
E’stato trasferito da poco, padre Giorgio Poletti (classe 1942) missionario comboniano nato a Ferrara che per quindici anni è stato il parroco (scomodo) nella chiesa di Santa Maria dell’Aiuto a Castel Volturno. In questo luogo ad alta intensità di immigrazione, Poletti è stato promotore anche della campagna dei “permessi di soggiorno in nome di Dio” nata dalla mobilitazione per circa 1000 stranieri della provincia di Caserta la maggior parte richiedenti asilo. Padre Giorgio è stato mandato al nord, in Padania, anche se ancora non sa esattamente dove. Chissà come verrà accolto, lì, il suo credo che arriva dritto dritto dal Vangelo secondo Matteo: “Ero straniero e mi avete accolto”. “Lo straniero è l’altro e in quanto altro è me stesso – dice Poletti – Sono stato in Africa per 15 anni in mezzo a due guerre civili e gli africani non mi hanno mai mancato di rispetto. Ho visto come le compagnie petrolifere anche italiane facevano interessi sporchi nelle raffinerie rubando il petrolio alla Nigeria. Eccola l’ipocrisia occidentale”.
Da anni padre Giorgio si dedica agli immigrati vivendone tutti i problemi. “A volte sento parlare di integrazione raggiunta: dal mio osservatorio a Castel Volturno proprio non mi sembra. Viviamo in mondi sommersi e paralleli che si incontrano ogni tanto perché ci sono dei bisogni reciproci. L’immigrazione, assieme all’acqua naturale, è l’affare di questi anni. Un fenomeno con cui molti fanno denaro, anche le istituzioni”.
Il sacerdote non nasconde che in questi ultimi anni associazioni, gruppi, istituzioni e realtà ecclesiastiche ci si sono “buttate sopra come avvoltoi su una preda”. Si moltiplicano i progetti, le iniziative. Spesso per accaparrarsi denaro facile. “Siamo – dice – all’interno di un sistema politico-economico-religioso che si sostiene”. Ma come vivono tutto questo i credenti, i cristiani? “La risposta non così facile. E’ necessario prima di tutto trovare termini comuni per intenderci. Spesso si pensa che l’essere buoni cattolici includa automaticamente l’essere bravi cittadini e può essere anche vero. Però non bisogna cadere nell’errore di chi fa corrispondere l’espressione “cattolico” con “cristiano”: questa è un’equazione del tutto illegittima. Si può essere ottimi cristiani ma diventare cattivi cittadini, specie di fronte a leggi non calibrate su valori evangelici”. Padre Giorgio parla dell’attuale situazione politica caratterizzata dal potere espresso dalla Lega nord come di un fenomeno che rischia di trasformare gli italiani in “atei con alcune tradizioni religiose”. Alla domanda perché è stato trasferito da Castel Volturno padre Giorgio risponde: “I comboniani non rimangono mai tanto tempo in un territorio: siamo dei missionari. Le ragioni sono tante, da tempo sapevo che avrei dovuto rifare le valigie. Ma a Castel Volturno non è mai stata accettata la mia azione di protezione nei confronti degli extracomunitari e anche da un punto di vista religioso non sono mai stato tanto gradito. Non mi sono mai allineato a chi decide e dispone”.
(El. Reg.)
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