Visualizzazione post con etichetta LA REPUBBLICA - 2012. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta LA REPUBBLICA - 2012. Mostra tutti i post

giovedì 5 gennaio 2012

Politici e associazioni ebraiche "Sospendere il professore neonazista"




di MARCO PASQUA

A poche ore dalla pubblicazione della notizia dei deliri antisemiti e xenofobi di Renato Pallavidini, docente di storia e filosofia in un liceo classico torinese, la Procura ha aperto un fascicolo, incaricando la Digos di svolgere tutte le indagini del caso. Oggi pomeriggio, inoltre, il docente, che sul suo profilo Facebook ha insultato e minacciato ebrei, omosessuali, immigrati e disabili, è stato convocato negli uffici della Questura. Qui dovrà spiegare perché sia arrivato a paventare la possibilità di fare una strage in sinagoga, usando la sua pistola, oppure perché abbia invitato i suoi amici a giocare al "tiro a segno" con alcuni immigrati che stazionano nei pressi della sua abitazione. Affermazioni che hanno comprensibilmente suscitato la reazione delle comunità ebraiche ma anche di una parte del  mondo politico. Tutti concordi nel sostenere la necessità di sospendere definitivamente dall'insegnamento Pallavidini, che, attualmente, è in malattia (fino al prossimo mese di marzo).

Il primo a prendere posizione, via Twitter, è
Walter Veltroni, antesignano  -  da sindaco di Roma  -  dei viaggi della Memoria. "Un negazionista che vuole la strage degli ebrei e invoca Mengele per punire le donne di 'se non ora quando' sembra un po' in contraddizione. Spero che il Ministro Profumo, oltre alla magistratura, si occupi dei minacciosi propositi di questo 'professore'". Una posizione che trova d'accordo il collega del Pd, Emanuele Fiano, che preannuncia un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Istruzione: "Quelle di Pallavidini sono minacce che non vanno sottovalutate. Mi auguro che il ministro intervenga al più presto e che il suddetto personaggio venga estromesso per sempre dall'insegnamento perché è evidente che tra la propaganda all'odio razziale e la possibilità di insegnare ai ragazzi la storia e il pensiero dell'umanità esiste un conflitto impossibile da superare". 

Su Facebook,
Paola Concia si chiede perché Pallavidini "non sia stato ancora licenziato e arrestato". Renzo Gattegna, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche e Beppe Segre, presidente della comunità ebraica di Torino, in una nota congiunta ricordano quanto sia importante, a partire proprio dalle scuole, "tramandare il senso più autentico della Memoria, analizzare i meccanismi dell'odio predisposti da uomini contro uomini affinché essi non abbiano più a ripetersi".

"Desta molta preoccupazione il fatto che un docente di un noto liceo classico torinese utilizzi il mondo dei social network, nello specifico Facebook, per pubblicare materiale fotografico di chiaro stampo neonazista e indirizzare inequivocabili minacce verso ebrei, omosessuali, disabili e immigrati  -  scrivono Gattegna e Segre -  Esprimere con forza la condanna e il biasimo degli ebrei torinesi e italiani è quasi pleonastico tanta è l'infamia, l'aggressività e la violenza verbale vomitata nella rete da questo presunto 'maestro di vita'". L'auspicio è che d'ora in poi tale individuo, oltre a subire un regolare processo che ne accerti le responsabilità, sia finalmente messo in condizione di non poter più nuocere ai giovani, né all'interno di una qualsiasi aula italiana né sulla rete".

"Ancora una volta dobbiamo constatare che purtroppo il negazionismo vive nelle nostre scuole come nei nostri atenei  -  osserva il presidente dell'Ugei, Daniele Massimo Regard - Non siamo disposti ad abbassare la testa e ad ignorare le 'gestà di questi personaggi. Non ci fanno paura, né oggi né mai. Chiediamo al ministro dell'Istruzione di intervenire e sospendere definitivamente il signor Pallavidini dal suo incarico".

Affermazioni, quelle di Pallavidini, che non stupiscono Stefano Gatti, ricercatore dell'Osservatorio sul pregiudizio antiebraico della Fondazione CDEC di Milano, ben consapevole del fatto che, in Italia, "negli ultimi anni l'antisemitismo, di cui il negazionismo è ormai magna pars, si è fatto sempre più attivo e aggressivo". Il problema, secondo Gatti, è che "la pericolosità di personaggi come Pallavidini non viene presa nella giusta considerazione. Recentemente c'è stato il caso Casseri, ma prima c'era stato l'omicidio/suicidio di Stefano Anelli, noto saggista 'cospirativista'. Purtroppo si tende a presentare questi personaggi come degli eccentrici e basta".

Il comitato
“Se non ora quando”, insultato dal professore (secondo il quale le donne che manifestano dovrebbero “essere deportate nei lager”) replica con Francesca Izzo: “Non ci sono davvero commenti. Penso che le autorità scolastiche dovrebbero intervenire. Una persona che fa determinate affermazioni, mi sembra assolutamente inadatta a svolgere la funzione di docente”.

Quanto a Pallavidini, sulla sua pagina Facebook, dove continua a raccogliere i complimenti di giovani neofascisti, ha voluto ringraziare "tutti i camerati per la loro solidarietà". "Volevo togliere il mio profilo da Facebook, ma ho deciso di perseverare. Il contatto fra di noi è troppo prezioso da regalare alla manovalanza sionista che ci spia", ha scritto il docente.

(05 gennaio 2012)

Assalto fascista a prostitute e trans Paura, dieci contusi nello scontro




Al grido di 'Viva il Duce!', quattro giovani della provincia di Ancona hanno assalito armati di estintori e di una tanica di gasolio un gruppo di prostitute romene e trans italiani, che ieri notte si prostituivano lungo la Statale 16, a Porto Sant'Elpidio (Fermo).

Il raid ha lasciato sul campo una decina di contusi, e poco dopo, grazie alla descrizione fornita dalle vittime, i quattro autori dell'assalto sono stati identificati e denunciati dai Carabinieri. A bordo della loro vettura avevano anche una tanica piena di urina, probabilmente destinata ad un successivo 'lancio'. Si erano procurati gli estintori rubandoli da alcuni distributori di benzina della zona. Dovranno rispondere di questo furto, e di lesioni personali, getto pericoloso di cose e danneggiamento.

Non è escluso che la banda sia la stessa che un anno fa aveva dato vita ad un'analoga spedizione anti-prostitute.

(05 gennaio 2012)

Torino, prof neo-nazista su Facebook "Potrei fare una strage in sinagoga"


Renato Pallavidini 


di MARCO PASQUA

Minaccia di fare una strage, pistola alla mano, nella sinagoga di Torino. Vorrebbe anche giocare "al tiro a segno" con gli stranieri che spacciano sotto la sua abitazione. Frasi choc, firmate da un docente torinese, già finito al centro di uno scandalo, nel 2007: Renato Pallavidini, ai tempi insegnante nel liceo Cavour, venne accusato di essere negazionista  e di aver offeso la memoria delle milioni di vittime dell'Olocausto.

Ora torna a colpire, con una serie impressionante di deliri antisemiti e xenofobi, usando la platea virtuale che gli è offerta da Facebook e da un profilo nel quale campeggiano numerose foto del
Duce e di Hitler. A quest'ultimo attribuisce il merito di aver "sconfitto gli ebrei".

Molto attivo nelle pagine dei militanti neofascisti, ai quali dispensa consigli e inviti a organizzare una "lotta durissima", Pallavidini, classe 1956, è attualmente in malattia (retribuita fino al 31 marzo 2012). Ma, secondo quanto riferito dallo stesso, è ancora titolare di una cattedra al liceo classico d'Azeglio, di Torino. E qui, secondo l'orario disponibile sul sito della scuola, ha insegnato nell'anno scolastico 2010/2011.

Con alcuni studenti è ancora rimasto in contatto, proprio attraverso il suo profilo Facebook. E' qui che dà spazio ai suoi
insulti contro ebrei, omosessuali, disabili e immigrati. Arrivando persino a minacciare di compiere una strage. Il 29 dicembre, dopo aver pubblicato una foto con una stretta di mano tra il Duce e Hitler, si rivolge ai gestori di Facebook: "Avviso ai luridi bastardi ebrei che ci controllano in quella terra di merda e di froci chiama California. Se mi togliete questa foto, vado con la mia pistola, alla sinagoga vicinissima a casa mia e stendo un po' di parassiti ebrei che la frequentano. Vi conviene stuzzicare il can che dorme?".

Pochi giorni prima, il 23 dicembre, se l'era presa con alcuni spacciatori: "Vicino a casa mia, a Torino, c'è una piazzetta dove stazionano ogni sera almeno 7/8 negroni che spacciano. C'è qualcuno che mi aiuta nel tiro a segno?". Un amico virtuale gli propone di lanciare una granata. "Vedo che basta gettare il sasso e le idee proliferano", gli risponde il docente di storia e filosofia.

Non si fa problemi neanche ad inviare un'e-mail al sindaco di Torino, Piero Fassino, in cui dichiara di rifiutarsi di pagare l'Ici "per l'assistenza a negri, zingari, ecc, nonché mongoloidi e handicappati. Applicate la politica del dott. Mengele. Le grane me le cerco, ma c'è bisogno anche di un urlo liberatore, visto che non si può usare il mitra", scrive in uno status il 23 novembre.

A chi gli chiede spiegazioni circa la sua vicenda professionale e le accuse di negazionismo, risponde paragonandosi ad Hitler: "Sono insegnante di storia e filosofia in un liceo classico - afferma il 5 agosto - e, infatti, nel 2007 gli ebrei hanno cercato di farmi fuori senza riuscirci. Alla fine sono riusciti a farmi assegnare solo due settimane di sospensione nel 2008, poi ho fatto ricorso e l'ho vinto. Hanno dovuto reintegrarmi lo stipendio e lo scatto d'anzianità. Sono molto orgoglioso di essere una delle poche persone, dopo la morte del Führer, che è riuscita nel suo piccolo a sconfiggere gli ebrei".

Una "vittoria" che ha anche voluto ribadire in un'e-mail provocatoria inviata all'Osservatorio sul pregiudizio anti-ebraico della Fondazione Cdec di Milano: "Io comunque ho avuto la piena riconferma della mia cattedra liceale, alla faccia vostra".

Si vanta anche di aver visitato la tomba del "camerata Hess", nel 1989, e "di avervi deposto fiori". "Lo spirito del camerata Hess - sentenziava il 21 luglio - sarà sempre presente nel mio. Heil Hitler!".

Dopo essersela presa con le "femministe represse" - durante i giorni delle manifestazioni del gruppo di "Se non ora quando" - auspica che queste vengano "deportate in massa nei lager". Quando viene inviata una busta con proiettili al presidente del Consiglio, Mario Monti, e a
Silvio Berlusconi, esulta: "Finalmente qualcosa si muove". Ma non risparmia neanche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

E quello che potrebbe sembrare, stando a questi deliranti affermazioni, un nuovo e pericoloso Gianluca Casseri , rivolge un pensiero proprio all'autore della strage di Firenze : "Camerata Casseri Presente", afferma il 13 dicembre, commentando la notizia della sparatoria in cui persero la vita due senegalesi.

Raggiunto telefonicamente, si limita a parlare di "provocazioni" e dice: "Perché le devo spiegare il senso di quello che scrivo su Facebook? Da quando le comunità ebraiche mi hanno attaccato, il mio atteggiamento verso di loro è cambiato". Poi sul sito avverte tutti di "fare attenzione" perchè "siamo sorvegliati da Repubblica".

 
(05 gennaio 2012)

Governo, intervenire spetta solo a Camere su indennità "non ci sono poteri sostitutivi"





Sui trattamenti economici dei parlamentari la competenza è delle Camere. "Non esistono poteri sostitutivi" del governo in materia. A puntualizzare è palazzo Chigi con una nota dopo la giornata di polemiche di ieri e l'incontro tra il premier Mario Monti e il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, che ha guidato la commissione incaricata  del confronto con le retribuzioni degli eletti in altri sei Paesi europei.

"In relazione al titolo di un quotidiano secondo il quale, in caso di inerzia del Parlamento in merito ai trattamenti economici dei senatori e dei deputati, interverrebbe il governo, la presidenza del Consiglio fa sapere che la competenza appartiene alle Camere e non esistono poteri sostitutivi in materia", si legge nella nota del governo.

Dopo l'incontro di ieri con Giovannini , Monti aveva dichiarato che il governo avrebbe tenuto "conto dei risultati della commissione per le successive determinazioni di propria competenza". Ma per il presidente della commissione ora resta da capire se i dati forniti sugli stipendi dei parlamentari bastino a prendere decisioni per i tagli. "La commissione è composta da esperti, anche internazionali, che non hanno interessi particolari in questa questione e sono al servizio dello Stato e hanno fatto del loro meglio. E' stato un lavoro di tipo tecnico. La legge ci imponeva una scadenza, noi l'abbiamo rispettata pubblicando quello che ritenevamo pubblicabile ancorché, come alcuni giornali hanno correttamente riportato, con una serie di note metodologiche molto dettagliate", ha spiegato Giovannini ai microfoni di Radio 24.

LA PAROLA. Costi della politica 
RE Le inchieste I privilegi 
BLOG 5 - Sondaggio Tagli alle spese militari: cosa ne pensate? 

"Il punto è se queste informazioni possano essere sufficienti, parliamo dei parlamentari, per assumere delle decisioni. Noi crediamo che, al di là del fatto di calcolare una media aritmetica ponderata come dice la legge, che deve essere calcolata su dati perfettamente comparabili, le informazioni fornite possano essere di ausilio a chi deve prendere decisioni.
I dati sono sufficienti non solo per dibattere nella pubblica opinione ma anche per prendere decisioni da parte di chi queste decisioni le deve prendere", ha concluso.

Dopo l'incontro con il premier Monti non sono arrivate da Giovannini ulteriori indicazioni sulla strada da seguire: "Non è semplice arrivare al 'numeretto magico' per stabilire qual è la media europea", ha spiegato. Ma "questo non è il nostro compito, noi dobbiamo fornire i dati di base e calcolare le medie retributive degli altri Paesi. Cosa che, per ora, non abbiamo fatto perché ci sono così tante differenze e variabili che in alcuni casi è addirittura rischioso ipotizzare tetti retributivi", ha concluso il presidente della commissione.

Le reazioni dei parlamentari sulla questione però non si placano. Dopo le ultime due giornate di polemica , oggi il senatore Pdl
Raffaele Lauro, ha annunciato una "nuova e più dettagliata interrogazione urgente al presidente del Consiglio sui potenziali conflitti di interesse di alcuni ministri, viceministri e sottosegretari". Per Lauro "la questione della trasparenza, al fine di prevenire conflitti di interessi, costituisce una regola fondamentale delle democrazie occidentali". Dall'ufficio di presidenza del Pdl, Gianfranco Rotondi aggiunge come sia "necessario tornare al mandato parlamentare gratuito per tagliare le unghie ai poteri forti che soffiano sulla campagna anticasta. Si vuole un popolo contro il parlamento per non rischiare un parlamento contro le cose che si stanno progettando".

(05 gennaio 2012)