venerdì 19 dicembre 2008

Rutelli ai pm: non lo conosco. Gli avrò a stento stretto la mano


IL CORRIERE DELLA SERA

NAPOLI — «Gli avrò stretto la mano a qualche congresso, ma questo Alfredo Romeo non lo conosco e certamente non mi sono mai occupato dei suoi affari». È quasi notte, mercoledì, quando Francesco Rutelli si siede davanti ai pubblici ministeri di Napoli. E prende le distanze non soltanto dall'imprenditore appena arrestato, ma anche dal suo «fedelissimo» Renzo Lusetti. «Perché — afferma — lui è fatto così: ascolta tutti, dice che si occuperà di quello che gli viene chiesto. Insomma, millanta». Le indiscrezioni che riguardano un suo coinvolgimento nell'inchiesta cominciano a circolare martedì scorso. E diventano sempre più insistenti mentre è in corso l'operazione che porta agli arresti 13 persone. Poi filtrano i contenuti delle intercettazioni, si scopre che Rutelli è nominato più volte.

Lui smentisce di conoscere Romeo, poco dopo anche sua moglie Barbara Palombelli nega di aver avuto incarichi dai Beni Culturali quando lui era ministro, come invece aveva affermato Romeo in una conversazione allegata agli atti. Si parla di un avviso di garanzia in arrivo e a questo punto Rutelli, uno dei leader del Partito Democratico e presidente del Copasir, contatta i magistrati per chiedere di essere ascoltato. «Pensavamo di farlo nelle prossime settimane, di convocarla come persona informata sui fatti», gli viene risposto. In realtà i magistrati avrebbero discusso a lungo sull'eventualità di iscrivere il suo nome nel registro degli indagati — qualora emergessero novità dall'interrogatorio delle altre persone sottoposte a indagini — in modo da convocarlo garantendo la presenza di un difensore. Lui fa presente di «non voler rimanere sulla graticola» e parte per Napoli. Arriva al palazzo di Giustizia verso le 22 e mezz'ora dopo comincia l'interrogatorio che va avanti fin quasi all'una. «So che Romeo è stato tra i finanziatori della Margherita — chiarisce — ma con me non ha mai avuto rapporti». Respinge il sospetto di averlo aiutato, di aver mai affrontato con Lusetti argomenti che riguardassero le attività dell'imprenditore partenopeo. «Sono soddisfatto — dichiara ieri mattina — perché ho chiarito la mia posizione». Ora si attende che cosa diranno gli altri indagati e Lusetti. Il gip si è riservato di decidere sulla richiesta di arresto per lui e per Italo Bocchino, all'esito di un'udienza fissata per il 12 gennaio in cui si valuterà la rilevanza delle intercettazioni. Fino ad allora è difficile che i pubblici ministeri potranno ascoltarli, perché non possono muovere contestazioni. I legali di Rutelli, intanto, hanno annunciato querela al Giornale che ha pubblicato ieri le accuse «cancellando le sue prese di posizione». «Azione pretestuosa», ha replicato il quotidiano.

F.Sar.
19 dicembre 2008

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