
Di Pietro non ci sta: “Siamo il capro espiatorio per la crisi della coalizione”“Ma come devo dirlo? Non esiste nessun veto dell’Italia dei valori su Nichi Vendola! Anzi, dirò di più: temo che il Pd stia usando noi come alibi per dire no a Vendola”. E’ un fiume in piena Antonio Di Pietro. I rapporti con il Pd, dopo gli attacchi di Enrico Letta sono ai minimi termini. Le critiche fioccano da destra e da sinistra. E il leader dell’Italia dei valori si sente designato nel ruolo di capro espiatorio per la crisi della coalizione.
Onorevole Di Pietro davvero si sente ingiustamente sotto accusa?
Ma scusi, proviamo a raccontare cosa sta accadendo davvero...
Perché, qualcuno non dice la verità?
Allora: il nostro partito non ha chiesto una poltrona, non una! Né ha avanzato una sola candidatura, chiaro?
A dire il vero in Lombardia lei aveva detto di essere pronto a correre...
Per l’amor di Dio, quando nessuno si faceva avanti: avevo dato una disponibilità a una battaglia difficilissima.
E poi com’è andata?
Non mi hanno fatto nemmeno una telefonata per dire Tonino-sì-o-no. Passano le settimane, e vedo che fanno una conferenza stampa in pompa magna per presentare Penati.
E lei si è arrabbiato...
Ma nemmeno per sogno! Ce ne fossero di Penati. Gli do un bacio in fronte, lo sostengo con piacere e lealtà.
E allora perché non riuscite ad allearvi dappertutto?
Oooh, questo è il bello! Le alleanze non si chiudono perché ci sono dei problemi nel Pd. Che cosa c’entriamo noi se in Umbria litigano? Che colpa abbiamo noi se nel Lazio si accapigliano? E in Lombardia? Cosa ne so io della guerra che stanno facendo in Puglia a Vendola?
Quindi non è vero che è lei ad opporsi?
Ma è vero il contrario! Le racconto un aneddoto?
Prego.
Volevo metterlo nero su bianco. E ho mandato una lettera a l’Unità perché fosse chiaro.
Non l’avevo vista...
Per forza! Non l’hanno pubblicata! Si stanno scannando nel Pd. E allora danno la colpa a Di Pietro che viene comodo. Ma gli elettori credo che l’abbiano capito bene.
Però in due regioni voi avete posto dei veti.
Abbiamo fatto un discorso, con molta onestà e molta trasparenza.
Quale?
Che è ora di chiudere la pagina del loierismo e del bassolinismo. Che non si possono candidare in Campania persone sotto inchiesta. Ma la cosa bella è che anche nel Pd sono d’accordo...
Non volete approfittare per mettere i vostri?
Ma scherziamo? In Campania abbiamo detto: diteci chi votare e noi lo votiamo. Basta che non si tolga Bassolino per mettere De Luca. Perché se non è zuppa è pan bagnato: pure lui è inquisito.
Invece in Calabria avete Callipo.
Non è che l’abbiamo noi. Allora: Callipo è un imprenditore coraggioso. E’ stato presidente di Confindustria quindi prende voti a destra e a sinistra. Ha denunciato la mafia. Averne gente così! Ne vede tanti? Io no.
E quindi?
E quindi abbiamo detto, al Pd: bene, se c’è lui noi lo votiamo convinti. E come è andata a finire? Che si sono divisi in quattro! Noi cosa c’entriamo?
Lo richiedo: con le primarie in Puglia, voi sosterrete chi vince? Anche Vendola?
Oh Gesù! Noi lo sosteniamo anche senza le primarie. Così come nel Lazio, in Umbria, in Campania, Lombardia: dicano un nome pulito, noi lo votiamo, senza contropartite.
Magari qualche presidente di Consiglio regionale...
Ma scherziamo? Ce lo hanno offerto, ma a noi non interessano trattative sottobanco.
Passiamo alla nota dolente, la polemica con Letta...
Con il Pd...
Bersani non ha parlato.
Sì, ma se parla Letta, e nessuno lo smentisce, che penso? E’ la linea del partito.
E che linea è?
Di offesa gratuita e strumentale. Anche perché noi non abbiamo attaccato Napolitano per il suo messaggio.
No?
No, è un falso! Quando le dobbiamo dire le cose lo facciamo a viso aperto, è noto. Abbiamo detto che quello era un messaggio buonista. In cui il Pdl si inserisce per il suo tornaconto.
Non crede alle riforme?
(Ride) Ma quali? Le uniche calendarizzate sono quelle ad personam. E quelle in calendario sono le uniche vere.
Non è l’ora dell’amore?
Altro che partito dell’amore! Questi ti lisciano il pelo e ti fregano il cuore. Il Cuo-re!
E il Pd?
Ecco, giusto! Lo chieda a loro! Prima dicono che bisogna liberarsi di Di Pietro. Poi si offendono, anzi, pretendono: sosteneteci, sennò vince la destra.
Cosa vuol dire?
Glielo dico io. E’ un ricatto. Noi siamo il brutto anatroccolo, gli estremisti. E però dobbiamo portare i voti.
Che dirà all’incontro del 12?
Non ci vado. Ho cercato Bersani con la batteria, non mi ha manco risposto! Staccato.
E’ a New York...
E allora congeliamo tutto: quando decideranno cosa vogliono, riprendiamo. Ma la finiscano di ripetere a pappagallo parole di Cicchitto e Capezzone! Sono dei... boccaloni.
“Boccaloni”?
Si bevono tutto quel che gli propina la destra. Ma se è così, che vogliono da noi?

2 commenti:
Forse Di Pietro non ha ben presente come Penati ha amministrato la Provincia di Milano per quattro anni. Dal vergognoso episodio di ASAM-Serravalle (il 15% pagato quasi il doppio del valore di stima, le promesse di reddito diventate perdite colossali, i mille proclami di IPO e vendita disattesi) alle piccole cose: il dirigente della comunicazione senza titoli ed esperienza, ma amico di famiglia, a stipendio d'oro. la consulenza più pagata della storia. I favori agli assessori, tipo il fidanzato della Benelli presidente di un museino di fotografia a stipendio da nababbo.
Penati è il peggio della classe politica mefitica contro cui Di Pietro si batte. Sono state queste le battaglie che hanno portato tanti elettori storici PCI/PDS/DS/Ulivo/Unione (come me) a votarlo. Che mantenga la coerenza, eviti nuovi casi De Gregorio e valuti bene le persone a cui dare baci.
Fatto salvo il caso di una omonimia, io ti conosco, ho pratico il tuo blog, con scontri anche feroci e commenti con i quali muovevo i primi passi nel web. Alberto, hai ragione in pieno, tu poi ci illumini con notizie che non mi sembrano proprio di pubblico dominio, ma ben conosciute da chi fa, come te, politica militante.
Se sei tu quel "desso" mi fa piacere per avermi tu gratificato di un tuo commento,
Filippo Penati più volte è intervenuto sul tuo blog ("OneMoreBlog", oggi chiuso) e io ho fatto anche qualche commento, che lo hanno lasciato indifferente.
Venendo a Di Pietro, io so che tu sai che non è un fesso. In questo caso ha fatto "buon viso a cattivo gioco", vista l'incapacità del PD fin dalla sua nascita di svolgere una politica coerente ad un progetto politico, che peraltro non mi pare sia stato mai scritto.
Se ascolti, come credo tu abbia già fatto, il Passaparola del Lunedì di Marco Travaglio, di lunedì scorso e del precedente, troverai elencate tutte le malefatte, tutti gli 'inciuci' con Forza Italia prima e il PdL oggi, con una sequela di provvedimenti legislativi ad hoc e ad personam, dei quali solo tre caduti sotto la mannaia della Corte Costituzionale ed uno ritirato per le proteste dei familiari delle vittime delle stragi del 1993-1994. Inoltre, uno dei tre dichiarati costituzionamente illegittimi è stato ripresentatato e votato con la maggioranza qualificata dei due terzi e la doppia lettura, tutti concordi nel 1999, modificando così l'art. 111 della Cost., del c.d. "giusto processo", giusto una amata minchia!
C'è un proverbio in Sicilia, della quale sono originario, che recita, italianizzato: "Se dai un calcio ad ogni sassso che trovi sulla strada, ti si soncumano solo le scarpe prima che le pietre siano finite".
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