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mercoledì 16 dicembre 2009

Sul Guardian "Politics alla puttanesca"


ENRICO FRANCESCHINI


Un editoriale del Guardian, il più importante quotidiano filolaburista britannico, interviene sulle polemiche che divampano in Italia sull'attacco a Silvio Berlusconi. Con un titolo mezzo in inglese, mezzo in italiano, "Politics alla puttanesca" (Politica alla puttanesca), il commento nella pagina degli editoriali e senza firma, dunque espressione della direzione del giornale come è tradizione della stampa anglosassone, comincia osservando che da due giorni il nostro Paese è in preda a un dibattito per stabilire se l'aggressione al premier è il prodotto di quello che egli ha definito il "clima di odio" contro di lui.

L'articolo parla quindi del discorso tenuto da Fabrizio Cicchitto, leader del Pdl alla Camera dei deputati, che ha elencato i "presunti responsabili della suddetta campagna di odio" contro il primo ministro: la Repubblica, L'espresso, Marco Travaglio, i partiti di opposizione, certi giudici. "Indicare un giornalista come qualcuno che ha a che fare, direttamente o indirettamente, con l'attacco di un folle, è una vecchia tecnica sperimentata nel periodo più buio della storia europea", afferma l'editoriale. "Non contento di dichiarazioni offensive, Berlusconi intende legiferare. Il suo ministro degli Interni ha annunciato che domani il governo valuterà due nuove leggi che limitano le dimostrazioni di protesta e i 'siti dell'odio' su internet. Ma invece di cercare un capro espiatorio politico, il 73enne tycoon dei media dovrebbe chiedersi perché 250 mila italiani sono scesi in piazza per il No Berlusconi Day".

Nel resto d'Europa, continua il Guardian, "ci sono dimostrazioni contro una politica o un governo. In Italia la gente protesta contro il primo ministro non per ciò che rappresenta, ma per quello che è. Ed è una protesta con buone ragioni. E' un uomo coinvolto in scandali di sesso che rivelano il suo uso di prostitute. Persa l'immunità giudiziaria, egli è ora sotto processo per frode, corruzione ed evasione fiscale. E per tutto questo, cerca di dare la colpa a giornalisti, giornali, magistrati che insistono a fare il proprio mestiere e rifiutano di farsi intimidire da lui".

L'attacco fisico che Berlusconi ha subito è stato "perfido ed esecrabile". Ma "non ci sono prove che sia stato organizzato da altri". I gruppi spuntati su Facebook che inneggiano all'aggressione sono "di cattivo gusto", ma non richiedono una campagna per chiudere siti internet giudicati "incitatori della violenza". In conclusione, scrive il Guardian, la risposta di Berlusconi e del suo partito "ricorda una repubblica dell'Asia centrale". E a questo punto "i leader mondiali dovrebbero cominciare a prendere le distanze da un uomo simile".

Giornali e telegiornali di tutto il mondo continuano a seguire gli sviluppi del caso, riportando bollettini sullo stato di salute di Berlusconi e le conseguenze politiche dell'attacco. L'Independent nota che l'aggressore rischia una pena di cinque anni di carcere per il suo gesto e scrive che le statuine del Duomo di Milano, del tipo usato da Massimo Tartaglia per colpire Berlusconi, "si vendono più in fretta del panettone e sono addirittura esaurite in certe bancarelle del centro" nel capoluogo lombardo. Il Times pubblica invece una riproduzione di una statuina di Berlusconi sanguinante col volto tumefatto, rimarcando che va a ruba a Napoli e in altre città, dove alcuni la mettono fra le statuine del presepe.

(16 dicembre 2009)

domenica 13 dicembre 2009

Berlusconi, imbarazzo a Bruxelles-al vertice disegna mutande da donna


ENRICO FRANCESCHINI


Silvio Berlusconi ne avrebbe combinata un'altra delle sue, una nuova gaffe internazionale in grado di suscitare ilarità o indignazione, a seconda dei punti divista, da parte dei leader mondiali. Il primo ministro italiano, secondo quanto rivela il Mail on Sunday, ha scarabocchiato disegnini di "mutande femminili nel corso della storia" durante un recente vertice di capi di governo dell'Unione Europa a Bruxelles e poi ha passato i suoi bozzetti agli altri premier affinché potessero apprezzarli.

I leader della Ue stavano discutendo le questioni relative al cambiamento climatico in vista del summit di Copenhagen, in particolare la possibilità di dare maggiori aiuti in denaro alle nazioni povere del Terzo Mondo per combattere gli effetti del surriscaldamento globale, quando hanno notato che Berlusconi era intento a vergare qualcosa con impegno su dei fogli di carta. In un primo momento, scrive il giornale domenicale britannico, pensavano che facesse dei calcoli per dare il suo contributo al dibattito sulla complessa trattativa. Ma poi si sono resi conto che il premier italiano stava invece disegnando mutandine femminili.

Una fonte avrebbe detto al Mail che i disegnini, fatti passare di mano in mano agli altri leader presenti, includevano biancheria intima femminile usata da "donne egiziane, mutandoni dell'era vittoriana britannica, slip di seta di stile francese, tanga e g-string", sotto il titolo "Mutandine da donna attraverso i secoli". Riporta una fonte interpellata dal Mail: "Nessuno poteva crederci. Lui stava scarabocchiando rapidamente e poi ha messo in giro i suoi disegnini di mutandine femminili. Alcuni erano divertiti. Altri no".

Tra i leader che partecipavano alla discussione, svoltasi venerdì a Bruxelles, afferma il Mail on Sunday, c'erano il premier britannico Gordon Brown, il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy, il premier irlandese Brian Cowen e la baronessa Cathy Ashton, nuovo ministro degli Esteri della Ue. Secondo il Mail i disegnini sono arrivati anche sul tavolo di Brown, che sembra averli tuttavia ignorati.

L'articolo sul sito del giornale conservatore britannico ha provocato decine di commenti da parte dei lettori. "Che buffone di leader hanno gli italiani!", è uno. "E' ora di constringerlo a fargli fare delle docce fredde", commenta un secondo. "Ricordiamoci di queste cose quando ci lamentiamo di Gordon Brown", osserva un terzo. "Ci vuole un italiano per ravvivare gli incontri della Ue", scrive un altro. "Poveri italiani, che leader imbarazzante" è ancora un dei commenti pervenuti al Mail.

(13 dicembre 2009)

lunedì 7 dicembre 2009

Il Financial Times su Berlusconi. "Non può governare l'Italia"


ENRICO FRANCESCHINI


Dopo l'editoriale di venerdì scorso dell'Economist, l'autorevole settimanale globale britannico, che gli ha chiesto di dimettersi, stamane anche il Financial Times, più importante quotidiano finanziario d'Europa, afferma che Silvio Berlusconi "non può governare l'Italia". In un commento non firmato nella pagina degli editoriali, espressione della direzione del giornale secondo lo stile della stampa anglosassone, il quotidiano della City afferma che il premier italiano è stato a lungo in grado di restare a galla a dispetto delle controversie che lo circondano; "ma le cose adesso, finalmente, stanno diventando serie per il Cavaliere", osserva l'articolo.

Il FT ricorda che nei giorni scorsi Berlusconi è stato accusato in tribunale da un mafioso pentito di avere avuto legami con Cosa Nostra nel mezzo della campagna di attentati dei primi anni '90, accuse negate dal primo ministro ma che "ciononostante mettono in rilievo i suoi legami con Marcello Dell'Utri, un suo stretto collaboratore che sta facendo appello contro una condanna a nove anni di prigione per associazione mafiosa". Il quotidiano londinese elenca quindi gli altri processi che gravano sul leader del Pdl: quello per la corruzione dell'avvocato inglese David Mills, uno riguardante Mediaset, a cui si somma la richiesta di ancora un'altra corte di giustizia del pagamento di una garanzia bancaria sui 750 milioni di euro che la Fininvest è stata condannata a pagare come risarcimento alla Cir di Carlo De Benedetti per la controversa battaglia sull'acquisizione della Mondadori.

"Berlusconi è sotto assedio", riassume il Financial Times. Ai suoi problemi giudiziaria si aggiungono la richiesta di sua moglie di un accordo di divorzio "punitivo", la "grande dimostrazione" di protesta del No Berlusconi Day e il fatto che "perfino il suo alleato, Gianfranco Fini, un possibile successore, è stato sentito dire che Berlusconi confonde la leadership con la monarchia assoluta".

"E' prematuro dare per spacciato questo scaltro uomo politico, ma sta pattinando su un ghiaccio sottile", conclude l'editoriale. "La lamentela da lui spesso citata secondo cui non può governare e al tempo stesso affrontare una serie di casi in tribunale contro di lui è sicuramente giusta. Il suo governo sta cominciando a trascorrere più tempo a fare i conti con i problemi di Berlusconi che con quelli del paese. Le dure decisioni necessarie per riformare l'economia e le istituzioni italiane non verranno prese finché egli rimane primo ministro".

(7 dicembre 2009)

mercoledì 11 novembre 2009

"Berlusconi limita i (suoi) processi" e la riforma finisce sulla stampa estera


ENRICO FRANCESCHINI


La stampa internazionale torna ad occuparsi oggi di Silvio Berlusconi, riportando le iniziative del primo ministro italiano per avviare una rapida riforma della giustizia che, dopo l'annullamento della legge sull'immunità deciso dalla Corte Costituzionale il mese scorso, potrebbe mettere fine ai due processi contro di lui che si profilano come una minaccia all'orizzonte.

"Berlusconi apre la strada alla riforma giudiziaria", titola il Financial Times, in una corrispondenza da Roma di Guy Dinmore che riferisce dell'"accordo" raggiunto martedì dal capo del governo con un "alleato chiave", il presidente della Camera e numero due del Pdl Gianfranco Fini, per una riforma del sistema giudiziario che "i leader dell'opposizioni temono sia diretta principalmente a concludere due processi contro il magnate dei media miliardario". L'articolo afferma che Fini, "un possibile erede del 73enne premier", ha accettato di mandare avanti al più presto una legislazione che limiti alcuni processi a un totale di sei anni.

"Nell'assenza di dettagli sulla legislazione proposta, non è immediatamente chiaro se il limite di sei anni salverebbe Berlusconi dai tribunali", scrive il quotidiano finanziario britannico, a cui un collaboratore del premier, la cui identità non viene precisata, ha indicato che il presidente del Consiglio "si sta preparando a difendersi nelle aule di giustizia, come ha pubblicamente promesso". Ma la medesima fonte precisa al giornale britannico che "impegni di governo impediranno" a Berlusconi "di essere presente ad alcune sedute giudiziarie", e il Ft sottolinea che gli avvocati del premier hanno già comunicato al tribunale di Milano che egli non potrà partecipare all'udienza del 16 novembre a causa di un summit dell'Onu sull'alimentazione a Roma. Una fonte legale indica al quotidiano della City che se il limite di sei anni fosse diviso in tre periodi di due anni, per il processo iniziale e per i due appelli successivi, "allora il processo contro Mediaset", uno dei due in cui Berlusconi è imputato, "scadrebbe entro questo mese". Per l'altro processo, ricorda il Ft, quello per corruzione per il quale è già stato condannato l'avvocato inglese David Mills, accusato di avere ricevuto da Berlusconi una bustarella da 600 mila dollari per mentire in due processi contro il proprietario di Mediaset, i giudici fisseranno una data il 27 novembre, "facendo ricominciare il processo dall'inizio, con nuovi magistrati, anziché riprenderlo dal punto in cui venne interrotto quando a Berlusconi fu data l'immunità" in virtù del Lodo Alfano, cioè della legge, fatta approvare dal suo governo, per sospendere procedimenti giudiziari contro le prime quattro maggiori cariche dello Stato.

Anche un altro quotidiano britannico, il Daily Telegraph, dedica un articolo agli sviluppi della vicenda, con un malizioso titolo: "Berlusconi cerca di limitare i (suoi) processi". Scrive il corrispondente da Roma: "Silvio Berlusconi è stato attaccato ieri per avere proposto di ridurre la durata dei processi italiani. I suoi critici vedono la riforma come un modo per eliminare in un colpo i suoi problemi legali". L'articolo riconosce che il sistema giudiziario italiano ha "disperato bisogno" di riforme, con processi che possono durare più di dieci anni e un arretrato di 3 milioni e 600 mila casi penali e 5 milioni e 400 mila casi civili. "Tuttavia, ci sono pochi dubbi che le proposte (di riforma, ndr.) andrebbero a beneficio anche di Berlusconi, che deve affrontare due processi che dovrebbero cominciare questo mese", aggiunge il corrispondente Nick Squires.

Anche il quotidiano spagnolo El Pais segue la questione, con un articolo intitolato: "Berlusconi concorda una riforma giudiziaria per liberarsi di due processi". Il corrispondente da Roma Miguel Mora scrive che l'accordo maturato martedì tra il premier e Fini per "una riforma parziale e rapida della giustizia, con tutta probabilità permetterà al primo ministro di scappre indenne dai due processi riaperti" contro di lui dopo che la Corte Costituzionale gli ha tolto l'immunità. Il giornale spagnolo afferma che, dopo appunto quella sentenza dell'Alta Corte, Berlusconi cercava "la formula magica per liberarsi dei suoi processi e di condanne che apparivano molto probabili". Sul progetto scrive anche il New York Times, riportando che Berlusconi raccoglie sostegno per limitare la durata dei processi, "inclusi i propri" in cui è imputato "per corruzione e frode fiscale".

Sul caso Berlusconi interviene oggi pure il quotidiano francese Le Monde, con un editoriale sulle "dieci domande" poste da Repubblica a Berlusconi. Le domande, pubblicate da Repubblica tutti i giorni a partire dal 14 maggio, poco dopo la scoperta della presenza di Berlusconi alla festa di compleanno per i 18 anni di Noemi Letizia, afferma l'editoriale, "sono scomparse, non vengono più pubblicate dal 6 novembre", cioè dopo la diffusione delle risposte date da Berlusconi a Bruno Vespa per un libro di cui è autore il giornalista televisivo. Le Monde rileva che il direttore di Repubblica, Ezio Mauro, pur giudicandole "oblique e incomplete", ritiene che possano passare per delle risposte: "Esse sono lontane dall'essere soddisfacenti e lasciano molti punti in sospeso - scrive Mauro, citato da Le Monde - e in ogni caso il ritardo con cui Berlusconi si è deciso a rispondere è politicamente significativo, tutto mostra quale è il suo vero limite, la sua incapacità di dire la verità". Conclude Le Monde: "In apparenza, Berlusconi ce l'ha fatta, le domande non vengono più pubblicate, il suo imbarazzo personale non è più in pagina. Provvisoriamente salvo, il premier, non più protetto dalla legge sull'immunità, deve ora affrontare i tribunali. Ma la redazione di Repubblica intende adesso consacrare il proprio lavoro a un'inchiesta su un'undicesima domanda: 'Signor Presidente del Consiglio, quale ragione le impedisce di dire la verità ai suoi concittadini?'".

(11 novembre 2009)

giovedì 22 ottobre 2009

"Centomila firme contro il machismo"


ENRICO FRANCESCHINI


La stampa internazionale riporta oggi con ampio risalto il raggiungimento di 100 mila firme alla petizione lanciata dalle tre intellettuali Michela Marzano, Barbara Spinelli e Nadia Urbinati su Repubblica.it per protestare contro le parole usate da Silvio Berlusconi all'indirizzo di Rosy Bindi in tivù e in generale contro l'atteggiamento del primo ministro verso le donne. "Le donne italiane prendono posizione contro il sessita Berlusconi", titola il Daily Telegraph di Londra, riportando la frase pronunciata dal premier per descrivere la vicepresidente del parlamento durante un dibattito alla trasmissione "Porta a Porta", "lei è più bella che intelligente", la risposta della Bindi, "non sono una donna a sua disposizione" e il fatto che l'episodio abbia provocato "indignazione e rabbia" tra molte donne italiane, sommandosi agli scandali privati e ai problemi giudiziari del leader del centro-destra.

"Centomila firme contro il machismo di Berlusconi", titola il quotidiano spagnolo El Pais, scrivendo che "le italiane si mobilitano contro la cretinizzazione delle donne" e notando che la risposta di Rosy Bindi è diventata una slogan per migliaia di donne. El Pais osserva che tuttavia nelle file del Pdl "nessuno ha alzato la voce contro il capo" a proposito di questa polemica, con la parziale eccezione del ministro della Gioventù Giorgia Meloni. Il quotidiano spagnolo pubblica anche un editoriale sull'argomento, in cui afferma che Berlusconi "è il peggior nemico di se stesso": se non bastava avere irritato la Chiesa cattolica, conclude il commento, il premier "potrebbe essere costretto a rammaricarsi eternamente per le parole" che ha rivolto alla parlamentare del Partito democratico, poiché "trenta milioni di donne italiane sono un'arma di distruzione di massa".

L'Irish Times di Dublino scrive, a proposito delle 100 mila firme, che Berlusconi potrebbe finire per essere ricordato come colui che "ha risvegliato il dragone dormiente del femminismo italiano"; e anche lo svizzero 24 Heures parla di un "nuovo femminismo" evidenziato dalla protesta delle donne per le parole e i comportamenti del primo ministro. "Non a tua disposizione" titola il National Post, "Silvio fai meno il fanfarone" scrive l'Express, e anche la Tribune de Geneve dedica un articolo alla vicenda.

Altri articoli sul caso Berlusconi mettono l'accento sulle polemiche che accompagnano la visita del premier in Russia: il Times di Londra, per esempio, titola "Berlusconi snobba il re (di Giordania - in visita a Roma, ndr.) per andare al party di compleanno di Putin" a San Pietroburgo. Ci sono anche articoli sulla risoluzione che denuncia l'eccessiva concentrazione dei media in mano a Berlusconi, non passata "per un voto", scrive il Guardian, al parlamento europeo. E sul sito internet che ha invitato, per quanto ironicamente, a uccidere il premier, con le unanimi condanne che ha suscitato.

(22 ottobre 2009)

martedì 20 ottobre 2009

"Assurdo attacco a un magistrato". Il caso Mesiano fa il giro del mondo


ENRICO FRANCESCHINI


La vicenda del filmato di Canale 5 sul giudice Raimondo Mesiano sta facendo il giro del mondo. Giornali e televisioni straniere riportano il "bizzarro" e "assurdo" attacco della televisione di Silvio Berlusconi al magistrato che lo ha condannato in sede civile al pagamento di 750 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti come risarcimento danni per l'acquisizione della Mondadori, riconoscendo il premier colpevole di concorso in corruzione. I media esteri notano che l'episodio ha suscitato non solo indignazione e proteste da parte del potere giudiziario e nell'opposizione, ma anche tra gli alleati del primo ministro e "per la prima volta" trai giornalisti del suo impero.

"La tivù del premier insegue il giudice anti-corruzione", titola ad esempio il quotidiano Independent di Londra, riportando la "bizzarra" critica dei calzini turchesi indossati da Mesiano e notando che il magistrato, diversamente da quanto sostenuto dal servizio di Canale 5, non faceva assolutamente nulla di strano o stravagante, limitandosi a "passeggiare, fumare, aspettare il suo turno dal barbiere". L'Independent riporta le reazioni indignate dei partiti di opposizione e dell'associazione magistrati, ma anche il fatto che "all'interno di Mediaset e tra gli alleati politici di Berlusconi" molti sono rimasti "stupefatti" dal filmato.

"La tivù di Berlusconi sotto esame per avere filmato segretamente un giudice", titola il quotidiano Irish Times di Dublino. Il giornale ironizza sulle presunte prove di stravaganza del magistrato citate da Canale 5, tra cui, "orrore degli orrori", il fatto di indossare "strani" calzini color turchese. L'Irish Times sottolinea inoltre che, dopo la sentenza in cui Mesiano ha condannato la Fininvest al pagamento di 750 milioni di euro, Berlusconi ha detto: "E' un magistrato di sinistra, ne sentiremo delle belle su questo giudice".

Il francese Liberation titola sulla "aria di rivolta in casa Berlusconi", scrivendo che "per la prima volta" una parte dei giornalisti di Mediaset "si sono ribellati contro la linea pro-governo scelta dalla direzione" di Canale 5.

La notizia è arrivata fino in Australia, dove la rete televisiva Abc ha fatto un servizio intitolato "Una tivù mette sotto processo i calzini di un giudice", e dove il quotidiano Sidney Morning Herald parla della "assurdità" di definire strano un magistrato solo perché fuma e indossa calzini azzurri passeggiando per la strada.

(20 ottobre 2009)

martedì 13 ottobre 2009

Post: "Berlusconi, una caricatura"-la stampa estera si prepara alla "task force"


ENRICO FRANCESCHINI

Dopo la copertina che gli ha dedicato ieri Newsweek, uno dei due maggiori settimanali politici americani, con l'esplicito titolo di "Dump Berlusconi" (Scaricate Berlusconi), stamani anche il Washington Post, il quotidiano che indagò sullo scandalo Watergate e portò il presidente Nixon alle dimissioni, concentra l'attenzione sul primo ministro italiano, con un lungo articolo di Anne Applebaum, columnist di affari internazionali. Silvio Berlusconi, scrive la commentatrice, "è stato accusato di evasione fiscale, corruzione e soppressione della stampa, sua moglie lo ha lasciato sostenendo che va con prostitute e fa orge nella sua villa in Sardegna, lui racconta barzellette imbarazzanti (e continua a ripeterle - come quella sulla 'abbronzatura' di Obama), è in guerra con la magistratura italiana, con quasi tutti i giornalisti che non lavorano per lui e con la Chiesa cattolica, e in più ora la Corte Costituzionale gli ha tolto l'immunità per cui possiamo aspettarci una nuova serie di processi e scandali che lo riguardano. Eppure l'aspetto più interessante del primo ministro italiano è questo: gli italiani continuano a votarlo. Perché?"

Sembrano esserci varie risposte, osserva la giornalista del Post. Una è che, dopo che Tangentopoli spazzò via una generazione di leader politici, "Berlusconi riempì il vuoto che si era creato". Col senno di poi, si capisce che lo fece anche per "mettere fine alla purga giudiziaria", avendo lui stesso fatto carriera con il vecchio sistema. "Ma in un paese che cambiava un governo all'anno lui era un personaggio familiare, in grado di rappresentare un tipo di stabilità, e di fronte a un centro-sinistra disorganizzato e un centro-destra paralizzato, un sacco di gente ha preferito il diavolo che conoscono" al rischio dell'ignoto.

Un'altra ragione del motivo per cui gli italiani continuano a votarlo, afferma la Applebaum, è che Berlusconi "ha uno strumento che altri non hanno: la televisione", i tre canali di sua proprietà e quelli di stato che controlla politicamente come capo del governo. "Ci sono giornali, riviste e programmi televisivi che lo criticano", scrive la columnist del quotidiano americano, "ma non raggiungono lo stesso numero di persone (dei canali tivù). Come il suo amico Putin in Russia, Berlusconi non cerca di influenzare tutti i media, ma solo quelli che raggiungono la maggior parte della gente. Ciò può non determinare il risultato delle elezioni, ma di sicuro aiuta, e ha anche fatto dell'Italia il paese con il più ampio movimento che si batte per la libertà di stampa, al di fuori dell'ex-Unione Sovietica".

Ma nemmeno il dominio sulla tivù basta a spiegare il fenomeno Berlusconi, conclude il Washington Post. C'è pure qualcos'altro, e questo qualcos'altro è che Berlusconi si offre come "specchio degli italiani": di coloro che sono o aspirano ad essere "nuovi ricchi e senza timore di mostrarsi tali", che amano le donne e il calcio ("lui è proprietario del Milan"), fedeli agli amici "al punto di proteggerli dalla legge" e che sanno come divertirsi alle feste. "Una versione caricaturale della vita italiana ideale", scrive la Applebaum. "Con Berlusconi come premier, inoltre, non hai bisogno di prenderti troppo sul serio. Non devi preoccuparti di conoscere la geopolitica o le condizioni del pianeta o la povertà o gli stati fallimentari. Puoi startene a casa, restare poco serio e discutere degli ultimi scandali. Anche questo fa parte del fascino del primo ministro".

Vari giornali stranieri riportano, a proposito di influenza sui media, l'ultima iniziativa annunciata da Berlusconi: "Una task force di propaganda per far cambiare idea alla stampa straniera", colpevole di criticare il premier e l'Italia, secondo quanto lui stesso ha detto l'altro giorno. Il Guardian e l'Independent a Londra, il Telegraph a Belfast, La Vanguardia in Spagna, tutti riportano la campagna annunciata in tal senso dal governo per "bombardare le redazioni" dei giornali stranieri "con notizie positive sull'Italia".

Un altro quotidiano spagnolo, El Mundo, riporta poi il progetto per rispondere all'abolizione dell'immunità sancita dalla Corte Costituzionale: "Berlusconi non si rassegna a essere processato", titola il giornale, "il primo ministro italiano mette al lavoro la sua squadra di avvocati per far passare nuove riforme legislative che impediscano che il Cavaliere sia processato".

(13 ottobre 2009)

sabato 10 ottobre 2009

Le Monde: "Viaggio a Berlusconia" e l'Ft mette il Cavaliere sulla biga


ENRICO FRANCESCHINI


LONDRA - Silvio Berlusconi è ancora al centro dell'attenzione della stampa internazionale. I giornali stranieri di oggi riportano, con qualche ironia, le roboanti dichiarazioni con cui il primo ministro ha continuato a difendersi in vista dei processi a cui sarà sottoposto dopo la decisione della Corte costituzionale che ha abolito la legge, precedentemente approvata dal suo governo, che gli concedeva l'immunità giudiziaria. "Sono il più grande personaggio della storia - si vanta Berlusconi", è il titolo del quotidiano Guardian di Londra. "Sono l'uomo più perseguitato della storia - dice Berlusconi", è il titolo analogo di un altro grande quotidiano londinese, il Times. E il Financial Times, più importante quotidiano finanziario d'Europa, dedica al premier italiano una vignetta umoristica nella pagina dei commenti: Berlusconi è ritratto come un imperatore romano che corre nel Colosseo su una biga su cui è scritta la parola "immunità", senonché la biga va in frantumi, lui cade a terra, la corona d'alloro gli cade dalla testa, mentre sullo sfondo si vedono due giudici che impugnano due spade e la bilancia, simbolo della legge uguale per tutti.
Scrive il Guardian in una corrispondenza da Roma: "Mentre Berlusconi cercava di rafforzare la sua posizione dichiarandosi insostituibile, un tribunale a Milano ha sentito un pubblico ministero dichiarare che ci sono 'ampie provè che egli è colpevole di corruzione". Il quotidiano londinese nota che la velocità con cui i giudici milanesi hanno ripreso il processo di secondo grado all'avvocato David Mills, l'ex-fiscalista di Berlusconi, già condannato in prima istanza a 4 anni e mezzo di carcere per avere detto falsa testimonianza a un processo in cui era coinvolta la Fininvest n cambio di una bustarella da 600 mila dollari, "è una brutta notizia per il primo ministro". Anche se i termini processuali per una condanna di Berlusconi scadessero perché sarà passato troppo tempo dai fatti, osserva il Guardian, "una condanna del suo co-imputato Mills significherebbe automaticamente che anche il premier è ugualmente colpevole di avergli dato la bustarella".

In proposito, un altro quotidiano britannico, l'Independent, nota le parole pronunciate ieri dall'avvocato Mills per difendere la propria posizione: "Sarebbe illogico e assurdo se uno di noi due venisse giudicato colpevole e l'altro assolto. Siamo entrambi (io e Berlusconi, ndr) entrambi colpevoli o entrambi innocenti. Tale è la natura dei processi per corruzione".

Un articolo sul Daily Telegraph è invece centrato sulla nuova, imbarazzante "gaffe di Berlusconi", come titola il giornale londinese: "Ho speso una fortuna per pagare i giudici". Il premier, pronunciata ieri la frase in una conferenza stampa, si è poi corretto, "intendevo dire per pagare gli avvocati" ai molti processi che gli sono stati intentati durante lasua carriera di businessman e uomo politico, ma il Telegraph ironizza che la gaffe contribuisce a sottolineare le accuse di corruzione nei suoi confronti al processo Mills, oltre che il riconoscimento di corruzione per Berlusconi da parte del tribunale di Milano nella causa civile che lo ha condannato nei giorni scorsi al pagamento di 750 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti come risarcimento per la vicenda della Mondadori.

Il Times pubblica un commento intitolato "Tentativo di distrarre l'attenzione del paese" sulla "speranza di Berlusconi" che la sua apparizione ai funerali di stato per le vittime della tragedia di Messina gli restituisca il ruolo di "padre della nazione", dopo la settimana "più dannosa" della sua carriera politica. Ma sebbene la cerimonia possa fare una bella impressione "su canali televisivi che per lo più nascondono i problemi del premier", nota il Times, "un'accoglienza entusiastica da parte della popolazione locale è tutt'altro che garantita". Quanto al futuro di Berlusconi, scrive il quotidiano londinese, con l'opposizione di centro-sinistra ancora divisa (come rileva anche un articolo sul Financial Times), "molto dipende dal comportamento dei suoi alleati". E se Umberto Bossi ha finora espresso sostegno al primo ministro, il Times nota che Gianfranco Fini ha ripetutamente preso le distanze da lui. "Berlusconi ha detto ieri che è lui l'unico in grado di guidare l'Italia", si conclude il commento di Richard Owen, corrispondente da Roma del Times, "ma Fini, e molti italiani, non sarebbero d'accordo".

Il magazine settimanale del quotidiano Le Monde, uscito ieri pomeriggio, è interamente dedicato a "Berlusconia": un "viaggio in Italia" e nel "cuore del suo enigma", ovvero Berlusconi. Il "patron politico della penisola, per volontà politica degli elettori". Negli anni, dice il quotidiano parigino, "Si è imposto come un'antologia vivente di gaffe enormi, di gentilezze dubbie, di comportamenti personali inammissibili. La sua inverosimile impunità giudiziaria sfida le leggi della logica".

Molto duro anche il commento di un giornale francese conservatore, Le Figaro. Sotto il titolo "Le tentazioni populiste di Silvio Berlusconi", il corrispondente da Roma Richard Heuzé scrive: "Oggi Silvio Berlusconi è un uomo ferito... Questi ultimi giorni hanno mostrato il suo volto peggiore. Quello di un tribuno che sfida i poteri costituiti opponendo al diritto costituzionale la legittimità che gli è stata conferita dal voto degli italiani. Non è molto lontano dalla deriva peronista".

(10 ottobre 2009)

venerdì 9 ottobre 2009

NYT: "Mercoledì un bel giorno per la democrazia italiana"


di ANGELO AQUARO e ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA - Nella marea di articoli sul caso Berlusconi pubblicati oggi dalla stampa internazionale, spiccano gli editoriali non firmati, dunque espressione del pensiero della direzione del giornale, come usa nel mondo anglosassone, di quattro dei più autorevoli quotidiani del mondo: Financial Times, New York Times, Wall Street Journal, Guardian. Quello del più importante quotidiano finanziario d'Europa suggerisce senza mezzi termini agli alleati del presidente del Consiglio di liberarsi di lui per il bene dell'Italia. Una valutazione condivisa dall'altra parte dell'Atlantico dal Nyt, secondo il quale "l'era Berlusconi è durata troppo".

L'editoriale del giornale newyorkese, intitolato "La Legge e Silvio Berlusconi", inizia con un giudizio tranciante: "Mercoledì è stato un brutto giorno per Silvio Berlusconi ma un bel giorno per la democrazia italiana". Il riferimento è alla sentenza della Corte costituzionale su quella che il New York Times definisce "la vergognosa legge approvata dopo le elezioni dello scorso anno che garantiva a Berlusconi l'immunità dai processi per tutto il tempo in cui rimaneva in carica". Il quotidiano osserva poi che "la Corte Costituzionale ha ricordato il principio fondamentale della democrazia che nessuno, neppure il più ricco o il più potente, può ergersi sopra la legge, anche se un Parlamenteo compiacente gli costruisce per legge l'immunità". Dopo aver ricordato i processi che riprenderanno, il Nyt scrive: "Gli avvocati di Berlusconi sostengono che la necessità di difendersi nei processi distrarrano il premier dai suoi doveri. Ma lui già sembra aver speso molta più energia a difendersi dai suoi controversi casi personali che a reagire ai problemi che attanagliano l'Italia... Non è una situazione accettabile per l'Italia e per l'Europa. L'era Berlusconi è durata troppo a lungo, con troppi pochi risultati positivi. E' tempo per entrambe le coalizioni di sviluppare una nuova generazione di leader più costruttivi e competenti da presentare agli elettori".

"La sentenza della Corte Costituzionale (che gli ha tolto l'immunità) è il più serio smacco subito da Berlusconi nel suoi 15 anni in politica", afferma l'editoriale del Financial Times. "Da un anno il premier è coinvolto in uno scandalo di prostitute e veline, ma la decisione della Corte lo colpisce dove fa più male. Il premier dovrà ora affrontare una serie di processi in cui è accusato di corruzione ed evasione fiscale". Il giornale della City ricorda la reazione di Berlusconi secondo cui si tratta di un complotto politico orchestrato contro di lui dalla sinistra, ma obietta: "Il giudizio della Corte è giusto. Il capo di governo, in una democrazia, non può essere al di sopra della legge". Il risultato è che Berlusconi, "chiaramente indebolito", dovrà passare più tempo a occuparsi dei suoi problemi legali e meno a occuparsi degli affari di governo, mentre l'immagine internazionale dell'Italia "soffrirà ulteriormente". Berlusconi entrò in politica dopo la crisi creata da Tangentopoli, "per darsi una piattaforma da cui difendersi dalle accuse di corruzione" che già lo riguardavano, scrive il Ft, "ed è una tragedia, per l'Italia e per l'Europa, che lo abbia fatto". L'Italia, per causa sua, "non è riuscita a maturare politicamente". Molti italiani ancora appoggiano Berlusconi, conclude l'editoriale del Financial Times, "ma i suoi alleati di centrodestra dovrebbero contemplare l'idea di disfarsi di lui. L'Italia starebbe certamente meglio senza Berlusconi".

Anche l'editoriale del Guardian, uno dei più autorevoli quotidiano britannici, rammenta la tesi di Berlusconi di un complotto della sinistra contro di lui che coinvolgerebbe i tre ultimi presidenti della Repubblica, uno dei quali, Scalfaro, era "un fervente cattolico anticomunista", e un altro, Ciampi, "un banchiere e un tecnocrate". E allora, osserva il Guardian, di che cospirazione si tratta? "Non c'è stato alcun complotto. La persona che è pericolosa, nel senso che sta attivamente danneggiando le istituzioni italiane, è Berlusconi". Per questo, afferma il giornale londinese, è necessario che ora, abolita l'immunità, i processi contro di lui riprendano e vadano avanti: "Ogni altro corso di eventi spingerebbe ancora di più l'Italia lontano dal suo presente democratico e indietro verso il suo passato fascista".

Con un titolo che parafrasa il famoso romanzo di Kundera, "L'insostenibile nudità legale di Silvio Berlusconi", l'editoriale del Wall Street Journal riassume quello che è accaduto e fa le ipotesi su quel che accadrà, inclusa la possibilità che i processi avanzino lentamente, che il premier non venga condannato per la scadenza dei termini processuali e che tutto continui più o meno come ora. Ma in tal caso, conclude il quotidiano finanziario americano, "il vero perdente sarebbe il popolo italiano".

Il Financial Times dedica alla vicenda anche un'intera pagina di servizi, con un'ampia infografica sulla galassia del potere economico di Berlusconi, notando la ridda di supposizioni sui mercati all'indomani della sentenza che ha condannato la Finivest a pagare 750 milioni di euro di risarcimento alla Cir di Carlo De Benedetti come conseguenza della corruzione con cui Berlusconi ottenne il possesso della Mondadori. Una possibilità, scrive il Ft citando un "senior Milan banker", un importante banchiere milanese, che chiede di restare anonimo, è che "le ambizioni di espansione all'estero" del Cavaliere saranno ridotte, per esempio per quanto riguarda il tentato acquisto di TeleCinco in Spagna. Un'altra è che Berlusconi decida di vendere il Milan, come lo spingerebbe a fare, secondo il Ft, "sua figlia Marina".

In un altro articolo, il giornale nota che, nonostante le affermazioni ufficiali di solidarietà al premier da parte dei suoi alleati, la sentenza della Corte "ha esposto divisioni nella coalizione di maggioranza". Il Ft nota che Gianfranco Fini ha preso seccamente le distanze dalle critiche di Berlusconi al presidente della repubblica Napolitano. E nota che anche il ministro del Tesoro Giulio Tremonti, "come Fini un possibile contendente per la successione a Berlusconi", ha evitato di criticare il capo dello Stato. Quale che sia l'esito dei processi contro il premier, osserva l'articolo, "un governo indebolito, in conflitto con il potere giudiziario e con il Quirinale, esaspererebbe una lotta intestina per il potere, rischiando di trasformare Berlusconi in un'anatra zoppa".

E' la medesima previsione di una news analyses del corrispondente da Roma del Times di Londra, Richard Owen: "L'Houdini della politica italiana potrebbe finire per diventare un'anatra zoppa". Anche il quotidiano londinese dedica una pagina intera alle conseguenze della sentenza della Consulta, condividendo l'impressione di "divisioni" crescenti all'interno della maggioranza.

Un analogo corsivo sul Daily Telegraph, uno dei principali quotidiani conservatori britannici, rammenta che "in Occidente il concetto di uguaglianza di tutti davanti alla legge è uno dei capisaldi della democrazia" e l'idea che un leader voglia mettersi al di sopra della legge "crea paralleli con dittatori di mezzo mondo". E in ogni caso la linea di difesa del premier italiano, secondo cui i processi toglierebbero tempo prezioso alla sua attività di governo, non regge, ironizza Adrian Michels, il caporedattore esteri del Telegraph, considerato che Berlusconi "sembra avere trovato un sacco di tempo per le attività extra-governative che hanno spinto sua moglie a chiedere il divorzio".

Il Guardian di Londra scrive che, dopo la sentenza, nel breve spazio di 24 ore, Berlusconi ha "insultato la Corte Costituzionale, messo in dubbio l'imparzialità del presidente della Repubblica e dei suoi predecessori, e ridicolizzato una parlamentare in diretta tivù". Lo spagnolo El Pais afferma che Berlusconi ha risposto alla decisione della Corte "attaccando i poteri istituzionali con isteria, brutalità e insulti"; e in un altro articolo ricorda che il parlamento europeo ha criticato la concentrazione dei media in Italia.

Ci sono moltissimi altri articoli e commenti sulla Berlusconi-story, dal tedesco Die Welt al francese Le Monde, dall'Irish Times alla svizzera Tribune de Geneve, dal Figaro all'Australian. Una segnalazione la merita un editoriale sul quotidiano parigino Liberation, che partendo dalle frasi pronunciate dal premier subito dopo la sentenza, "Viva l'Italia, Viva Berlusconi", commenta parafrasando il celebre motto del Re Sole: "Berlusconi dice, l'Italia sono io. Poveri italiani".

(9 ottobre 2009)

giovedì 8 ottobre 2009

Il Times: "Silvio deve dimettersi-ha gettato vergogna sull'Italia"


ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA - Financial Times e Wall Street Journal, i due più importanti quotidiani finanziari del pianeta, lo accompagnano con la stessa foto del capo del governo che passa in rassegna un picchetto d'onore a Palazzo Chigi, cupo, a testa bassa. Qualcuno, come il Times di Londra, definisce la decisione della Corte Costituzionale "un colpo mortale" e sostiene che a questo punto il primo ministro italiano "deve dimettersi". Tutti parlano di un premier "indebolito" e di una crisi politica sempre più grave e dagli sbocchi sempre più incerti. Ma i media internazionali salutano la sentenza della Consulta come una prova di indipendenza della magistratura e di difesa della democrazia.

"Silvio Berlusconi lotta per la sua sopravvivenza politica": comincia così l'articolo di prima pagina di Lucy Bannerman sul Times, accanto a un riquadro che stima in 150 milioni di sterline, circa 160 milioni di euro, l'ammontare delle spese legali affrontate sinora dal premier per difendersi nei numerosi processi in cui è stato incriminato sino ad ora. Il verdetto dell'Alta Corte, afferma il quotidiano londinese, potrebbe "portare al collasso del governo" di centro-destra e in ogni caso porterà Berlusconi sul banco degli imputati in una serie di processi "per frode, corruzione ed evasione fiscale".

"I giudici infliggono a Berlusconi un colpo mortale" è il titolo del servizio di prima pagina del Times, cui segue un editoriale non firmato a pagina due, dunque espressione della direzione del giornale, nel quale si sostiene che il premier "ha svergognato il suo incarico e il suo paese" dimostrando "disprezzo" per la legge, oltre che attraverso i suoi "ridicoli" scandali privati di sesso e la sua "inquietante" amicizia con leader come Putin e Gheddafi.

"Berlusconi può restare al potere solo se i suoi alleati lo appoggiano", osserva l'editoriale del Times. "Essi sarebbero folli a farlo. Il danno causato dal premier alla reputazione dell'Italia comincia a vedersi, simboleggiato dal rifiuto di Michelle Obama di accettare il suo abbraccio, e del resto anche il suo indice di popolarità nei sondaggi sta cadendo. Egli ha cercato di vivere al di sopra della legge, ma ora, con i nuovi processi che lo attendono, sarà consumato dalla legge. E' certamente tempo che Berlusconi smetta di mettere i suoi interessi prima degli interessi della nazione. Dovrebbe dimettersi".

Il Times dedica a Berlusconi altre due intere pagine all'interno. Un ritratto del premier, firmato da Richard Owen, afferma che la sentenza della Corte potrebbe segnare "l'inizio della fine" per il Cavaliere; e in un altro articolo lo stesso corrispondente da Roma del quotidiano londinese valuta le varie possibilità dei mesi a venire: Berlusconi continua a governare facendo finta di niente, "difficile", si dimette e convoca elezioni anticipate, "potrebbe averne la tentazione", viene rovesciato da un golpe interno dei suoi alleati guidato da Gianfranco Fini, "forse non subito, ma potrebbe accadere nei prossimi mesi se la situazione del premier si destabilizza ulteriormente", si dimette e va in esilio come Craxi, "improbabile, ma non da escludere se fosse minacciato di finire in prigione".

Sempre sul Times, un'analisi di Bronwen Maddox, principale commentatore di affari internazionali, osserva che, con la sentenza della consulta, "l'Italia ha ribadito la sua aderenza alla democrazia, riparando almeno parzialmente le crepe arrecate dal controllo dei media di Berlusconi, che insultano i fondamentali principi democratici a tal punto che se l'Italia chiedesse oggi di entrare nell'Unione Europea potrebbe non essere accettata".

La Maddox interpella due esperti. Marc Weller, docente di diritto internazionale alla Cambridge University, nota che nel mondo c'è la tendenza a ritenere responsabili i leader davanti alla legge per crimini di particolare gravità, come la tortura e il genocidio, ma non per decisioni contestate e controverse, come quella di Tony Blair di partecipare alla guerra in Iraq. Riguardo alle leggi nazionali, tuttavia, mettere un primo ministro al di sopra della legge, come ha fatto finora il Lod Alfano, significa "rinunciare al certificato di piena salute democratica".

L'altro esperto, Charles Grant, direttore della think tank Center for European Reform, osserva che l'Unione Europea tira fuori un "cartellino giallo" per gli stati che non rispettano i criteri della democrazia, ma il solo vero scrutinio in merito avviene nel momento in cui la Ue valuta se accettare o meno un nuovo membro nelle sue fila: "Se un paese in cui un uomo possiede tutte le televisioni chiedesse di entrare, verrebbe respinto".

Il Financial Times dedica due articoli alla vicenda, scrivendo che "la tensione politica è destinata a salire" e che "il prestigio internazionale di Berlusconi è destinato a calare". Il Wall Street Journal afferma che la sentenza potrebbe "ulteriormente destabilizzare il governo Berlusconi e distrarre ancora di più un premier già imbarazzato dalle rivelazioni sulla sua vita personale".

Il New York Times commenta che la decisione della Corte potrebbe portare a "un periodo di instabilità politica" e osserva che in un altro paese la saga di problemi legali di Berlusconi "avrebbe probabilmente messo fine alla sua carriera politica". Il Guardian, quotidiano londinese di centro-sinistra, parla di un "severo colpo" a Berlusconi e del "chiaro rischio di una crisi istituzionale" dopo le accuse da parte del premier di un complotto contro di lui. Il Telegraph, quotidiano londinese conservatore, cita Franco Pavoncello, docente di scienze politiche alla John Cabot University di Roma: "Berlusconi prima era un intoccabile, ora non lo è più".

Commenti analoghi sull'Independent, sul Daily Mail, sul Mirror, per quel che riguarda la stampa britannica. In America, il Boston Globe scrive che si tratta di "uno dei più duri colpi inferti a Berlusconi nei suoi 16 anni di vita politica", e il Los Angeles Times afferma che la sentenza mette "un punto interrogativo sul futuro di Berlusconi e dell'Italia". In Irlanda, l'Irish Times prevede "una drammatica crisi politica". In Spagna, El Pais osserva che la decisione dell'Alta Corte "rafforza la fiducia nella giustizia rivadendo che il premier deve rispondere alla legge come tutti i cittadini", e ricorda, in un altro articolo, le nuove accuse di connivenze mafiose emerse nei confronti di Forza Italia e dello stretto collaboratore di Berlusconi, Marcello Dell'Utri, "già condannato a nove anni in primo grado per associazione mafiosa", da parte del pentito Ciancimino. El Comercio scrive che "i giudici hanno dato prova di indipendenza a dispetto delle forte pressioni" esercitate dal governo nei loro confronti.

E in Francia, dove tutti i giornali, da Liberation a Le Monde, parlano della sentenza, il quotidiano Figaro scrive che "paradossalmente l'uomo politico Berlusconi è stato messo in crisi dall'uomo d'affari", ovvero dalle accuse di corruzione ed evasione fiscale nel costruire il suo impero mediatico che hanno continuato a rincorrerlo durante tutta la sua carriera.

(8 ottobre 2009)

mercoledì 7 ottobre 2009

Il Times sugli avvocati del premier. "Come il doppio pensiero di Orwell"


ENRICO FRANCESCHINI

"Gli avvocati di Berlusconi usano una difesa da 'Fattoria degli animali' per chiedere che il premier sia messo al di sopra della legge". E' questo il titolo del Times di Londra sulla seduta della Corte Costituzionale che esamina la legalità della legge sull'immunità giudiziaria per il presidente del Consiglio italiano. Il quotidiano londinese allude ai commenti di leader dell'opposizione che hanno paragonato al messaggio del romanzo di George Orwell, La fattoria degli animali, il ragionamento dell'avvocato Niccolò Ghedini, uno dei difensori di Berlusconi, il quale ha notato che il primo ministro va considerato "primus super partes", ovvero al di sopra degli altri. Il paragone con Orwell era già stato fatto ieri dal capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi. Il romanzo, uno dei capolavori dello scrittore britannico, è una spietata metafora del totalitarismo, in una società che predica che gli animali sono tutti uguali, ma qualcuno di loro è in realtà al di sopra di tutti gli altri.

"Un interessante esempio di duplicità del pensiero", lo definisce un commento di Richard Owen, sempre sul Times, notando che per il "cadaverico" avvocato Ghedini, un conto è la legge e un altro conto è "l'applicazione della legge". L'editoriale rammenta che si tratta dello stesso avvocato che definì Berlusconi come "l'utilizzatore finale", dunque non passibile di conseguenze legali, a proposito della sua notte a letto con la escort Patrizia D'Addario; e l'articolo ricorda anche che, subito dopo questo commento, un progetto di legge per punire i clienti delle prostitute fu quietamente rinviato. Il giornale osserva anche che nessuno ha trovato da ridire sul fatto che l'avvocato Ghedini, oltre a difendere Berlusconi davanti alla Corte Costituzionale, è un deputato del partito di Berlusconi e ha un ruolo nel preparare le leggi passate dal suo governo: "Un ovvio conflitto di interessi".

Il Times ricorda poi che due dei giudici della Corte cenarono con Berlusconi e con il ministro della Giustizia Alfano, autore della legge sull'immunità, nel maggio scorso, suscitando le critiche dell'opposizione per un apparente tentativo di influenzare la Corte. L'articolo nota quindi che solo uno dei giudici è una donna, Maria Rita Saulle, 73 anni, e si chiede se essa "condivide il disgusto suscitato dagli scandali di sesso di Berlusconi".

L'editoriale si conclude considerando la linea adottata dal premier e dai suoi alleati, secondo cui c'è "un complotto sovversivo" per cercare di togliergli il potere contro la volontà espressa dal popolo alle urne. Ma "nessun cospiratore obbligò Berlusconi ad andare alla festa dei 18 anni di Noemi Letizia", afferma il Times. "Nessun complottatore lo costrinse ad andare a letto con Patrizia D'Addario". E allo stesso modo i processi che gli verrebbero intentati per corruzione ed evasione fiscale, se l'immunità venisse tolta dalla Corte, "derivano dalle sue stesse azioni, e dalla convinzione dei magistrati che egli abbia violato la legge".

Anche il Guardian dedica un ampio articolo alla decisione della Corte, notando che Berlusconi, "già sulla difensiva per un orrendo scandalo di sesso e droga", rischia di essere imputato in due processi, se i giudici costituzionali annullano l'immunità. Il quotidiano londinese sottolinea che il Lodo Alfano, ufficialmente passato per proteggere le quattro più alte cariche dello stato, "è in effetti fatto apposta soltanto per Berlusconi", perché il presidente della repubblica gode già di ampia immunità e i presidenti delle camere non l'hanno chiesta. Il giornale ricorda inoltre che una precedente legge che dava l'immunità al premier, passata dal suo governo precedente, fu giudicata incostituzionale nel 2004.

Ampi servizi sulla questione dell'immunità appaiono anche sul Financial Times e sul Wall Street Journal. Il quotidiano della City, in un secondo articolo, sottolinea la coincidenza della riunione della Corte Costituzionale e della nascita di Italia Futura, il think tank di Luca Cordero di Montezemolo, visto come una possibile alternativa politica a Berlusconi in caso di dimissioni del premier e nuove elezioni, nonostante le smentite dell'interessato. Il quotidiano di Wall Street osserva che la pena massima cui Berlusconi potrebbe essere condannato, sommando i due processi per corruzione ed evasione fiscale in cui comparirebbe come imputato nel caso l'immunità fosse tolta, ammonta a "21 anni di carcere".

"Berlusconi - dice il suo avvocato - è al di sopra delle lagge", titola un altro quotidiano britannico, il conservatore Daily Telegraph. Il New York Times scrive della possibilità di elezioni anticipate, nel caso in cui la legge sull'immunità venisse abolita."La difesa di Berlusconi sostiene che la legge non deve essere uguale per tutti", titola El Pais in Spagna. In Svizzera, 24 Heures afferma che "il destino politico e giudiziario" di Berlusconi dipende dalla sentenza della Corte. E Libération scrive che la miscela di scandali, conflitti intestini e processi "potrebbe essere fatale" al premier.

(7 ottobre 2009)

martedì 6 ottobre 2009

Stampa estera: giustizia e informazione: "Il sabato nero di Berlusconi"


ENRICO FRANCESCHINI

"Il sabato nero di Silvio Berlusconi": così la stampa internazionale di oggi descrive gli ultimi sviluppi dello scandalo cresciuto attorno al presidente del Consiglio. La "più grande manifestazione mai tenutasi in Italia per la libertà di stampa" e la sentenza del Tribunale di Milano che ha condannato la Fininvest di Berlusconi a pagare750 milioni di danni alla Cir di Carlo De Benedetti, riconoscendo che la società del premier italiano ha corrotto dei giudici per ottenere il possesso della Mondadori negli anni '90, sono i due elementi di una giornata, il 3 ottobre 2009, che secondo i giornali stranieri "non verrà dimenticata tanto presto" dal leader del centro-destra.

Dal Wall Street Journal al Financial Times, dal Guardian al Telegraph, dalla stampa francese a quella spagnola, tutti i maggiori organi di informazione danno ampio risalto alla sentenza dei giudici milanesi contro Berlusconi. "La decisione impartisce un duro colpo alla Fininvest" dal punto di vista finanziario, scrive il Wall Street Journal. Il quotidiano britannico Telegraph osserva che il verdetto conferma che il capo del governo "ha corrotto un giudice", notando che Berlusconi non è stato processato in sede penale, ma soltanto in un tribunale civile, solo grazie al fatto che sono scaduti i termini per portarlo in tribunale. Il Guardian ricorda che la sentenza giunge pochi giorni prima di un'altra molto attesa decisione giudiziaria, quella della Corte Costituzionale, che sarà chiamata a esaminare la legalità del Lodo Alfano, ossia della legge, fatta approvare dal governo Berlusconi, che concede al premier l'immunità da cause giudiziarie. Lo svizzero 24 Heures nota che, oltre a riportare in prima pagina il fatto che Berlusconi ha corrotto un giudice, la sentenza di Milano lo condanna a pagare una cifra enorme per danni all'editore del giornale che "da sei mesi denuncia i suoi scandali privati".

L'altro tema del giorno per i media esteri è la manifestazione di sabato a Roma e in altre città in difesa della libertà di stampa. Il raduno "ha sorpreso per la sua ampiezza", scrive il francese Les Temps. Una manifestazione "monstre", la più grande mai organizzata in difesa della libertà di stampa in Italia, scrive l'Humanité. L'Irish Times afferma che l'editoriale critico nei confronti della manifestazione da parte del direttore del Tg1, Augusto Minzolini, è "un perfetto esempio di come la libertà di stampa viene limitata in Italia"; e nota la severa condanna del premier espressa alla manifestazione dal giornalista del settimanale cattolico Famiglia Cristiana: "E' diabolico cercare di far credere alla gente che questa manifestazione sia una farsa", è il commento di Famiglia Cristiana riportato dal maggior quotidiano di un paese profondamente cattolico come l'Irlanda, alludendo alle parole usate da Berlusconi per minimizzare il significato dell'evento, "chiunque dice una cosa del genere, è in malafede e sa di esserlo". Libération a Parigi e il quotidiano The Australian a Sydney sono tra gli altri organi di stampa che scrivono sulla manifestazione di Roma.

Lo spagnolo El Mundo dedica inoltre un articolo al ritorno sulle scene del premio Nobel per la letteratura Dario Fo, con un lavoro "irriverente" che ha per bersaglio Silvio Berlusconi, "L'anomalo bicefalo". E il Wall Street Journal pubblica un'inchiesta sulle difficoltà delle reti Mediaset, in concorrenza con quelle di Sky (quest'ultima, come il Journal, è di proprietà di Rupert Murdoch, editore rivale di Berlusconi), osservando che le televisioni del Cavaliere stanno cercando di rispondere al calo di pubblicità scegliendo come target "le famiglie a basso reddito", ovvero quelle che non possono permettersi di pagare un pacchetto di abbonamento per una programmazione più varia e ricca.

(5 ottobre 2009)

domenica 4 ottobre 2009

Stampa estera: "Berlusconi tra la D'Addario e la manifestazione per la libertà di stampa"


di ENRICO FRANCESCHINI

La manifestazione di oggi per la libertà di stampa e l'intervista di Annozero a Patrizia D'Addario sono ancora al centro dell'attenzione della stampa internazionale. "La donna nello scandalo Berlusconi dice che il primo ministro sapeva che lei era una escort", titola il quotidiano Guardian, riportando le dichiarazioni fatte dalla D'Addario nella sua "prima intervista alla televisione italiana". Berlusconi, scrive il giornale londinese, ha negato di avere mai pagato per il sesso e ha detto che non era a conoscenza del fatto che le donne portate alle sue feste dall'uomo d'affari pugliese Giampaolo Tarantini fossero delle escort, ossia delle prostitute di lusso, ma la versione del premier è stata smentita dalle parole della D'Addario, nota il quotidiano: "Certamente sapeva che io ero una escort. Quando sono arrivata al party, sembrava un harem".

Il Guardian parla anche della manifestazione indetta per oggi a Roma e in altre città italiane in difesa della libertà di stampa, notando che tra gli speaker c'è Roberto Saviano, l'autore del best-seller sulla camorra Gomorra. Il quotidiano di Londra elenca poi tutti i guai del primo ministro, il basso ascolto registrato dalla sua apparizione tivù nella serata in cui ha consegnato le chiavi dei primi appartamenti ai terremotati dell'Abruzzo, gli ascolti da record delle puntate di Annozero, anche grazie "alla pubblicità gratuita che il premier ha fatto alla trasmissione attaccandola", e perfino la crisi del Milan, la sua squadra di calcio, che ha "18 mila abbonati in meno" come conseguenza della "disastrosa decisione di vendere Kakà e tenere Ronaldinho". I nervi di Berlusconi potranno "essere messi di nuovo a dura prova", conclude il giornale, nell'attesa della sentenza della Corte Costituzionale sulla legge, fatta approvare dal suo governo, che gli concede l'immunità dai procedimenti giudiziari: se la legge verrà cancellata, il premier "rischia di essere processato per evasione fiscale e per corruzione".

Anche il Times di Londra dedica un articolo alla manifestazione per la libertà di stampa, sotto il titolo: "I critici di Berlusconi marciano a Roma", notando che più di 300 pullman giungeranno nella capitale portando manifestanti da ogni parte d'Italia e riportando una frase di Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale della Stampa: "Ci sono pesanti nubi che minacciano l'informazione in Italia".

Sullo stesso tema pubblica un ampio servizio pure l'Irish Times, maggior quotidiano irlandese, parla di ennesimo episodio di una "vicenda da burlesque", ovvero da spettacolo di cabaret erotico. Il giornale irlandese riporta stralci della trasmissione Annozero, tra cui le dichiarazioni di un'altra delle ragazze invitate alle feste di Berlusconi, Barbara Montereale, quando dice: "Tutte le ragazze sapevano che, se avessero passato la notta a Palazzo Grazioli, avrebbero ricevuto una busta con 5 mila euro dentro".

Numerosi articoli sull'intervista alla escort appaiono sulla stampa spagnola. El Pais titola: "Patrizia D'Addario afferma alla Rai che Berlusconi sapeva che lei era una prostituta", un'affermazione, osserva il quotidiano, che "gli italiani hanno potuto ascoltare in tivù per la prima volta" grazie al programma di Santoro. Patrizia D'Addario "alza il livello delo scandalo attorno a Berlusconi", scrive il quotidiano La Vanguardia, "contraddicendo in maniera flagrante" la versione dei fatti fornita dal premier. Un altro giornale spagnolo, El Mundo, parla della manifestazione per difendere a libertà di stampa: "Per difenderla dove? In Eritrea? In Russia? In Venezuela? No, in Italia, un dei membri più illustri dell'Europa, dove oggi il diritto all'informazione è gravemente minacciato".

Del caso Berlusconi si continua a scrivere anche in Francia. "Berlusconi sapeva chi ero", titola L'Express a proposito dell'intervista della D'Addario. E il settimanale Expansion dedica un servizio alla controversa "amnistia fiscale per 300 mila espatriati" introdotta da Berlusconi e approvata dal parlamento.

(3 ottobre 2009)

venerdì 2 ottobre 2009

Stampa estera: "Con D'Addario in tv si riapre lo scandalo Berlusconi"


di ENRICO FRANCESCHINI

L'intervista a Patrizia D'Addario ad "AnnoZero" è al centro dell'attenzione dei media internazionali di oggi. "La call girl racconta tutto su Berlusconi in tivù", titola il quotidiano Independent. "Le registrazioni della prostituta erano per autodifesa, non per ricattare", scrive il Toronto Star. "L'Italia davanti alla tivù per lo scandalo sessuale di Berlusconi", riporta il Clarin. E intanto alcuni tra i più importanti quotidiani d'Europa, dal Times di Londra al tedesco Die Zeit, da El Pais a Le Figaro, pubblicano l'articolo di Roberto Saviano sulla manifestazione per la libertà di stampa indetta per domani a Roma, in altre città italiane e attraverso l'Europa che appare oggi sulla prima pagina di Repubblica.

"Qualsiasi speranza Silvio Berlusconi avesse di lasciarsi alle spalle lo scandalo di sesso scoppiato questa estate è evaporata la notte scorsa quando la televisione nazionale ha trasmesso un'intervista in diretta con la prostituta che afferma di avere registrato conversazioni intime a letto con il premier italiano", scrive per esempio l'Independent di Londra. E la D'Addario, continua l'articolo, nell'intervista ha smentito le affermazioni di Berlusconi secondo cui il primo ministro non sapeva che lei fosse una call-girl: "Lo sapeva, tutti lo sapevano", è la frase riportata dal giornale londinese. L'Independent riferisce le pressioni su Michele Santoro per non mandare in onda l'intervista e la sua decisione di trasmetterla lo stesso, a dispetto delle proteste di Berlusconi e della campagna lanciata per boicottare il pagamento del canone Rai.

Il Toronto Star è tra gli altri giornali che parlano dell'apparizione della escort, riportando le sue dichiarazioni secondo cui non registrò le conversazioni a letto col premier per ricattarlo, ma solo come "autodifesa". Il Clarin scrive che milioni di telespettatori hanno assistito alla puntata di AnnoZero, notando che il tentativo di bloccarne la trasmissione è diventato "un nuovo scandalo". Sulle pressioni di Berlusconi per zittire voci critiche contro di lui è uscito stamane anche un articolo sull'Economist, che afferma: "Dai tempi di Mussolini non si vedeva un governo italiano che interferisse con i media in maniera così allarmante, i giornalisti e gli italiani fanno bene a preoccuparsi e a protestare".

Lo svizzero 24 Heures scrive su un'altra questione: "La frode fiscale, sport nazionale degli italiani", commentando la decisione del governo Berlusconi di concedere una larga amnistia a chi reimpatria capitali esportati illegalmente all'estero. Il Times pubblica un'intervista ad Antonio Di Pietro intitolata: "Mafia, spaghetti e Berlusconi, non voglio che il mondo pensi di noi in questo modo", in cui l'ex magistrato di Mani Pulite e leader dell'Italia dei Valori spiega perché combatte contro i vizi nazionali, le leggi, i soprusi, che confermano gli stereotipi internazionali sul nostro paese. E a questo proposito un articolo del Guardian cita un rapporto di una commissione parlamentare italiana secondo il quale l'influenza della mafia si estende sulla vita di almeno 13 milioni di nostri connazionali.

(2 ottobre 2009)