domenica 5 febbraio 2012

Da il Cittadino del 30 Gennaio 2012


Ultimo addio al direttore “innovatore”

Picchetto d’onore per i funerali di Morsello a San Lorenzo

Il picchetto della polizia penitenziaria “saluta” la salma di Morsello (riquadro)


Picchetto d’onore per l’addio a Lui­gi Morsello, ex direttore della Casa circondariale di Lodi. Sabato matti­na sono stati celebrati i funerali per il 74enne che per anni ha guidato il carcere del capoluogo. Attorno al fe­retro si è riunita una grande folla, oltre alla moglie e ai figli. E in omag­gio all’uomo, che ha innovato il si­stema detentivo nazionale, gli agenti dell’amministrazione penitenziaria si sono schierati in alta uniforme sul sagrato della chiesa di San Lorenzo. Le esequie sono state celebrate dal parroco di San Lorenzo, don Attilio Mazzoni. A fianco a lui, sull’altare, per la liturgia eucaristica anche il cappellano della struttura di via Ca­gnola, don Luigi Gatti, e l’ex assi­stente spirituale della Casa circon­dariale, monsignor Mario Ferrari. «Ha trascorso la sua esistenza nel mondo della giustizia umana ­ ricor­da quest’ultimo ­ aveva un’intelli­genza vivacissima e un carattere gioviale, forse a volte un po’ burbe­ro, ma era solo un’impressione che nel giro di breve tempo si dissolve­va». Il sacerdote ha quindi ricostrui­to la brillante carriera dell’ex diret­tore, che aveva ricoperto ruoli im­portanti in ben 18 istituti, dal Nord al Sud del Paese. Era arrivato a Lodi nel settembre del 1997 ed era rimasto nel capoluogo fino al pensionamen­to, nel gennaio 2005. Molto apprezza­to da molti, si è distinto per il corag­gio di alcune iniziative. È stato in­fatti il primo direttore di carcere in Italia che ha avviato, proprio a Lodi, il reinserimento lavorativo dei dete­nuti che avevano compiuto reati co­me violenze sessuali o pedofilia. «La detenzione deve avere anche il fine di favorire il reinserimento sociale ­sottolinea monsignor Mario Ferrari dobbiamo educare coloro che sono detenuti a tornare nella comunità, con uno spirito rinnovato. Questo obiettivo Morsello l’ha perseguito nel suo lavoro. Le colpe hanno infatti certamente una responsabilità personale, ma ci sono anche responsabilità sociali e famigliari che non si possono negare». 
Alla cerimonia funebre ha partecipato anche il provveditore per le car­ceri lombarde, Luigi Pagano, oltre al comandante della polizia peniten­ziaria, Raffaele Ciaramella, diversi agenti impegnati in via Cagnola, e il volontario in carcere e assessore del Comune di Lodi, Andrea Ferrari. Luigi Morsello era stato infatti uno dei promotori dell’inserto che esce in allegato al Cittadino, intitolato “Uomini liberi”, e aveva dato impulso a diversi iniziative per aprire le porte del carcere alla città. La salma è stata sepolta al cimitero di San Bernardo.