
IL PIANO SCATTERÀ DOPO LE REGIONALI: FEDERALISMO COSTITUZIONALE E BLOCCO SALVA-PROCESSIdi Sara Nicoli
Bisogna stare attenti a dire quello che il Capo pensa davvero. E come vuole fare la sua “rivoluzione”. Il rischio che si corre è che poi ne se ne esca il solito Brunetta e sintetizzi mirabilmente, con una frase ad effetto, le vere intenzioni del premier in merito alle riforme e alla Costituzione. È bastata la battuta, la definizione della Costituzione come di un “compromesso all’italiana che non significa nulla”, a far capire che Silvio, attorniato ad Arcore dai suoi falchi fedeli, aveva già pensato e fatto molto di più.
Secondo quanto risulta a Il Fatto, il premier ha scritto e pensato molto in questi giorni di convalescenza. In particolare, ha scritto il Lodo B. Appunti, per carità, ma sempre un elenco di priorità che subito dopo le elezioni europee prenderanno la forma di “seconda Costituzione - è l’ipotesi che avanza Gaetano Quagliariello, vice presidente dei senatori Pdl - e che vorremmo portare avanti in accordo con il Pd, anche se ci rendiamo conto che su alcuni fronti trovare la sintesi sarà pressochè impossibile”.
Silvio scenderà nuovamente in campo il giorno dopo la Befana, ma il tempo che impegnerà da qui alle Regionali sarà ufficialmente puntato alla campagna elettorale. Dietro le quinte, però, lavorerà alla sua “rivoluzione”. E quello che farà il Pd, almeno a sentire i suoi e malgrado l’aedo Bonaiuti continui a tentare di accalappiarne la complicità, non gli importa nulla.
Dopo il 27 marzo, dove conta di vincere 10 a 3 con un plebiscito di voti che riconfermeranno la sua granitica leadership, Silvio metterà sul tavolo questo Lodo B per cambiare l’Italia.
La priorità resterà ovviamente la giustizia; fatti salvi il processo breve, il legittimo impedimento e il nuovo Lodo Alfano presentato in forma Costituzionale (che servono per salvarlo dai processi), l’indice verrà puntato direttamente sui magistrati, con la separazione delle carriere e l’introduzione della responsabilità civile per i magistrati.
Quindi verranno avviate due distinte riforme, “per modernizzare l’Italia - dice Fabrizio Cicchitto, capo dei deputati Pdl - e dare più potere a chi la governa”: il presidenzialismo e il federalismo. Ma in modo ben più netto per entrambi rispetto alle formule che siamo stati abituati a maneggiare fino ad oggi.
Sul primo, l’ipotesi del Lodo B prevede un sistema alla francese molto robusto (più di quello contenuto nella bozza Violante) con poteri al premier superiori non solo nell’azione di governo, ma anche nella scelta e revoca dei ministri senza consultazioni con una più alta carica (Presidente della Repubblica, ndr). Da questo, ne discenderà una diversa forma dello Stato in senso federale. Non solo fiscale, bensì istituzionale, tale da rendere necessario il disegno di un bicameralismo costituito dalla Camera e da un Senato delle Regioni con compiti nettamente distinti fra loro e con un potere legislativo che, nella formulazione che Niccolò Ghedini avrebbe suggerito al Cavaliere, potrebbe essere affidato solo al Senato. Alla Camera resterebbero questioni regolamentari, così da ridurre drasticamente il numero dei parlamentari.
Ma chi dovrebbe essere l’organismo deputato a trasformare il Lodo B nella seconda Costituzione Repubblicana? Un’assemblea appositamente eletta, come vuole Bossi, o questa maggioranza, come si augurano Gasparri, Cicchitto e co. ?
La seconda, al momento, va per la maggiore. Il calcolo è semplice: “Per eleggere un organismo costituente - spiega Giorgio Stracquadanio, falco del Pdl - ci vuole una legge votata dai due terzi del Parlamento. Se si lascia tutto nelle mani dell’attuale maggioranza, sarebbero assai meno i compromessi necessari con il Pd o con l’Udc”. Proprio quello che pensa il Capo.

1 commento:
COME CITTADINO MI SENTO TRATTATO COME UN FIGLIO DI PUTTANA.
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