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lunedì 24 novembre 2008

Una tuta dà baci e carezze - Ultima idea del cybersesso

LA REPUBBLICA
ENRICO FRANCESCHINI


LONDRA - L'idea è di rendere più reale il sesso virtuale. Milioni di persone partecipano a giochi su Internet in cui è possibile creare un personaggio e fargli vivere sullo schermo del computer qualsiasi genere di esperienza, incluso incontrare un partner, corteggiarlo, baciarlo, andarci a letto. Ma l'esperienza, finora, è limitata all'ambito digitale: qualcuno si eccita sicuramente assistendo alle imprese amatorie del proprio "avatar", come vengono chiamati gli alter ego creati sul sito Second Life, ma per sentirsi coinvolti bisogna affidarsi all'immaginazione. Presto potrebbe non essere più così. Kevin Alderman, già considerato il re del cybersesso per i prodotti virtuali che mette in vendita - in cambio di denaro reale - sul web, ha recentemente messo a punto il primo prototipo di una tuta interattiva che permette di provare fisicamente le sensazioni vissute dal proprio personaggio sullo schermo. In pratica, se il personaggio riceve una carezza, il giocatore, seduto davanti al computer con la tuta indosso, la sente sul proprio corpo. E così via, con una serie di crescenti sollecitazioni, dalla testa ai piedi, passando per l'apparato genitale.

Chiamata "tele-dildo", la tecnologia per rendere più realistico il cybersesso è ancora alle prime armi. La tuta è pesante, ingombrante, complicata da indossare. Il costo è notevole: un migliaio di dollari a esemplare.

E l'uso di una simile apparecchiatura rischia di far ridere piuttosto che eccitare: c'è qualcosa di ridicolo, nel starsene seduti davanti a un computer con una tuta interattiva che replica massaggi sulle zone erogene, afferma il critico di videogiochi del quotidiano Independent di Londra, dopo averla sperimentata. Eppure il futuro del sesso, predice Alderman, è questo: "La tecnologia migliorerà, la tuta verrà miniaturizzata, i costi diminuiranno. Niente sostituirà mai del tutto il contatto fisico tra due corpi, ma gran parte di quello che definiamo sesso avviene nella mente e se possiamo rendere più reale l'eccitazione mentale saremo in grado di offrire un'esperienza sessuale estremamente intensa e stimolante".

All'indomani del caso della coppia che ha divorziato perché lui tradiva lei, sebbene solo digitalmente, il tele-sesso cibernetico potrebbe aprire nuove frontiere. I soldati che passano mesi al fronte lontano da casa non si sentirebbero più soli, scrive l'Independent. E le spogliarelliste che fanno lo strip-tease davanti a una web-cam avrebbero un'opzione in più da vendere alla loro clientela.

(24 novembre 2008)

domenica 23 novembre 2008

Ecco come arrivano on line i diari delle confessioni erotiche

LA REPUBBLICA
di BENEDETTA PERILLI


"Lo confesso: sono andata a letto con un collega di mio marito. E non solo una volta. Lo abbiamo fatto per due anni, in tutte le posizioni, a tutte le ore". Poche righe più in basso un altro utente svela il suo segreto: "Ieri ho bussato alla porta della mia nuova vicina. Lei ha aperto, ci siamo guardati, l'ho baciata e abbiamo fatto l'amore sul divano". Storie di sesso, momenti rubati all'intimità che diventano pubblici sul web.

Sono tanti i siti che raccolgono i racconti delle esperienze sessuali degli utenti, blog, forum, pagine erotiche e diari online. Si passa dalle descrizioni soft ai racconti più bollenti, dal bacio al sesso estremo. Ma se volessimo mettere ordine nella nostra vita sessuale, se volessimo per un attimo elencare tutti i partner avuti in una vita, tutte le posizione utilizzate o la durata media degli amplessi, da dove dovremmo iniziare? Naturalmente dal web.

C'erano una volta delle amiche che davano i voti ai propri partner su un quadernetto scolorito, segnalando da uno a dieci chi era il migliore nelle categorie look, simpatia e com'è a letto, ma oggi è l'era del web 2.0 e se la vita, inclusi i momenti più piccanti, non la si fissa sul web è come non averla vissuta. Nasce così, con l'intento di aiutare gli utenti a mappare i momenti più caldi della propria esistenza, il sito Bedpost, un'agenda virtuale, ancora in versione beta e con accesso disponibile su invito da richiedere via mail, sulla quale appuntare giorno dopo giorno l'andamento della propria vita sessuale.
L'applicazione, sviluppata dall'americano Kevin Conboy, appare come un calendario diviso in caselle. A seconda dell'attività sessuale svolta viene assegnato ad ogni casella un colore differente, dal rosa chiaro al rosa più intenso, così da visualizzare facilmente mese per mese l'andamento della propria attività: intensa, se il mese appare come un mosaico dai toni cipria, in bianco se invece appare come una pagina candida. Cliccando sui giorni si svelano, come all'interno delle pagine di un diario segreto, i dettagli più piccanti.
"12 settembre. Inizio dell'attività ore 23,15. Fine dell'attività ore 03,10 del giorno successivo. Nome Jane Smiths. Votazione tre stelline", oltre a questa sommaria classificazione rimane lo spazio per aggiungere il tipo di posizioni utilizzate durante l'amplesso ed eventuali altre informazioni sul partner. Il sito, ad uso esclusivo dell'utente, non è un social network ne tantomeno una piazza virtuale per incontri. Tutte le informazioni inserite rimangono ad uso esclusivo dell'utente che le utilizza come un archivio personale. Ad ogni nuovo accesso la homepage segnala il numero di incontri sessuali avuti durante l'anno, durante il mese e durante il giorno corrente, oltre a sommare il numero di partner.

Paradossalmente il creatore di Bedpost, Kevin Conboy, di partner nella propria vita ne ha avute veramente poche e spiega perché il sito nasce anche per i monogami più incalliti: "Sto con la mia attuale moglie da quando eravamo adolescenti. Dopo tanti anni di relazione e dei figli mi sono chiesto quanto sesso avessimo fatto insieme e come era cambiata negli anni la nostra vita sessuale. Abbiamo così deciso insieme di raccogliere in un archivio virtuale tutte queste informazioni fluttuanti. E i risultati sono stati sorprendenti".

Già da alcuni anni esiste un altro sito che si propone come una sorta di agenda virtuale del sesso ma, che in più, promette di segnalare, in base alle indicazioni inserite sui partner avuti, su posizioni e protezioni utilizzate quali sono le possibilità dell'utente di contrarre eventuali malattie sessuali. Si chiama MyBlackBook e, a differenza del nascente Bedpost, ha un'interfaccia meno intuitiva e un utilizzo più macchinoso.
Intanto c'è già chi ha capito il potenziale di queste agende del sesso e, da diario segreto, progetta di far diventare le informazioni delle notti brave degli utenti dei pettegolezzi di pubblico dominio. Si chiamerà Boffery e sarà il primo social network a permettere la mappatura dello storico del sesso degli utenti. Insomma una sorta di Facebook all'interno del quale le connessioni tra gli utenti non sono create in base al rapporto di amicizia ma a seconda dei rapporti sessuali avuti. Ma non solo. Gli utenti potranno raccontare ai propri contatti i particolari più piccanti dei propri amplessi: il tutto in un regime di pubblico dominio.

(22 novembre 2008)

mercoledì 22 ottobre 2008

I teocon lo fanno "strano", boom di manuali d'amore



di PAOLO PONTONIERE
LA REPUBBICA

SAN FRANCISCO - Il fatto che i neocon e i teocon americani facessero sesso con una certa frequenza si deduceva già dal numero medio di figli che si registra nella famiglia conservatrice tipica statunitense: 3,92 contro gli 1,8 dei progressisti.

Ma che ne avessero fatto un impegno sociale e religioso - giocando nel contempo anche di fantasia- è un dato che risulta del tutto nuovo e che emerge dalle campagne di sensibilizzazione lanciate dalle chiese conservatrici. Queste dallo Utah al Texas, non disdegnano di usare il pulpito per invitare i fedeli a fare sesso, a farlo spesso e con intensità.

Parliamo qui di programmi come il "40 Nights Grrreat Sex" (40 notti di grrrande sesso), varato dalla New Direction Christian Church di Memphis, in Tennessee, dove il pastore Stacy Spencer e sua moglie Rhonda qualche tempo fa si sono ritirati in convento con 252 coppie di sposati per discutere se il sesso ha diritto di cittadinanza nel matrimonio.

Inutile sottolineare che i congressisti hanno concluso di si e, cosa straordinaria -dato il luogo e la natura dell'incontro- di lì a poco hanno cominciato a dibattere anche di temi, come la fellatio e il sadomaso, che in condizioni normali sarebbero stati appannaggio esclusivo dei libertini.

Ma questi non sono tempi normali. L'assalto consumistico all'unione matrimoniale, la crisi economica, l'oscuramento della stella politica della destra cristiana in America e la recente estensione del diritto a sposarsi anche alle coppie gay in California e Massachusetts, hanno creato un certo grado di insoddisfazione tra i credenti verso l'istituzione del matrimonio.

Un fenomeno riscontrabile soprattutto tra i giovani che rifuggono il matrimonio e si astengono, anche in stati come lo Utah dove non di rado una famiglia è composta da mamma, papà e 10, 11 figli, dall'avere bambini.

E così per convincere Gen Xers e Echo Boomers (i giovani nati a cavallo tra la seconda metà degli anni settanta e la fine dei novanta) a restare fedeli alle tradizioni matrimoniali che gli hanno dato i natali, le chiese cristiane stanno cominciando ad applicare le scritture alle pratiche sessuali. Non solo per farne di più ma anche per farlo appassionatamente.

Così accade che il Cantico di Salomone venga utilizzato per giustificare pulsioni come il role playing (IL "NARRATORE" racconta una storia, mentre gli altri assumono il ruolo di personaggi della storia, N.D.R.) e il sesso orale mentre altre fantasie sessuali vengono organizzate in un'agenda settimanale con attività che spaziano dai bagni di sole au naturel con il partner di Lunedì, ai rapporti in qualsiasi stanza che non sia quella da letto di martedì, per finire con la lettura dei Corinzi e i massaggi aromatici di giovedì.

E se queste attività possono sembrare estreme, la sfida lanciata dal pastore Paul Wirth della Relevat Church di Tampa in Florida, potrebbe fare arrossire anche Casanova. Wirth, non contento della maniera in cui i suoi fedeli affrontavano gli obblighi del talamo nuziale, ha avuto l'idea di lanciare il "30-Day Sex Challenge", sfidando i suoi parrocchiani a leggere ogni giorno un verso della Bibbia e a trasformarlo in amore carnale.

La sua iniziativa ha avuto un tale successo che tutti i preti del circondario hanno cominciato a chiamarlo chiededogli quali fossero le regole da rispettare per far partecipare anche i loro fedeli. Una megachiesa del Texas, la Fellowship of the Woodlands, ha invece avuto l'idea di organizzare dei ritiri semiannuali. Sacred Sex Weekend - I fine settimana del sesso sacro - li hanno chiamati, e si suppone che coloro che vi partecipano impareranno ad avere una vita sessuale piena con la benedizione divina.

Il revival sessuale fondamentalista non poteva non avere i suoi teorici, non tutti espressamente cristiani, e i suoi vademecum. Tra questi assumono un posto di rilevanza il libro His Needs, Her Needs dello psicologo William Harley; Mars and Venus in the Bedroom di John Gray e Getting the Sex You Want di Tammy Nelson.

La tendenza ovviamente è finita anche su internet, dove adesso fioriscono i blog conservatori a sfondo didattico-sessuale, come quello del pastore Spencer. Qui i lettori, mantenendo l'anonimato, possono formulare domande che hanno a che fare con l'apprendimento di come fare sesso più spesso e in maniera più intensa. Una bella distinzione dai cattolici la cui posizione ufficiale sul sesso, particolarmente quello prematrimoniale, sopratutto tra i celibi è quella dell'astinenza.

La spinta alla sessualizzazione della vita spirituale degli individui, di sicuro sul fronte neo-conservatore, è così forte che anche super evangelisti come James Dobson, fondatore di Focus on The Family e l'autrice conservatrice Tina LaHaye sono stati invogliati a produrre anche loro un manuale di guida ai piaceri carnali all'ombra del talamano nunziale. Stanno andando a ruba.

(20 ottobre 2008)

"La passione per Facebook contagia 30enni soli e nostalgici"



LA STAMPA

Basta un clic per ritrovare vecchi amici, ex compagni di scuola o antichi amori, condividere pezzi di vita, foto e video, e alla fine sentirsi meno soli. Quella per Facebook è una passione in crescita anche nel Belpaese: contagia secondo gli ultimi dati 1 milione 369 mila italiani (su 132 milioni di utenti nel mondo), con un incremento di "visitatori" che, in appena un anno, ha segnato un +961% (con un +135% degli iscritti). «Ormai è Facebookmania fra gli italiani, una febbre che ultimamente ha contagiato in particolare la fascia tra i 30 e i 40 anni, e non a caso: questo mondo virtuale è infatti vissuto come un antidoto al senso di vuoto e alla solitudine, che in questa fase della vita, fitta di bilanci, contagia anche i cosiddetti vincenti». Parola di Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e direttore dell'Uiap (Unità operativa attacchi di panico) alla Clinica Paideia di Roma.

Se infatti il sito è nato richiamandosi - anche nel nome - agli album fotografici che le università americane pubblicano a inizio anno accademico per ritrovare amici perduti, oggi i "nostalgici" a caccia degli ex compagni di classe sono solo uno dei tanti profili dei facebook-maniaci: ci sono i "troppo soli"ì, gli "insoddisfatti", "quelli con l'alter ego", "quelli che lo fanno per farsi pubblicità", i "cuori infranti" e, naturalmente, i "latin lover virtuali". A testimoniare la passione per questo colorato mondo online c'è anche un incontro organizzato domani a Milano proprio per riunire la Facebook community lombarda. Ma stando agli esperti, dietro lo scambio di messaggi, foto e contatti c'è poco da stare allegri. «L'enorme sviluppo di Facebook è spia di un grosso problema di solitudine - diagnostica la Vinciguerra , analizzando il fenomeno - Abbiamo costruito la nostra vita su un'immagine capace, vincente, superorganizzata. Ma a 30-40 anni, che gli obiettivi che c'eravamo posti siano stati raggiunti o meno, si fa strada un senso di vuoto, perché più che l'essere abbiamo curato l'apparire».

Così finiamo per ricercare quelli che sono sentiti come «rapporti veri: i compagni di scuola, gli amici di tante estati al mare, i ragazzi del cortile. Quelli a cui davamo e ricevevamo sostegno e comprensione sinceri. Oggi nel mondo reale recitiamo un pò tutti - avverte la Vinciguerra - ma in passato non era così». «Facebook è una colossale illusione: permette a tante persone di pensare di essere importanti, perché hanno decine e decine di 'amici virtualì, ma purtroppo si tratta spesso solo di un gran numero di sfigati», sostiene Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, docente di psichiatria dell'Università Gregoriana di Roma, e fra i primi a occuparsi del problema delle tecno-dipendenze in Italia. «Occhio però, perché dimenticano che resterà per sempre traccia sul web del cumulo di menzogne o banalità narcisistiche che si immette nella rete», avverte Cantelmi.

E spesso le menzogne vengono al pettine, come è già accaduto nel caso di coppie in cui uno dei due si presenta single sul sito, e l'altro lo scopre. «Si è disperatamente in cerca di una realtà diversa, anche sentimentalmente, così si altera la verità», dice la Vinciguerra.

Ecco, secondo gli esperti, l'identikit dei popolo di Internet contagiato dalla Facebookmania:

I NOSTALGICI - Si emozionano alla vista delle foto dei compagni di classe delle medie o del liceo. Cercano gli amici del passato per vedere come sono invecchiati, e commentano i bei tempi andati. Una nostalgia per i vecchi tempi che, di fatto, è un rimpianto per i rapporti veri e perduti, per un'infanzia e un'adolescenza ormai lontana e mitizzata.

Dichiaratamente a caccia di nuovi potenziali partner, ma anche di ex piacenti e disponibili. Spesso celano una relazione (se l'hanno) e rimpinzano il proprio profilo e gli album con foto sexy o interessanti, a volte ritoccate. In genere accumulano decine e decine di 'amicì dell'altro sesso, con i quali fanno i misteriosi. «Ma alla fine si tratta di persone sole o profondamente infelici con il partner, che ricorrono a cumuli di banalità narcisistiche per rendersi interessanti», spiega Cantelmi.

I CUORI INFRANTI - Prostrati dall'ultima relazione - in corso o finita - sono a caccia degli antichi amori, mitizzano i ricordi. Hanno l'impressione di essersi persi per strada qualcosa di vero. «In questo caso l'insoddisfazione e la solitudine vanno a braccetto - spiega la Vinciguerra - e si cerca di darsi un'altra chance» grazie alla rete.

I TROPPO SOLI - «Sono un pò sfigati, non sono riusciti a costruire relazioni vere e cercano amici "virtuali" per farsi compagnia - dice Cantelmi - Così rastrellano la rete e controllano quanti presunti nuovi amici hanno accumulato, nel vano tentativo di sentirsi meno soli».

GLI INSODDISFATTI - Infelici anche se hanno una famiglia e dei figli, spesso sono donne. Non trovano spazio per il sogno, il romanticismo e quel pizzico di avventura, che finisco per cercare su Facebook.

QUELLI DELLA PUBBLICITÀ - Sono più o meno famosi, politici, campioni dello sport, attori. Ricorrono a Facebook in modo strumentale, per farsi mega-spot gratuiti.

QUELLI CON L'ATER EGO - Dai 400 burloni che si sono presentati nei panni del calciatore Francesco Totti, ai tanti Giulio Cesare o Maria Antonietta, a quelli che pubblicano foto diverse o "ritoccano" la descrizione vantando titoli ed esperienze di fantasia. Soli e in cerca di contatti, si mettono una maschera per ottenere attenzioni e credibilità nel mondo virtuale.