domenica 18 ottobre 2009

Genova, carcere galleggiante per 400 detenuti


di DONATELLA ALFONSO e MASSIMO MINELLA


Talmente leggere da galleggiare. Le nuove "carceri leggere" voluto dal ministro della Giustizia Angelino Alfano potranno anche galleggiare. Nelle città sedi di grandi porti, come Genova e Savona, sarà una maxi-chiatta a più livelli in grado di ospitare fino a quattrocento reclusi. La risposta al sovraffollamento delle carceri italiane potrà quindi arrivare anche dal mare, con una soluzione che sembra rimandare alle vecchie navi-galere del passato o alle isole-penitenziari sul modello di Alcatraz.

Suggestioni a parte, le "carceri leggere" italiane dovrebbero funzionare come case d'arresto per detenzioni di pochi giorni o con reclusi in attesa di trasferimento negli altri penitenziari. L'ipotesi è molto più di un'idea, è già un progetto definito che presto potrebbe materializzarsi con il coinvolgimento della Fincantieri, il colosso italiano della cantieristica, leader mondiale nella costruzione di navi da crociera, ma in questo momento di crisi internazionale un po' a corto di commesse.

E' in questo frangente che si incrociano le esigenze del dicastero della Giustizia con quelle dello Sviluppo Economico, che mercoledì scorso ha aperto a Roma un tavolo permanente sulla cantieristica con sindacati e azienda. Proprio per far fronte al calo di ordini dai principali clienti, il governo si è detto disponibile a sostenere un piano di sostegno alla cantieristica italiana, anche attraverso un pacchetto di commesse pubbliche.

"All'interno di questa riflessione la Fincantieri ha presentato un progetto di fattibilità sulla costruzione di carceri galleggianti che è stato messo a disposizione del governo - conferma il segretario genovese della Uilm Antonio Apa, presente all'incontro romano - E questo conferma la capacità ingegneristica e tecnologica di un'azienda come Fincantieri".

Di parere nettamente contrario il sindaco di Genova Marta Vincenzi, che boccia immediatamente l'ipotesi di costruire delle carceri galleggianti. "Conosco questo progetto, purtroppo - tuona la Vincenzi - E' una proposta incivile, sotto il profilo politico e ideale ancor prima che logistico. Sono contraria alle carceri galleggianti, una cosa completamente diversa da quelle strutture di recupero in cui credo. Assurde, peraltro, anche per chi ci lavora, dagli agenti di custodia alle assistenti sociali".

Colpo di freno anche sull'ipotesi di coinvolgere nel progetto la Fincantieri, prima azienda di Genova, che dovrebbe realizzare le carceri galleggianti in un momento di flessione delle navi da crociera. "Di questo progetto sono venuta a conoscenza nei giorni scorsi dall'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono - aggiunge - So benissimo che l'azienda dev'essere messa nella condizioni di avere grosse commesse e sicurezza di lavoro. Ma la nostra città fa la sua parte con la cessione delle aree, la disponibilità a garantire a Fincantieri nuovi spazi e migliori condizioni di lavoro. L'ho detto anche al ministro Scajola".

(18 ottobre 2009)

2 commenti:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

MAXI-CHIATTA UGUALE MAXI-CAZZATA!

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

MAXI-CHIATTA UGUALE MAXI-CAZZATA!