martedì 17 febbraio 2009

Farneticazioni facili


MARCO TRAVAGLIO
ZORRO

"I giudici liberano un clandestino e lui stupra una quindicenne". Così Il Giornale, domenica. E così quasi tutti i giornali e i tg, per non parlare dell’acuto Cicchitto («la magistratura è inflessibile con i colletti bianchi e morbida con gli extracomunitari»: infatti, com’è noto, le carceri italiane pullulano di colletti bianchi).
Ora, sapete che dovete farne di questa robaccia? Gettarla nel water e tirare l’acqua.
1) Nessuna legge prevede la galera per i clandestini.
2) Ogni giorno vengono scarcerati (scadenza della pena, della custodia, del fermo) centinaia di italiani e stranieri, che poi fanno ciò che vogliono.
3) Jamel Moamid, il tunisino poi riarrestato per stupro a Bologna, era libero grazie alla Bossi-Fini, scritta e approvata dagli stessi tromboni che tuonano alle “scarcerazioni facili”.

L’ha spiegato a Repubblica il procuratore di Bologna, Silverio Piro: «Il nodo sono i tempi infiniti delle procedure di identificazione. La Bossi-Fini non consente di trattenere una persona ‘non compiutamente identificata’ per più di 2 mesi negli ex Cpt. In altri paesi le procedure sono molto più veloci ed efficaci».

Moamid, arrestato in agosto e scarcerato dal Riesame, era libero perché i 2 mesi per l’identificazione erano trascorsi invano. Impossibile espellerlo: nessun paese si prende un tizio di identità e nazionalità ignota. «Non ci vengano a dire che siamo morbidi, piuttosto trovino un altro modo per rimandare i clandestini nei loro paesi. Noi applichiamo la legge». Ora, con calma, qualcuno dovrebbe spiegare il tutto al Giornale e a Cicchitto. Magari con un disegnino.

17 FEBBRAIO 2009

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