Legalità e nuova Italia: non deludere le speranze


FABIO GRANATA

Dentro Fli e Generazione Italia si è aperta una nuova, complessa pagina del percorso verso Perugia, Milano e la nascita del nuovo movimento politico. In questi mesi con coerenza e continuità siamo riusciti a evocare speranza e volontà di cambiamento tra gli italiani attorno al nostro progetto. Sulla legalità e la giustizia si gioca la partita decisiva e il perimetro della nostra identità in questi mesi è stato costruito soprattutto su questi temi. Bisogna avere l’onestà intellettuale di riconoscere che il voto al Senato sul lodo Alfano e alla Camera ha creato un combinato disposto che ha disorientato l’opinione pubblica e gran parte dei nostri quadri e militanti. Mentre sul lodo, fin da Mirabello la posizione di Fini è stata favorevole, considerandolo l’unico possibile strumento di salvaguardia delle alte cariche dello Stato, dopo essere stati decisivi nel bloccare il processo breve e le sue conseguenze devastanti sul sistema giudiziario, il voto su Lunardi, pur motivato come semplice richiesta di nuovi atti, è stato un grave errore politico. Auspico l’impegno pubblico e solenne, al ritorno degli atti in aula, a votare compatti a favore dell’autorizzazione a procedere contro il Ministro per i gravi fatti di corruzione che lo vedono coinvolto, ma anche sul Lodo è opportuna una franca discussione politica per capirne le conseguenze e se comunque posizioni contrarie come la mia abbiano cittadinanza.

Io credo che sui temi della legalità e della lotta alle cricche e alle mafie serva un supplemento di coerenza e rigore. Bisogna riprendere l’iniziativa immediatamente e una buona occasione può essere rappresentata dalla presentazione della proposta di legge anticorruzione insieme ad altri gruppi parlamentari, sul testo discusso questa estate alla festa del Fatto Quotidiano. Noi abbiamo suscitato speranze e nuovo entusiasmo verso l’impegno politico e la possibilità di cambiamento: tutto questo ci dà grandi responsabilità verso chi ci sostiene o semplicemente ci guarda con simpatia. Ieri in alcuni commenti mi hanno invitaro a togliere dal mio blog la foto di Paolo Borsellino: alcuni saranno stati, e sono certamente, provocatori… ma molti li capisco perfettamente, per la delusione che hanno provato (al di là di mie dirette responsabilità…). Una cosa è certa e rappresenta un mio impegno preciso: da oggi, sui temi sensibili, dovrà discutersi ogni posizione e ogni voto d’aula, per evitare che, nella distrazione in buona fede di alcuni, prenda il sopravvento il ‘partito trasversale della conservazione’. E soprattutto per potere ancora guardare negli occhi i ragazzi e la gente che con noi hanno ripreso a sognare un’Italia diversa e che non possiamo deludere e mortificare.

venerdì 20 agosto 2010

Granata sfotte B: mandi Capezzone al Grande Fratello


di Fabio Granata

Caro Presidente Berlusconi, ho letto della sua volontà di recupero, sotto la sua ala magnanima e protettrice, dei “finiani moderati”… a parte che lei (ed è la sua parte, mi creda, che maggiormente apprezzo) non è mai stato moderato in niente e riconoscendo in questo qualcosa che ci accomuna profondamente, so per certo che i moderati non le stanno simpatici neanche un po’.

E allora, mi ascolti, recuperi i falchi. Mi recuperi!!!

In fondo basta poco: inizi convincendosi che Dell’utri (con annessi eroi) Cosentino e famiglia, Verdini e commensali non le sono esattamente di grande utilità lungo il difficile percorso di costruzione di una grande forza europea e modernizzatrice. Mi ascolti. Li faccia dimettere e li reimpieghi in altre delle sue molteplici attività: hanno capacità e relazioni, seppur pericolosissime, utili a qualsivoglia impresa, tranne alla più nobile: quella politica. Poi ci proponga una riforma della giustizia che velocizzi i processi, senza farli andare in prescrizione, dando giustizia sia alle vittime che agli innocenti e dia risorse ingenti e nuove professionalità e strumenti alle Procure e alle forze dell’ordine, magari smettendo di insultare le prime e trovando i soldi per gli straordinari alle seconde. Metta definitivamente da parte scudi, lodi e leggi ad personam: vada, invece, alla fine del suo mandato, a difendere davanti ai giudici il suo onore e la sua sacrosanta volontà di rivendicazione della sua trasparenza. Il 19 luglio, poi, lasci stare il Premio Aznavour e venga con noi in Via D’Amelio a ribadire all’Italia chi sono gli eroi, senza se e senza ma!

Inoltre applichi alla politica del suo Governo il suo indiscutibile amore per la bellezza italiana, espellendo senza bisogno di probiviri, chiunque proponga condoni e sanatorie, avviando la più grande azione di ripristino della bellezza e del paesaggio di tutti i tempi, bloccando cemento, pale eoliche e speculazioni edilizie, con buona pace di cricche e mafie. Non le chiedo, pur non essendo moderato, di sostituire i triumviri con Bocchino, Briguglio e Granata poiché con questa operazione perderebbe molte colombe finiane e non sarebbe un buon consiglio, ma almeno sostituisca gli attuali attraverso un sorteggio tra tutti i parlamentari del Pdl: se esclude gli ex An (che, oggettivamente, potrebbero aggravare la situazione) non potrà che rilanciare il partito, chiunque venga sorteggiato. Oppure, con decisionismo schimttiano nomini Fabrizio Cicchitto: è leale senza essere servile, è uno dei pochi ad aver letto qualche migliaio di libri, è ironico e, mi perdoni Presidente, è anche romanista come me (quindi abituato anche alle sconfitte)!

Sostituisca poi, la prego, Capezzone… lo mandi al Grande Fratello e metta al suo posto Mara Carfagna: bella, onesta, di buona famiglia, intelligente. Due ultime richieste: richiami Kakà e Sheva e ridia il Milan a Leonardo, riconquistando così, oltre il falco padre, la falchetta Andrea, milanista che non gliele ha mai perdonate. Infine, vada a trovare Gianfranco Fini (dopo aver spostato Feltri a dirigere Chi, dove farà cose egregie) e gli chieda scusa per tutto, iniziando a pensare che in politica la discussione, il confronto, la trasparenza, la legalità non sono il demonio ma l’unico metodo per far diventare un grosso partito, un grande partito per “far bene cose di interesse comune”.

Presidente, in attesa della sua risposta, ho il dovere però di sottolinearle l’unico rischio della mia piattaforma: ‘ritrovarci’ con un Pdl fatto da 34 deputati e 10 senatori. Sono i rischi dell’audacia.