lunedì 18 ottobre 2010

Giustizia, ultima chiamata


di Bruno Tinti

Veramente è un’ossessione. La riforma della giustizia, intendo. Per B&C, naturalmente. Adesso qualcuno capace di pensare gli ha spiegato che quello che vogliono fare, secondo la Costituzione non si può. La cosa però non li ha preoccupati affatto: “E noi cambiamo la Costituzione, che ci vuole”. Bè, 4 passaggi in Parlamento ci vogliono (Camera-Senato-Camera-Senato); come minimo, perché se c’è qualche modifica in corso d’opera si ricomincia; e poi ci va il referendum. Ma B&C sono convinti di essere immortali, fra 3, 4 anni – hanno pensato – noi sempre qua saremo (il che, bisogna ammettere, non è improbabile visti i precedenti); a quel punto, cominceremo a godere dei frutti della nostra illuminata riforma. Già.

Riformare sì, ma in quale direzione?

MA QUALI sono i frutti? Perché una riforma della giustizia serve proprio, così non si va avanti, un processo penale dura in media 7 anni e mezzo e uno civile 8 (media, dunque quelli complessi durano molto di più). Io sono quì, mi viene da dire; e tanti miei ex colleghi e anche qualche bravissimo avvocato non vedono l’ora di spiegare quello che non va; chiedeteci, vedrete che non è poi così difficile far funzionare la giustizia. Ma non ci chiede niente nessuno; e sapete perché? Perché non è vero che B&C stanno studiando la riforma della giustizia: quello che vogliono fare, modificando la Costituzione, è garantirsi l’impunità per i delitti che hanno commesso, stanno commettendo e commetteranno. E quindi di gente che sa cosa fare del processo non hanno nessun bisogno. Vediamo se ho ragione. La Corte costituzionale dovrà decidere a maggioranza di due terzi. Tanto per cominciare, è ovvio che questa cosa non avrà alcuna influenza sulla durata dei processi: lunghi sono e lunghi restano. In secondo luogo, perché due terzi e non maggioranza semplice come è dal 1948? La risposta sta nel numero e nel procedimento di nomina dei giudici costituzionali. Dunque, sono 15, 3 nominati dalla Corte di Cassazione (giudici ordinari), 1 dal Consiglio di Stato (giudici amministrativi) e 1 dalla Corte dei Conti (giudici contabili); poi ce ne sono 5 nominati dalpresidente della Repubblica e 5 nominati dal Parlamento in seduta comune. B&C si sono fatti i loro conti: “I5 nominati dai giudici ragionevolmente non li potremo controllare: decideranno secondo scienza e coscienza. I 5 nominati dal presidente della Repubblica, dipende: se ci tocca un comunista e li nomina tutti lui siamo fregati; ma magari qualcuno riusciamo a farlo nominare scegliendo tra i nostri; insomma, ad essere prudenti dalla nostra parte 2 o 3 di questi ci dovrebbero stare”.

Quella diffidenza verso il Colle

OH, NATURALMENTE questi sono i ragionamenti di B&C; una persona normale pensa che i presidenti della Repubblica, supremi garanti dello Stato e della Costituzione, nominino personalità eccezionali per dirittura morale e preparazione scientifica; che, come tutti i giudici, non sono né comunisti né... già, ma quale aggettivo che finisce per isti si può utilizzare per B&C? Mmm... Torniamo ai giudici della Corte, ai 5 nominati dal Parlamento. Questi un po’ schierati lo sono sicuramente: difficile che un partito voti per qualcuno che faccia pubblica fede di totale indipendenza politica. “Diciamo – hanno pensato B&C – che, anche se siamo fortunati, di ...isti ce ne potranno essere al massimo 6, forse 7; e così i comunisti vinceranno sempre. Ma, se noi stabiliamo che occorre una maggioranza di due terzi, loro, che possono contare su 8, 9 giudici, non di più, non ce la faranno comunque. Li bloccheremo all’infinito, li prenderemo per fame”. A questo punto una persona normale pensa: ma così la Corte costituzionale sarà paralizzata, non potrà mai decidere nulla!

Dietro la curva, il vero obiettivo

ECCO, bravi, proprio questo è l’obiettivo. B&C si faranno le loro leggi porcate; i giudici, di loro iniziativa oppure su sollecitazione dei pm o di qualche avvocato, solleveranno eccezione di incostituzionalità davanti alla Corte; e... e tutto si fermerà, B&C non saranno processati, non saranno condannati, non finiranno in galera. Capito perché la riforma della giustizia non è una riforma del processo, l’unica cosa che serve ai cittadini? Perché non a loro deve servire ma a B&C; anzi soprattutto a B.

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