domenica 17 ottobre 2010

Le poesie di Amanda Knox


In carcere Amanda Knox ha scritto due poesie che Rocco Girlanda pubblicherà nel libro-diario sui colloqui avuti con la ragazza 1 nella casa circondariale di Perugia. Eccole, anticipate dall'Ansa (i testi originali sono in inglese, la traduzione è di Edy Tassi):

La prima poesia
Un arcobaleno attraversa la mia vita
Strada che si snoda fra la pioggia e il vento
Io canterò fra i suoi azzurri e i suoi viola
Fino a quando sarò di nuovo a casa.

In uno di questi giorni che sembrano eterni
Ho osato trovare rifugio
In te, nell'amore - e tu, in me?
Io lo so che non sono sola anche quando sono sola.

La seconda poesia
Restate un pò più a lungo, oh, miei occhi
Affinché possa scorgere la quiete che si posa come neve
Lasciate che orecchi compiacenti raccontino la bugia
Che l'illusione della solitudine ci regala.

I nostri palpiti sono l'ultimo bagliore della fiamma
Che tutto il giorno si è consumata di desiderio
Le ombre sul muro giocano con noi
Evocando il luogo cui apparteniamo.

Non svanite quando il giorno svapora
Promettendo ogni volta un'altra alba
Rimanete, prolungate il nostro indugio
E nella penombra attenderemo il suo giovane fratello.

I sogni ad occhi aperti sono come quelli
Ad occhi chiusi, quando, lì dove sei,
Il tuo cuore scoppia anelando
A quel che ti manca, a ciò per cui vivi.

Restate ancora un poco, occhi miei
Aiutatemi a frantumare questa sera grigia e fragile
Nelle tessere di un mosaico che si ostina
A costruire i ricordi di una vita.

(17 ottobre 2010)

2 commenti:

Francy274 ha detto...

Ci dovremmo commuover? Va bene la pietà per chi sbaglia, ma chissà perchè mentre leggevo queste fredde rime prive di emozione, pensavo a Meredith.
Sono ignorante!

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

HAI RAGIONE.