NAPOLI - E' ottimista la visione che il prefetto Alessandro Pansa ha della città di Napoli. Intervistato da «Magazine», il settimanale del Corriere della Sera, racconta una Napoli che non è tutta criminalità e «monnezza» come negli ultimi tempi sta apparendo. Cinquantasette anni, nato ad Eboli, Pansa ha attraversato numerose difficoltà nella sua carriera, ultima l'avviso di garanzia per concorso in falso in atto pubblico ricevuto nel 2007, quando ricopriva la carica di commissario straordinario per l'emergenza rifiuti. E nell'intervista rilasciata al settimanale non risparmia nessuno: Saviano, il suicidio di Nugnes, il problema della criminalità nel capoluogo partenopeo.
IL SUICIDIO DI NUGNES - «La morte e il suicidio colpiscono. - dichiara il prefetto riguardo il recente suicidio dell'ex assessore comunale del Pd - Ma sono vicende personali, non ho gli strumenti emotivi per giudicare. L'avviso di garanzia mi fece arrabbiare assai. I momenti difficili della mia vita sono stati però altri. Uno su tutti, la morte di Falcone nel '92, al fianco del quale ho lavorato».
IL «FENOMENO SAVIANO» - E riguardo Roberto Saviano e la sua «Gomorra» quali sono le opinioni del prefetto? «Saviano ha un ruolo rilevante per la nostra città. Ha raccontato in modo attento, preciso. Purtroppo per lui è diventato un simbolo dell'antimafia. Vivere così non è facile. Ma dobbiamo stare attenti: la sua è una denuncia, non deve diventare il marchio di fabbrica di Napoli. La criminalità è in declino, soprattutto per quanto riguarda la microcriminalità». Una città in risalita quindi, per il prefetto Pansa. E di grande tolleranza: «Extracomunitari e napoletani vivono fianco a fianco. Nelle nostre strade c'è anche la parte sana. Ci sono i capitali e i canali puliti. La lotta comincia da lì: vanno sostenuti». Unico dato in aumento: la criminalità giovanile. E l'ex commissario straordinario è il primo a combatterla: si racconta che fotografi dalle finestre del suo studio i ragazzi senza casco e invii le immagini alla Municipale. Il prefetto conferma.
IL SUICIDIO DI NUGNES - «La morte e il suicidio colpiscono. - dichiara il prefetto riguardo il recente suicidio dell'ex assessore comunale del Pd - Ma sono vicende personali, non ho gli strumenti emotivi per giudicare. L'avviso di garanzia mi fece arrabbiare assai. I momenti difficili della mia vita sono stati però altri. Uno su tutti, la morte di Falcone nel '92, al fianco del quale ho lavorato».
IL «FENOMENO SAVIANO» - E riguardo Roberto Saviano e la sua «Gomorra» quali sono le opinioni del prefetto? «Saviano ha un ruolo rilevante per la nostra città. Ha raccontato in modo attento, preciso. Purtroppo per lui è diventato un simbolo dell'antimafia. Vivere così non è facile. Ma dobbiamo stare attenti: la sua è una denuncia, non deve diventare il marchio di fabbrica di Napoli. La criminalità è in declino, soprattutto per quanto riguarda la microcriminalità». Una città in risalita quindi, per il prefetto Pansa. E di grande tolleranza: «Extracomunitari e napoletani vivono fianco a fianco. Nelle nostre strade c'è anche la parte sana. Ci sono i capitali e i canali puliti. La lotta comincia da lì: vanno sostenuti». Unico dato in aumento: la criminalità giovanile. E l'ex commissario straordinario è il primo a combatterla: si racconta che fotografi dalle finestre del suo studio i ragazzi senza casco e invii le immagini alla Municipale. Il prefetto conferma.
A.S.
11 dicembre 2008
11 dicembre 2008


1 commento:
Il prefetto Alessandro Pansa non ha mai avuto "gli strumenti emotivi per giudicare".
E' nato ad Eboli 57 anni fa, dunque nel 1951.
Mio padre e suo padre lavoravano presso la casa di Rieducazione Minorenni di Eboli, io nel 1951 avevo 13 anni, ho conosciuto il giovane Alessandro pochissimo, ma quanto basta per capire che era 'estraneo' all'ambiente ebolitano.
La sua insensibilità si è palesata con chiarezza in questa circostanza.
La sua difesa d'ufficio del governo della città e, presumo, della regione, è semplicemente inconsistente, avrebbe fatto meglio a tacere.
Quanto alle sue idee politiche, credo siano chiaramente di destra.
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