
ROMA - Il pesante insuccesso alle regionali in Sardegna scuote il Pd. Walter Veltroni ha messo il suo mandato a disposizione, aprendo il coordinamento del partito (presenti tra gli altri Pier Luigi Bersani, Enrico Letta, Rosy Bindi, Piero Fassino e i capigruppo di Camera e Senato Antonello Soro e Anna Finocchiaro), dedicato proprio alla sconfitta elettorale del centrosinistra in Sardegna. Secco il no del vertice del partito, che ha respinto le dimissioni di Veltroni spiegando che non è in discussione la leadership.
DIMISSIONI NON ESCLUSE - Dopo il secco no dei vertici alle dimissioni, il segretario del Pd ha deciso di prendersi un po' di tempo, riaggiornando, dopo tre ore di discussione, il coordinamento del partito dedicato al voto in Sardegna. A quanto si apprende, il segretario dei democratici, non escluderebbe di dimettersi nonostante la sua proposta di rimettere il mandato sia stata respinta all'unanimità dai big del partito. Durante la difficile riunione dei big democratici, Veltroni ha spiegato che il partito sta pagando il prezzo delle divisioni e dei continui distinguo, e ha accusato di aver fatto fatica nel ruolo di guida del partito. I dirigenti del coordinamento gli hanno chiesto di restare al suo posto di cercare di raddrizzare la rotta in vista delle Europee. Esclusa da tutti l'ipotesi di un congresso anticipato: solo nel pomeriggio, quando riprenderà la riunione, si saprà se Veltroni accetta di rimanere segretario magari chiedendo l'impegno di tutti in una gestione collegiale.
RUTELLI - «Veltroni faccia quello che non è riuscito a fare finora. Ha il pieno rinnovo della mia fiducia per fare un partito nuovo» ha scritto Francesco Rutelli in una nota inserita su Facebook .
CACCIARI - «La Sardegna non è fuori dal mondo, il vento è quello. Questo risultato così importante non me l'aspettavo, francamente, ma anche dopo la mia breve visita in Sardegna qualche mese fa prevedevo che Soru non ce l'avrebbe fatta». Questo il commento dell'esito delle regionali in Sardegna di Massimo Cacciari, sindaco di Venezia ed esponente del Pd. Quanto ai bilanci e, in particolare all''interrogativo sulle responsabilità della sconfitta, per Cacciari non sono da attribuire né a Soru né a Veltroni. «È il Pd nel suo insieme che non va» ha detto il primo cittadino di Venezia.
DI PIETRO - Da parte sua intanto anche il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro tira le somme del voto in Sardegna, senza risparmiare una stilettata al partito democratico: noi dell'Italia dei valori, sostiene l'ex pm, siamo «l'unica opposizione» rimasta nelle istituzioni e nelle piazze, che ora vuole «costruire un'alternativa al modello di dittatura sudamericana che sta portando avanti Berlusconi». «L'Idv sale e il Partito democratico scende. Ciò dimostra che quando si sta all'opposizione si fa opposizione e non si "fa ammuina". Se il Pd non decide se essere maschio o femmina, finisce per non essere nessuno» afferma ancora Di Pietro.
17 febbraio 2009

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