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sabato 26 novembre 2011

"Piano segreto Merkel-Sarkozy per cambiare subito i trattati Ue"


ANDREA TARQUINI

Angela Merkel e Nicolas Sarkozy preparano con negoziati segreti, senza Mario Monti, una marcia a passo di corsa verso la rapida modifica dei Trattati europei. E pensano a un avvio delle modifiche dei trattati stessi, almeno all'inizio, magari anche come somma di accordi bilaterali tra i singoli Stati che li approvano subito, senza escludere poi nessuno dall'associazione successiva. Lo scrive Bild online, l'edizione internettiana del quotidiano popolare più letto d'Europa. Intanto il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, in dichiarazioni alla Berliner Zeitung, per la prima volta ha detto di non escludere più l'emissione di eurobonds, ma a condizione di norme severe come rigidi controlli comuni dei bilanci e della politica di spesa dei paesi membri dell'eurozona.

Il piano francotedesco è stato sostanzialmente confermato oggi pomeriggio da una nota dei portavoce governativi qui a Berlino. La Germania, dice in sostanza la nota, chiede da tempo limitate modifiche ai trattati europei per andare verso un'Unione della stabilità. Ne discute con tutti, ovviamente anche con la Francia. Di qui al vertice europeo di dicembre, prosegue il comunicato ufficiale, Francia e Germania presenteranno proposte comuni, in linea e in contatto con quelle attese dal presidente dell'esecutivo europeo, Herman van Rompuy.

Secondo Bild (e tutti i siti tedeschi e molte agenzie di stampa internazionali l'hanno ripreso) la cancelliera e il presidente francese vogliono accelerare i tempi per imporre un nuovo Trattato di stabilità europea, da varare se possibile già all'inizio dell'anno prossimo, per tranquillizzare i mercati. Anche l'aumento degli interessi che l'Italia deve pagare a chi acquista i suoi titoli sovrani, scrive Bild, è uno dei motivi della fretta e dell'allarme di
'Merkozy', come ormai tutti chiamano i due leader. Dunque il capo della Quinta repubblica, con buona pace delle promesse a Roma, continua ad accettare di fatto la formula del duopolio, un duopolio in cui Merkel è la più forte, quella che detta la linea e detta legge. Il sito del quotidiano popolare scrive che 'Angie' e 'Sarkò' pensano anche alla possibilità che all'inizio il Trattato sia sottoscritto come trattato bilaterale a due, e che altri Stati possano unirsi dopo a loro volontà.

Accettando le dure condizioni: severe sanzioni contro gli Stati spendaccioni e inadempienti rispetto ai dettami di tagli e risanamento, perdita di sovranità per chi sfora, controlli comuni sui bilanci di ognuno. Il vantaggio di un avvio della riforma dei Trattati a livello iniziale di somma di trattati bilaterali sarebbe la velocità della procedura, e secondo Bild la possibilità di aggirare in tal modo la Commissione europea guidata da José Manuel Durao Barroso, i cui rapporti con Merkel sono più tesi che mai. Il precedente citato è quello degli accordi di Schengen che crearono lo spazio europeo senza frontiere: all'inizio vi aderirono solo alcuni Stati membri dell'Unione europea, poi vi si associarono molti altri.

(26 novembre 2011)

domenica 1 marzo 2009

Carinzia, il trionfo dell'ultradestra il partito di Haider vola oltre il 45%


di ANDREA TARQUINI

BERLINO - Fortissima e clamorosa svolta a destra alle elezioni tenutesi oggi in due Bundeslaender (Stati) in Austria. In Carinzia, la terra natale del defunto leader della destra nazionalpopulista europea, Joerg Haider, la Bzoe, cioè il partito che Haider guidò fino alla sua tragica morte in un incidente stradale in ottobre, vola nelle proiezioni al 45,8 per cento. Mentre il partito socialdemocratico (Spoe) del cancelliere federale Werner Faymann crolla al 28,5 per cento perdendo ben il dieci per cento dei consensi, e i democristiani-popolari (Oevp) si attestano al 15 per cento.

Anche nell'altro test elettorale nella Repubblica alpina, a Salisburgo, si annuncia in proiezioni ed exit polls una disfatta della sinistra: i socialdemocratici perdono il 7,7 per cento dei consensi scendendo al 37,7, i democristiani sono al 36,1, la Fpoe, guidata da Hans Christian Strache, cioè il partito rivale della Bzoe orfana di Haider nel campo della destra radicale, va al 13,9 per cento.

Per il governatore della Carinzia, Gerhard Doerfler, il trionfo di queste ore è un enorme successo politico e personale. Tanto più che è ancora viva l'emozione per la tragica morte di Haider in autunno, e che questo è l'anno delle elezioni europee. La Bzoe (la sigla vuol dire Bund fuer die Zukunft Oesterreichs, cioè Lega per il futuro dell'Austria) era sempre forte in Carinzia vista la carismatica personalità di Haider, ma ora il partito si rafforza persino di ben 3,4 punti rispetto ai migliori risultati mai ottenuti da Haider stesso finché era vivo, e aveva tutto in pugno come popolarissimo governatore.

Il segnale austriaco può essere un forte incoraggiamento a livello europeo ai movimenti di destra radicale, euroscettici e favorevoli a una linea dura su temi come immigrazione e criminalità, sia sullo sfondo della crisi economica e finanziaria internazionale e dei problemi e angosce sociali che essa produce, sia in vista delle elezioni europee. Per l'uomo nuovo della Psoe (socialdemocrazia), appunto il cancelliere Faymann, il test è pessimo.

Joerg Haider era stato per oltre dieci anni il personaggio più famoso, brillante e controverso nella galassia della destra radicale europea. Aveva elogiato in pubblico la politica sociale del Terzo Reich, sulla crisi mediorientale era strenuamente filoarabo, andò a Bagdad a incontrare Saddam, chiedeva linea dura su immigrati e crimine, aveva causato tensioni con la vicina Slovenia. Ma al tempo stesso governava la Carinzia ponendo fortemente l'accento su welfare e politica sociale in generale.

La sua morte, spettacolare come la sua vita, fu uno shock. Haider al volante della sua potentissima Audi A8 aveva tentato un sorpasso su una strada di campagna, era sbandato, e la grossa berlina si ridusse a un ammasso di macerie. Esplosero polemiche, vennero rivelazioni: prima dell'incidente mortale Haider sarebbe stato in un locale notturno e avrebbe abbondantemente bevuto. E poi il suo segretario personale, Paetzgen, rivelò la loro relazione omosessuale definendo Haider (sposato da sempre e con due figlie) l'uomo della sua vita.

(1 marzo 2009)

"Auschwitz cade a pezzi il mondo salvi la memoria"


di ANDREA TARQUINI

BERLINO - La drammatica lettera aperta del premier liberal ed europeista polacco, Donald Tusk, ha scosso il mondo: Auschwitz cade a pezzi, servono soldi per salvare il più grande tra i campi di sterminio dell'Olocausto, costruiti e gestiti nell'Europa occupata con spietata precisione industriale dal regime nazista per attuare la "Soluzione finale", il genocidio del popolo ebraico.

Il governo tedesco è stato il primo a reagire: offre subito un mlione di euro. Ma se non si riuscirà a trovare al più presto una somma di almeno 120 milioni di euro, più poi tra i 6 e i 7 milioni di euro l'anno, non sarà possibile restaurare e tenere in piedi le famigerate baracche della morte, i forni crematori, la tristemente famosa rampa da cui migliaia di deportati, giunti su treni merci trasportati come bestie da ogni angolo dell'Europa occupata, arrivavano spintonati e percossi dalle Ss e spesso subito prescelti, tra chi era più forte e poteva essere un utile schiavo dell'industria militare, e i deboli, come donne vecchi e bambini, che non di rado finivano subito nelle "docce", le camere a gas dove il Zyklone-B, il gas prodotto dalla IG Farben, li uccideva.

"È in gioco la memoria del mondo, è in gioco il ricordo che sapremo o non sapremo trasmettere alle giovani generazioni e a quelle che verranno, è in gioco il rispetto dei milioni e milioni di persone che finirono là, subirono i maltrattamenti più bestiali e furono bestialmente assassinati. Salvare la Memoria è dovere e responsabilità dell'intera Europa", aggiunge il giovane premier che vincendo le elezioni nel 2007 salvò la Polonia dal nazionalpopulismo dei gemelli Kaczynski e la riportò nell'ambito dei paesi più impegnati e importanti nell'Unione europea.

Il suo ministro degli Esteri, Radoslaw "Radek" Sikorski, aggiunge: "Mi appello anch'io ai miei colleghi europei, è una scelta dovuta per tramandare il ricordo alle prossime generazioni". E pochi giorni fa Serge Klarsfeld, il noto cacciatore di nazisti, ha dichiarato al Figaro che salvare Auschwitz come memoriale e monito è un dovere per la Memoria: se sparisse, sarebbe solo un regalo per i negazionisti, per chi nega cioè che l'Olocausto sia mai avvenuto.

Auschwitz, o meglio Auschtiwz-1, la parte più vecchia e più piccola col portale d'ingresso sormontato dalla sinistra scritta Arbeit macht frei, il lavoro rende liberi, e poi Auschwitz-2 o Birkenau, che sembra un'enorme industria, la catena di montaggio della morte, furono il più grande complesso costruito e gestito dai nazisti per eseguire l'Olocausto. Oltre 1,1 milioni di ebrei vi furono assassinati, insieme a soldati sovietici, rom, omosessuali, resistenti polacchi e d'ogni dove, e oppositori.

(1 marzo 2009)