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martedì 3 febbraio 2009

Ragazza rapita e stuprata dal suo ex


MILANO - Una ragazza di 22 anni, italiana figlia di genitori tunisini e residente a Milano, ha denunciato di essere stata rapita, drogata, seviziata e stuprata dal suo ex fidanzato, che non voleva accettare la fine della loro relazione. Gli agenti del commissariato Sempione di Milano hanno posto in stato di fermo l’uomo, Noureddine Bakoute, 31 anni, di origine marocchina, pluripregiudicato per reati di violenza e spaccio di sostanze stupefacenti e già sottoposto a un provvedimento di espulsione dal nostro Paese in quanto irregolare sul territorio italiano.

LA PERSECUZIONE - La giovane aveva conosciuto l’uomo circa quattro anni fa e aveva instaurato con lui una relazione, che si era poi conclusa anche per l’atteggiamento violento dell'uomo. Da oltre due anni il marocchino continuava a perseguitare la sua ex con una vera e propria attività di stalking e continue minacce, anche nei confronti della madre di lei. Qualche giorno fa l’uomo ha rapito la ragazza rinchiudendola in un appartamento di via Vergiate 5 a Milano, dove l’ha costretta ad assumere cocaina e crack e l'ha sottoposta a ogni genere di sevizie:
botte, minacce di morte, sigarette spente sulla pelle.

IL SALTO DALL'AUTO - La ragazza è riuscita a scappare quando l'uomo l'ha costretta ad un giro in macchina, tenendola sotto la minaccia di un coltello. Una volta in tangenziale la ragazza ha aperto lo sportello e si è buttata fuori dall'auto, riuscendo a fuggire. Portata in ospedale i medici l'hanno giudicata guaribile in 10 giorni.

03 febbraio 2009

Stupro di gruppo su un treno del Passante

MILANO - Una donna sudamericana di 29 anni, madre di tre figli, ha denunciato uno stupro che sarebbe avvenuto su un treno del Passante ferroviario, in un tratto del centro di Milano. La versione della donna è ritenuta credibile, ma sono in corso precisi accertamenti per valutare e ricostruire l’intera dinamica dell’episodio, che secondo quanto denunciato sarebbe avvenuto giovedì scorso, 29 gennaio, intorno alle 22. La denuncia è stata formalizzata lunedì pomeriggio.

«PARLAVANO ARABO» - Gli aggressori sarebbero quattro, presumibilmente nordafricani. La donna si trovava a bordo di un treno del Passante ferroviario, un interregionale partito dalla stazione di Milano Certosa e diretto a Novara. La donna ha raccontato agli agenti che mentre si trovava sul vagone si è addormentata, a causa di alcuni farmaci che deve assumere per curare le sue crisi epilettiche. La donna ha spiegato di essersi improvvisamente svegliata perché una mano le tappava la bocca; a quel punto si è trovata di fronte quattro individui di cui uno le ha puntato un coltello alla gola ordinandole di chiudere gli occhi. A questo punto due dei quattro uomini avrebbero abusato di lei, costringendola a due rapporti completi. La donna ha dettagliato il suo racconto spiegando che i quattro parlavano arabo ed erano quindi presumibilmente cittadini nordafricani.

PROVE CANCELLATE - Subito dopo la violenza i quattro, di cui due non hanno partecipato attivamente alla violenza sessuale, si sono dileguati scendendo a Rho, la fermata prima di quella della vittima, Vittuone. E’ sempre la donna a raccontare ai poliziotti di aver avuto una offerta di aiuto da parte di un passante, ma di averla rifiutata, e di essere andata a casa a lavarsi, cancellando purtroppo così possibili elementi di prova. Il giorno dopo la 29enne è andata al lavoro, ma ancora sotto shock si è sentita male ed è svenuta. Ha raccontato l'episodio a una amica, che l'ha convinta ad andare a farsi visitare al Centro violenze sessuali della clinica Mangiagalli. Erano passate oltre 24 ore dallo stupro, e i medici non hanno più trovato tracce per inchiodare i responsabili. Inoltre, le gravidanze avute dalla donna impediscono di trovare riscontri certi della violenza. La donna è stata comunque valutata «in forte stato di choc», e per questo trattenuta in ospedale per alcune ore. I medici hanno ritenuto che il suo stato psicofisico fosse tale da sconsigliare un colloquio immediato con la polizia. Solo nella serata di lunedì si è arrivati alla denuncia. Ora l’inchiesta passerà alla Polizia ferroviaria competente, perché la violenza si è consumata su un treno del Passante ferroviario milanese. La Polfer effettuerà controlli sulle telecamere della stazione per individuare il gruppo.


03 febbraio 2009

La fanno ubriacare poi la violentano

IL CORRIERE DELLA SERA

TRENTO - Ha deciso di saltare la scuola e di passare la giornata con altri tre ragazzi che come lei avevano deciso di non voler fare lezione, quel giorno. Ma quella che poteva essere la più classica delle «bigiate» si è trasformata in un incubo per una ragazza di 14 anni di Trento. I tre maschi - tutti minorenni - l'hanno portata a casa di uno di loro e dopo una mattinata passata a bere superalcolici fino all'ubriachezza, l'hanno violentata.

LE INDAGINI - La ragazza ha poi raccontato quanto le era successo e grazie alla denuncia presentata alla polizia i tre giovani che hanno approfittato di lei sono stati arrestati e condotti in una comunità protetta, sotto la sorveglianza del tribunale dei minori. La vicenda risale allo scorso dicembre ma l'esecuzione dei provvedimenti restrittivi nei confronti dei minorenni accusati di violenza sessuale è di ieri. Nelle settimane scorse gli agenti della Squadra mobile della Questura di Trento hanno condotto le indagini e ottenuto riscontri al racconto della giovane.

«VIOLENZA E SUDDITANZA PSICOLOGICA» - Secondo la ricostruzione degli investigatori, i tre ragazzi, 17, 15 e 14 anni, avrebbero marinato la scuola e comperato in un supermercato alcuni superalcolici. La minorenne sarebbe stata portata a casa del 17enne, dove - sotto effetto degli alcolici - avrebbe subito «violenza sessuale e sudditanza psicologica», come ha spiegato il capo della Squadra Mobile, Roberto Giacomelli. La 14enne per un mese avrebbe tenuto dentro di sè l'abuso, poi avrebbe confidato alla sorella maggiorenne i fatti. La denuncia alla Polizia è stata presentata dalla madre della vittima. Il più grande degli autori dovrà stare sei mesi in comunità, gli altri ragazzi per due mesi. Ulteriori dettagli sulla vicenda saranno comunicati in tarda mattinata nel corso di una conferenza stampa presso la Questura del capoluogo trentino.

03 febbraio 2009