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venerdì 16 settembre 2011

Facciamoci le corna


La domanda è semplice: il milione e mezzo di telespettatori per il nuovo Piazzapulita di Corrado Formigli sono un obiettivo dato trionfale per La7 e bisogna essere contenti, oppure sono un terzo e anche meno degli spettatori di Santoro (a cui il programma di Formigli diciamo che si richiama in qualche modo) e quindi l'operazione voluta dai soliti noti è pienamente riuscita?
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Segnalate in tutto il web le solite scene raccapriccianti alla ripresa di Io Canto, su Canale 5, con bimbetti e bimbotte a gorgheggiare versi di canzoni scritte da adulti in piena euforia testosteronica. Qualcuno si aspettava che la smettessero?
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"Precisazione di Gianni Morandi dopo le intercettazioni su Berlusconi, la Arcuri e Sanremo: io e Silvio siamo solo amici"
(Geppy Cucciari, G'Day, La7)
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"E basta con questo moralismo, quanti sono qui in studio quelli che fanno le corna al coniuge?"
(Roberto Castelli, Piazzapulita, La7)

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"Scusate, ma voglio dire una parolaccia anch'io: nel paese ormai c'è un gran puttanaio"
(Roberto Castelli, Piazzapulita, La7)
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Roberto Formigoni: "La Rai se va sul mercato trova sicuramente degli acquirenti"
Giovanni Anversa: "Chi la compra, i cinesi?"
(Cominciamo Bene, Raitre)
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"Saluto tutti quelli al sole e anche tutti quelli all'ombra, che non sono mica venuti qui per abbronzarsi al comizio"
(Pierluigi Bersani, quello vero. Blob)

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"Berlusconi ha restituito a questo paese la voglia di ridere: non a caso è il primo raccontatore di barzellette"
(Alessandro Sallusti, In Onda. La7)

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"Cerchiamo il protagonista del nostro nuovo spot: il ruolo consiste nel baciare dieci splendide donne per 150mila euro lordi"
(Annuncio pubblicitario della Martini, dai giornali)

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Paolo Bonolis a un concorrente con un vistoso foro al lobo dell'orecchio: "Lei ha più buchi degli altri esseri umani, li usi con cautela"
(Avanti un altro, Canale 5)

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Concorrente donna che ha sbagliato una risposta
- "E' vero, beeeep"
- Bonolis: "Sempre in gloria"
- Concorrente: "Questo lo tagliate, vero"
- Bonolis: "Noi lo tagliamo, ma suo marito soffrirà"
(Avanti un altro, Canale 5)
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Assistente del commissario Banfi: "C'è un palazzo di dodici piani, ogni piano si chiama come un mese dell'anno, gennaio, febbraio etc. Come si chiama l'ascensore?"
Banfi: "Come?"
Assistente: "Schiacciando il bottone"
(Il commissario Zagaria, Canale 5)

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"La pastasciutta, anima mia, tutta salute, allegria e serenitàààà"
(Sigla iniziale della Prova del cuoco, Raiuno)
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"L'amore unisce o divide una coppia?"
(Gigi Marzullo a Monica Bellucci)

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Dialogo tra due prostitute nella fiction di Canale 5 "Sangue Caldo"

- Ciao, che si dice?
- A parte che sò diventati tutti ricchioni, tutto bene"

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"Ho appena ricevuto una telefonata del Premier che mi ha fatto molti complimenti, purtroppo non si sentiva molto bene, la linea era disturbata ma a un certo punto mi sembra che mi abbia detto una cosa tipo culona adorabile"
(Geppy Cucciari, G'Day, La7)
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LA MIGLIORE DELL'ANNO
"Il pensiero politico di Madonna su Berlusconi non conta nulla. Gli italiani sanno che è una supermiliardaria e non è che la gente si lasci irretire da questi satrapi ricchi e viziati"
(Carlo Giovanardi)

(16 settembre 2011)

giovedì 20 gennaio 2011

Da Kalispèra a Matrix, da Vespa ai Tg In tv la controffensiva del Cavaliere


di ANTONIO DIPOLLINA

Ruby da Signorini è il colpo più appariscente - mai visto il conduttore tenere un'intervista con espressione così contrita e partecipe. Kalispèra è del resto il luogo di sintesi estrema del berlusconismo vigente ("E lei col ciufolo, Presidente, che gli dà il potere ai comunisti" la frase rimasta scolpita nell'intervista telefonica con Berlusconi). Ma da un paio di giorni la contraerea mediatica pro-governativa si è innescata a ogni livello. Casi limite: l'altra notte a Matrix Beppe Severgnini ha abbandonato di corsa la trasmissione dopo un servizio di ricostruzione in cui brillava la frase sull'"accanimento obiettivo" contro il Premier. Severgnini, non esattamente un incendiario di natura, ha lasciato tutti sul posto con brevissimi commenti dopo ("Ho annusato lo sfacelo di un impero").

Situazione tg: visto ieri sera un Mentana correttamente impegnato a far rilevare le leggere contraddizioni su quanto detto da Ruby a Kalispèra e quanto dichiarato a verbale. Quindi è indispensabile rivolgersi ai tg amici: al Tg1 non c'è bisogno di suggerire alcunché, vanno di automatismi. Per cui al Tg5 resta spazio per chicche di contorno. Ieri per esempio una lunga intervista ad Alberto Zangrillo, medico personale di Berlusconi. Un'intervista al medico? E perché? Semplice, per testimoniare, con numerosi passaggi surreali, che il Premier è sano e fa vita sana ("Quando l'ho visitato personalmente di recente non ho riscontrato nulla che potesse far pensare a una condotta di vita scellerata". E dev'essere stata, come dire, una visita approfondita).

Tutti i berluscones hanno risposto all'appello o lo faranno nelle prossime ore, ognuno per la sua parte, dichiarazioni alle agenzie, giornali di famiglia, tutto quello che c'è. Mentre i Tg di Fede sono ormai delle rappresentazioni alla Francesca Bertini dove il dramma si tocca con mano (e dove l'affabulazione del direttore arriva a notevoli sentenze: "Le intercettazioni telefoniche devo rispettare la privacy"), gli uomini sguinzagliati nei vari programmi si battono come leoni, più o meno. L'altra sera a Porta a Porta Bruno Vespa è dovuto intervenire di persona per far notare a Maria Stella Gelmini che nella sua cantilena monocorde a favore del Premier le stava sfuggendo di tutto, compreso il fatto che non c'è niente di male in una villa di Arcore aperta e disponibile a chiunque si presenti al cancello (e che ha parlato spericolatamente di "cene da Berlusconi in cui si è discusso della salvezza dell'Alitalia"). Angelino Alfano a Ballarò ha fatto quello che ha potuto, ma proprio a Ballarò è successo l'inverosimile. Berlusconi sta procedendo con videomessaggi senza contraddittorio e tale voleva essere anche la telefonata chiesta a Floris: astutamente prevista negli ultimi minuti del programma, una cosuccia finale per parlare solo lui. A Ballarò, dopo l'ultima esperienza, erano però pronti e hanno risposto picche. Al Premier peraltro manca un luogo in prima serata dove esporre tutto se stesso e stasera AnnoZero non è precisamente l'occasione più propizia. Ma è anche per questo che ormai dal Premier ci si può aspettare mediaticamente davvero di tutto.

(20 gennaio 2011)

martedì 31 marzo 2009

Computer e televisione il supermarket a luci rosse


di ANTONIO DIPOLLINA

RICHARD Tinney, l'inglese che ha inguaiato la moglie - e che moglie, la ministro degli interni Jacqui Smith - per due film porno, ha commesso un errore da dilettanti. Ovvero, si suppone per tirchieria, ha consumato film pornografici su un percorso tracciabile, lasciando che ne uscisse fuori una ricevuta di pagamento che poi per errore la sua consorte ha allegato ai rimborsi spese ministeriali. E dire che ormai anche l'ultimo appassionato rinserrato nella sua stanzetta nella villetta a schiera in provincia sa benissimo che l'hard per immagini lo si celebra nell'anonimato assoluto. E il porno così è diventato sempre più quotidiano e a disposizione di tutti.

Ad esempio, basta collegarsi a un certo sito Internet simboleggiato da due cifre, intuibili e che combaciano l'una con l'altra, e acquisti film hard al minuto: costa 0,07 centesimi per sessanta secondi. Con una schedina prepagata e quindi molto anonima. Il vantaggio è evidente: a un certo punto della sessione, fatalmente, il porno via video perde bruscamente di interesse. Lì, interrompi la connessione e paghi solo quello che hai consumato. Se i gestori rendessero noti i tempi di collegamento medio, avremmo delle statistiche interessanti su certe abitudini.

Benvenuti nel mondo sempre più esteso del porno consumato via schermo, sia quello tv che, soprattutto, quello via computer. Secondo una ricerca Eurispes di qualche anno fa un movimento complessivo che gira sui 900 milioni di euro all'anno. È una cifra da intendere totalmente per difetto. Dentro bisogna farci stare anche il porno tecnicamente più ufficiale a disposizione, quello delle notti hard di Sky (ogni sera più di 200 mila italiani acquistano un film vietato ai minori sui canali "hot" del bouquet), secondo una ricerca del Sole 24 Ore valutabile con introiti sui due milioni a settimana, con percentuali che fanno arrossire se si va sulla cifra spesa in pay-per-view anche per i film normali.

Il vantaggio del porno rispetto a questi ultimi sarebbe almeno di dieci a uno, ma c'è chi dice che bisogna quasi raddoppiare la distanza. E in quei rilevamenti semi-ufficiali al massimo si fanno rientrare anche i dvd, ormai pressoché in disuso, in favore della visione streaming su Internet, il ricavato dei sexy shop e poco altro. Il porno su carta, giornali, riviste, stellare trent'anni fa, è ormai un vago ricordo. I cinema ufficiali sono un decimo rispetto al passato, con qualche sporadico episodio che passa nelle cronache locali mettendo pena e tenerezza: l'altra sera a Savona hanno trovato un pensionato passato a miglior vita nella poltrona laterale del cinemino, sembrava un ritaglio di un quarto di secolo fa.

Quello che dilaga davvero (anzi, in termini prettamente internettiani: spopola) è il video sesso via web. Ovvero la forma più veloce, economica, sicura. Quello che consumato a milioni di unità frutta cifre che nessuno riesce nemmeno a immaginare, a furia di minuti pagati 0,07 centesimi o di noleggio film a sei euro ciascuno, 48 ore di tempo per visionarselo con calma e quante volte si vuole (anche qui le statistiche sarebbero interessanti). Quasi sempre robaccia girata in digitale e per gusti un po' così, ma quello che conta è la sostanza. A dirla tutta, a controllare quali risultano essere i titoli più visionati, vengono ovviamente premiati i generi peggiori e più oltranzisti.

E qui siamo solo nel ramo "pagamento diretto", nei siti cosiddetti commerciali e che mantengono una parvenza di ufficialità, per i quali la ricerca Eurispes di cui sopra assegnava un fatturato annuo di trecento milioni: cifra che i più valutano del tutto insufficiente rispetto alla realtà effettiva. Ma per il colpo d'occhio sull'ampiezza del fenomeno non si può prescindere dai famosi siti peer-to-peer: dove si scarica illegalmente e si condivide il materiale piratandolo gratis, la quantità di porno è soverchiante rispetto al resto. Siccome nessun piatto di minestra è gratuito, qui ci guadagnano solo i gestori.

È l'esplosione irreversibile del consumo di questo tipo che sta facendo ammattire il governo di casa nostra quando deve occuparsi di una misura come la pornotax. Inserita nel pacchetto anticrisi di fine 2008 e anche rinsaldata da pochi giorni dal decreto attuativo: nel quale sarebbe preso di mira anche il consumo su Internet, sì, come se qualcuno ci avesse mai capito qualcosa. In teoria sarebbero tassabili (la tax prevede il 25 per cento in più di introiti per il fisco) i prodotti video messi a disposizione sul web, ma risalire a chi fa cosa, come e perché è autentica follia. E anche per i film trasmessi dalle tv sorgono questioni che, se non girassero su una realtà così borderline, sarebbero irresistibili.

La perla è la seguente: la pornotax definisce tassabili quei contenuti video in cui vengono girate scene di sesso "non simulato". Dal mondo delle tv e produttori interessati è partita la controffensiva teorica: scusate, quelli che girano queste scene sono attori, stanno quindi recitando, come si può dire che non simulino? Cambierebbe mestiere anche Perry Mason se dovesse mettersi a cavillare su una simile questione, per non parlare del giudice che deve dirimere. E magari tra i produttori prevalesse l'approccio teorico: quello che si dice con assoluta chiarezza è che appena il governo farà davvero sul serio, magari tirando nel mucchio e alla cieca, magari iniziando a esigere, come da norma, anche il dovuto retroattivo sul 2008, si avvierebbe semplicemente la trasmigrazione totale all'estero (Europa dell'Est) o a San Marino della sede delle società di riferimento. Il porno così tassato chiude, e se chiude come si divertono poi i milioni di adepti?

Per intanto si manda avanti Tinto Brass ("Un provvedimento devastante, disastroso, che mette tristezza"), che fornisce appoggio solidale e disinteressato - non sono i suoi film nel mirino - ma quello che appare ormai su una china senza ritorno è l'appoggio esplicito dei media ufficiali, segnatamente la tv di confine serale-notturno. Con Sky che si appresta a celebrare in una fiction l'icona di Moana Pozzi, e chissà con quanti riferimenti alle parti sordide della sua triste storia.

Con Piero Chiambretti che quasi ogni sera-notte su Italia 1 consacra spazi al porno, celebrando Moana e invitando le sue colleghe e colleghi (e deve avere, Chiambretti, autentici esperti nel suo staff a giudicare dalla puntualità ed efficacia dei riferimenti storici). Per non dire del Rocco Siffredi che spiega come si fa sesso alle "Iene", dove a ogni stagione non può mancare il reportage clandestino, molto clandestino, direttamente dal set di un film hard girato sempre in Ungheria. E ancora il pornoattore di vaglia Franco Trentalance diventato star dei reality di Mediaset, con una voglia evidente di passare a un lavoro qualsiasi da esercitare con addosso i pantaloni, ma sempre richiamato all'ordine del perché è famoso, mica penserai, caro mio, di avere doti recitative così, all'improvviso.

E con sempre più spettatori che lo vedono lì, al reality, e si incuriosiscono, ma davvero questo girava quei film, e dove lo possiamo vedere, e come. E lo schermo del computer che si accende quasi da solo, per magia. 0,07 centesimi, grazie.

(31 marzo 2009)