domenica 26 aprile 2009
domenica 5 aprile 2009
venerdì 3 aprile 2009
GRAZIE
per la sanatoria ai capitali fuggiti,
per la bancarotta e le rogatorie all'italiana,
per aver abolito la tassa di successione.
GRAZIE per la legge obiettivo,
per la riforma dell'ordinamento giudiziario,
per i generosissimi fondi alla giustizia.
GRAZIE per il legittimo sospetto.
GRAZIE per la legge Cirami,
perla legge Pittelli,
per la legge Cirielli,
per il lodo Schifani.
GRAZIE per la legge Gasparri,
per la legge elettorale,
per il condono fiscale,
per l'esenzione ICI alla Chiesa.
GRAZIE per il lodo Alfano,
per la revisione delle sentenze giudicate,
per l'immunità parlamentare.
GRAZIE per aver risolto il problema.
GRAZIE per la sicurezza,
per il lager di Lampedusa,
per i coprifuochi romani,
per le pittoresche ronde "organizzate".
GRAZIE per la riforma di questa scuola malata di comunismo,
per aver negato il diritto di scioperare,
per i continui e ripetuti attacchi ai sindacati.
GRAZIE per il TG1, il TG2, il TG4, il TG5 e per Studio Aperto.
E per le reti locali.
GRAZIE del rispetto alle istituzioni,
per il rispetto della costituzione,
per il rispetto al capo dello stato,
per il rispetto della volontà popolare espressa con il referendum dell'87.
GRAZIE per la libertà di scegliere della nostra vita, della nostra morte,
per la nostra libera scelta sentimentale.
GRAZIE per la manifestazione neonazista del 5 Aprile a Milano.
GRAZIE per la social card,
per i ponti che collegheranno il nulla al nulla,
per le scorie future,
per l'energia non rinnovabile.
GRAZIE per l'ottimismo,
che è il sapore della vita,
che è il sapore della fica della velina,
che è il sapore della cocaina.
GRAZIE per la Tav,
per il Dal Molin,
per Genova, la Diaz e Bolzaneto,
per Carlo Giuliani e gli sgomberi del Cox18.
GRAZIE per le bugie,
GRAZIE per gli insulti,
GRAZIE per la P2,
GRAZIE per le perle di saggezza.
GRAZIE al cazzo.
giovedì 2 aprile 2009
Alla ricerca dell'Obama perduto: Berlusconi alla conquista del presidente

Berlusconi che all'arrivo aveva scherzato con Gordon Brown in italiano, si è poi lanciato verso la vera stella del firmamento. La più luminosa tra i venti, la più "abbronzata", secondo un'infelice, celebre definizione. Una volta intercettata, è piovuto materiale non definibile. Cartelle e memorie per siti che già impazzano su Facebook. Collettori di gaffes, aggregatori di frasi e facezie che hanno fatto il giro del pianeta. Abama. Acronimo di alto, bello, molto abbronzato è nato dopo l'uscita infelice del nostro Premier. Da stasera, avrà di che occuparsi.
Nonostante la sincera indignazione della Regina Elisabetta, nient'affatto intimidito, Berlusconi ha proseguito. Dopo i colbacchi indossati con Putin, le vacanze sarde con annesse bandane di remote vacanze sarde con Cherie e Tony Blair, le freddure su Sarkozy, la moglie e il fascino italiano, Silvio ha deciso di conquistare Barack. Facendo ricorso a un repertorio composito, figlio di esperienze non assimilabili. "Obama ha lo sguardo acchiapponico", citazione liberamente tratta da Gigi Proietti, poi rivolto ai giornalisti: "Ho detto ad Obama che si deve tirare su le maniche per far uscire il mondo dalla crisi visto che la crisi arriva proprio dall'America.
Lui mi ha risposto che ho ragione e che l'importante è restare tutti insieme per risolvere i problemi", preceduta dall'assenza alla seconda foto di gruppo. Non tutto si può fare, serve tempo, anche per vivere.
02 aprile 2009
Ecco quanto Obama considera Berlusconi... zero!
Ennesima figuraccia italiana: Berlusconi chiama ad alta voce Obama e fa adirare la regina Elisabetta
sabato 7 marzo 2009
venerdì 13 febbraio 2009
venerdì 6 febbraio 2009
Tremonti SI DA ALLA FUGA dopo una domanda di un giornalista americano sull'Unicredit
venerdì 30 gennaio 2009
La fine del mondo nel 2012? Sul web è di nuovo allarme
Archiviato l'incubo Y2K, ovvero il fatidico arrivo dell'anno 2000, carico di oscuri presagi, incubi da crash informatico globale, da affrontare con istruzioni precise diffuse in rete e kit di sopravvivenza, e scavallata la prova acceleratore Lhc di Ginevra, anche questa accompagnata da previsioni catastrofiche, ecco il nuovo allarme per il 20 dicembre 2012. Data ricca di rimandi interni cui è difficile resistere, che, come ricorda anche Cnn, senza alcun fondamento scientifico, ha scatenato una nuova ondata di allarme via web.
Siti, libri, forum, perfino kolossal hollywoodiani stanno alimentando il fenomeno, anche se nessuno scienziato è in grado di sostenere l'idea che i Maya, noti per le loro avanzate conoscenze astronomiche, abbiano lanciato alcun allarme per l'anno in questione.
Eppure basta fare una semplice ricerca su Google con "2012 fine mondo" per essere inondati da 952.000 risultati, fra siti, volumi dedicati, blog e video a tema, solo in italiano. Con vari scenari: si spazia da tempeste solari in grado di innescare eruzioni vulcaniche a un'inversione dei poli magnetici che farà fermare la terra per 72 ore, per poi farla riprendere a girare sul proprio asse in direzione opposta. Bufala creata ad arte o profezia che si basa su un minimo di verità? L'unico fatto è che la data del 20 dicembre 2012 coincide con il solstizio di inverno. Se si aggiunge l'ipotesi secondo la quale i Maya avrebbero indicato questa specifica data come finale perché coincide con l'allineamento del Sole con il centro della Via Lattea, tanto basta a seguaci di teorie new age e amanti ed esegeti di coincidenze catastro-millenariste a creare un fenomeno.
Neppure le smentite degli esperti riescono a far smontare la bolla: "Libri popolari e teorie sui Maya sono costruite sulla base di ben poche evidenze" assicura alla Cnn Anthony Aveni, professore di astronomia e antropologia e studi nativo-americani all'università Colgate, negli Stati Uniti, studioso della civiltà Maya.
Le ultime uscite in libreria, insieme a Hollywood - che farà uscire in autunno un filmone con John Cusack diretto da Roland Emmerich dal titolo "2012" - alimentano la febbre da giorno del giudizio, agitando lo spettro di catastrofi climatiche, disastri naturali, impatti di asteroidi o comunque qualcosa di terribile che sconvolgerà il mondo.
Per qualcun'altro quella fine preannunciata per il 2012, ammesso che arrivi davvero, potrebbe voler solo indicare un rinnovamento; almeno così avrebbero interpretato i Maya la fine del ciclo al termine del quale il mondo avrebbe attraversato una grande trasformazione, non necessariamente negativa: potrebbe trattarsi di una rivoluzione in senso spirituale, con il passaggio da un mondo materiale ad uno dominato da valori più elevati, alternativi.
Teorie a parte, una certezza, comunque, rimane: se usciremo indenni dall'emergenza 2012, avremo giusto il tempo di prepararci mentalmente alla prossima apocalisse annunciata: l'appuntamento è per il 2033, altra data fortemente a rischio, fatta degli anni del Signore più duemila.
(29 gennaio 2009)
sabato 24 gennaio 2009
La nuova tentazione del Cavaliere, una villa del Settecento in Umbria
Caspita, il sottosegretario agli Affari Importanti, insieme al premier, che viaggia in aereo da Roma a Perugia per un misterioso incontro di due ore in una villa poco distante da Perugia. Cosa ci sarà sotto? A palazzo Chigi riserbo assoluto. Qualcuno ipotizza un battesimo importante. Alla Torre di Pila (così si chiama la proprietà) i giornalisti vengono fermati al cancello e al citofono si sentono rispondere soltanto che "il presidente è venuto per incontrare alcuni amici ripartiti insieme a lui".
Ma, quando c'è di mezzo il Cavaliere, le notizie sono più rapide dei suoi elicotteri. E la voce che prende consistenza è proprio quella di un nuovo acquisto. Raccontano che il proprietario, l'imprenditore Maurizio Petrini (pasta e mangimi) non se la passerebbe troppo bene e avrebbe deciso di mettere in vendita l'amata magione. Complice la comune amicizia con Letta, la notizia è arrivata al premier, che colleziona ville come un entomologo le farfalle. E che villa! Appartenuta al conte Guardabassi, passata per i Bulgari (i gioiellieri), occupata dai nazisti e poi dai marines, la "Torre di Pila" è un castello settecentesco che al confronto anche Arcore sembra un magazzino degli attrezzi.
In più è circondata da cinque ettari di giardini all'italiana, da un parco pieno di fontane, senza contare ovviamente la piscina, il lago con i cigni, una riserva di caccia per fagiani e lepri, un acquedotto e (guarda un po', come la Certosa...) persino un anfiteatro. Poi, per garantire la privacy del proprietario e dei suoi ospiti, la villa è circondata da quasi 30 ettari di campi. Compreso un paio di ettari di un vigneto che, c'è da immaginarlo, è pronto per la produzione del "vino del presidente".
Per questa proprietà circola anche un prezzo - 14 milioni di euro - ma si sa che il Cavaliere, quando c'è da pagare, tratta e tratta a lungo. E poi vuoi mettere lo sfizio di prendere casa in una regione rossa? Anni ci fa ci provò con la Toscana, quando era al governo per la seconda volta, e pensava di comprarsi un bellissimo castello vicino a Montalcino. Ma, quando gli abitanti videro l'elicottero con Biscione che sorvolava le loro case, per poco non lo accolsero con il forcone. E Berlusconi rinunciò. Altri tempi, adesso anche l'Umbria è meno rossa e potrebbe accogliere il nuovo perugino a braccia aperte.
Intanto il premier, partecipando alla prima puntata di "Malpensa, Italia" di Gianluigi Paragone, ne ha approfittato per ribadire che di "potere" ne ha davvero poco. "Mi dicono molto spesso - ha spiegato Berlusconi - che sono un dittatore. Ma è una stupidaggine colossale: il presidente del consiglio non ha in Italia alcun potere, se non quello di redigere l'ordine del giorno del consiglio dei ministri. L'unico strumento che abbiamo, e per questo veniamo criticati, è il decreto legge".
(24 gennaio 2009)
mercoledì 31 dicembre 2008
"Carlo mi diceva: amo te, non mia moglie"
Signorina Cretu, perché ha chiesto di parlare con Novella?
«Perché il legame con Carlo forse è finito. Ed è giunto il tempo di dire che non mi sono mai fatta pubblicità approfittando del suo cognome, che non sono una sfasciafamiglie, che non sono la solita rumena che va in Italia a caccia di un uomo ricco e potente. Come hanno scritto i giornali rumeni dopo l’intervista a Carlo pubblicata da Novella».
Perché usa la parola “forse”? Suona quasi un ricatto sentimentale...
«Uso la parola “forse”, per addolcire il mio dolore: sono innamorata di Carlo, anche se ho detto basta. Torno a casa per pensare a come rimettere insieme la mia vita e anche, per rassicurare mia madre Viorica, disperata per i risvolti delle mie vicende sentimentali. Parto da zero, anzi no, da me».
Quando e come ha conosciuto Carlo Ancelotti?
«A Modena, il 4 ottobre 2004. Allora, lavoravo al Modena Calcio come hostess durante gli eventi della squadra».
Vi siete messi subito insieme?
«Più che metterci insieme ci siamo scambiati lunghe telefonate per un anno. Io ero appena uscita da una convivenza con un altro uomo, lui era molto deluso dalla sua storia matrimoniale».
E dopo quell’anno come sono andate le cose?
«Ho lasciato tutto per venire a Milano. E quando dico tutto, parlo di lavoro. Nessuno mi ha mai mantenuta. A Modena collaboravo a Tele Radio Città: ero la valletta di Gialli di notte, un talk show. I primi tempi muta come un pesce, sapevo poco l’italiano, poi sono andata a scuola e ho iniziato a muovere i primi passi: leggere le pagelle in trasmissione, presentare gli ospiti. Ho anche fatto qualche spot pubblicitario. Di sera due volte la settimana in discoteca, con una piccola collaborazione come ragazza immagine».
Dunque, lei nel 2006 sbarca a Milano...
«Sì, ho comprato una casa a Rho per stare vicina a Carlo».
Di che vive?
«Del mio. Grazie ai miei risparmi e a un’eredità ricevuta da una nonna, con una parte della quale avevo anche iniziato una piccola attività immobiliare in Romania, congelata per seguire Carlo».
So che lei però ha fatto un provino a Milan Channel. Ancelotti lo zampino deve avercelo messo...
«Non nego di avere ottenuto quel provino, ma deve essere andato male: non ho mai più sentito nessuno. Se vuole dire che Carlo mi ha dato da vivere o che mi abbia facilitato la strada, si sbaglia. L’unica “raccomandazione” è stata per una collaborazione con l’uffico stampa del Milan che è durata pochi mesi, perché il 3 maggio 2008 Carlo è venuto a vivere a casa mia e mi ha chiesto di lasciare l’incarico, per non mescolare vita privata e professionale. Ma ho continuato a essere sempre al suo fianco alle feste, alle cene. Il 15 dicembre ero seduta al suo tavolo per il party natalizio del Milan, mi ha sempre presentato, ai calciatori e alle loro mogli, come la sua fidanzata. A Capodanno sarei dovuta andare a Dubai con lui e la squadra».
Carlo ha convissuto con lei sino a qualche giorno fa?
«Le sue cose sono ancora a casa mia, ma da metà settembre ne è uscito. Da allora ha abitato un po’ a Milanello e un po’ da suo figlio. Oggi penso che avere scelto di vivere insieme sia stato un errore: Carlo avrebbe dovuto starsene in un posto suo, io dovevo essere paziente. Ma lui mi ha detto “Vengo da te, a rifarmi la vita”. Gli ho creduto».
Perché avete interrotto la convivenza?
«Perché una sera ho scoperto che mi diceva delle bugie».
Che bugie?
«Quella sera mi aveva detto che sarebbe andato a cena con i figli, ma quando è tornato nel nostro appartamento era turbato. Ho intuito che c’era qualche cosa sotto, ho forzato la mano e lui ha confessato di essere uscito con la moglie».
E lei gli ha fatto una scenata di gelosia...
«Sì sono gelosa, ma soprattutto non sopporto chi mi mente. Con Carlo c’era l’impegno a dirsi tutto, con sincerità... Ma ho bisogno di fare un passo indietro».
Lo faccia.
«Quella sera non è stata che l’ultima goccia. C’erano dei precedenti, dopo le vacanze estive che abbiamo trascorso in viaggio, lui è andato negli Stati Uniti con i figli. Ne è tornato diverso, tesissimo. A dirla tutta, la convivenza sin lì non era stata rosea: Carlo era sempre triste, nonostante i miei sforzi, ma mi ha sempre rassicurato. Dopo il viaggio negli Usa però mi sono accorta di continui messaggini, telefonate... tutti con sua moglie».
Scusi, ma 25 anni di matrimonio non si cancellano.
«Certo, la penso anch’io così. Ma ero convinta che Carlo non mentisse quando ammetteva con me che un matrimonio finito è preferibile a un matrimonio finto. Del resto sapevo due cose: lui era andato via da casa sua e stava procedendo con la separazione, ho parlato anch’io di questo con il suo avvocato».
E invece?
«Ho scoperto che lui non aveva parlato di me e dei nostri progetti alla moglie».
Come l’ha scoperto?
«Facendo un errore, il 3 settembre scorso le ho telefonato. E mi sono presentata come la fidanzata di Carlo».
Per sentirsi dire?
«Che ignorava la mia esistenza e che di separazione non si parlava. Lei aspettatava il ritorno di Carlo a casa».
E lei come ha risposto?
«Chiedendo spiegazioni a lui. Che non sono arrivate. Carlo mi ha rimproverato quella telefonata, è uscito di casa. Ci siamo rivisti dopo una settimana per riprendere daccapo, come fidanzati».
Accade a volte di ritrovarsi tra due fuochi. Forse il signor Ancelotti è innamorato di entrambe...
«Credo di sapere di Carlo una sola cosa: che ama me, me l’ho ha detto mille volte. Non credo agli amori a mezzo servizio, non ci crede lui. E allora vorrei mi dicesse in faccia perché, se il suo cuore gli parla di me, lui non lo segue».
Perché è così sicura che Ancelotti non seguirà il suo cuore?
«Da una cosa piccola, ma per me significativa. Sua moglie, durante una recente telefonata mi ha detto di avergli dato un ultimatum: rientrare a casa il 23 dicembre, in occasione delle festività natalizie per trascorrerle insieme sotto il tetto coniugale. Ho chiesto a Carlo di limitarsi a far le feste con i figli in casa del padre, ma di non vivere con lei così tanti giorni. Lui mi ha risposto “Non posso non farlo”. Credo si senta in colpa».
Di che cosa?
«Di non avere coraggio, di avermi lasciata da sola di fronte alla scelte per il futuro. Ma Carlo è così ed è la cosa che mi ha sempre fatto molto male».
Così come?
«È un uomo dolcissimo, affettuoso, ma quando si tratta di sentimenti, i suoi, non prende partito, non decide. Preferisce soffocarli pur di stare quieto. Quieto dentro un matrimonio finito, non certo per colpa mia e di Carlo, e anche finto».
C’entra qualcosa la moglie?
«Non voglio parlare di sua moglie».
Cosa gli ha detto quando l’ha lasciato?
«Che mettevo le mani sul fuoco che non sarebbe venuto a prendermi».
E Ancelotti cosa le ha risposto?
«Di non metterle sul fuoco. Comunque rispetto le sue decisioni e so che sarà felice. Anche senza di me. Lui è protetto...».
Da chi?
«Da un piccolo angelo, lassù che rimpiange di non essere su questa terra insieme a noi due. Non mi faccia dire altro».
Rossana Lacala
30 dicembre 2008
sabato 27 dicembre 2008
Tre ore di musica per i 25 anni di Distretto 51, il gruppo storico del ministro dell'Interno
ROCK & SOUL - E sul palco la musica cancella il tempo, le differenze e ritorna prepotente con un bell'impatto di voci, fiati e ritmica attenta: il modo migliore per festeggiare i 25 anni della formazione oggi conosciuta anche fuori Varese e la Lombardia come «Il gruppo dove suona il ministro Maroni». Da anni assidui frequentatori del Porretta Soul Festival, il festival di riferimento in Italia per gli amanti del genere. Tre ore di musica tra le mura di casa dentro il teatro Politeama di Varese pieno fino all'inverosimile, gioiello architettonico destinato presto a morte sicura e a probabile rinascita sotto le vesti di centro commerciale (purtroppo) . Che può sfoggiare ancora un'insegna stile Usa anni '50 da far invidia ai Drive in dell'America più profonda. Più periferia di Memphis che Varesotto per capirsi.
I CLASSICI - Avvio meravigliosamente anni '70: da Van Morrison, a Glory Days di Bruce Springsteen a Otis Redding passando da Knocking on Heaven's Door di Bob Dylan cantata a squarciagola da tutto il teatro senza una non qualche emozione. Una lunga carrellata di rock. Poi a seguire avanti a tutto volume con Twist and Shout e la seconda parte che rispecchia i cambiamenti del gruppo negli anni a base di funk, rhythm and blues e soul. Sul palco arrivano anche le tre voci femminili, le Sweet Soul Sisters e si riparte con il ritmo inconfondibile e trascinante dei classici dei Blues Brothers, Diana Ross, Aretha Franklin, Etta James.
COME UNA BUGIA - Il tastierista con i baffi che fa il ministro per la Lega ondeggia di continuo sul panchetto dell'Hammond: si alza, scandisce il tempo con le mani, rigorosamente in nero e cravatta nera con i tasti bianchi modello pianoforte. Ufficialmente due serate di buona musica e di festa per raccogliere fondi per l'associazione Varese per l'oncologia. In realtà anche una festa tra amici. Con tanto di cappellini da Babbo Natale per tutta l'orchestra al terzo bis e gli immancabili auguri (Il video della serata). Tra i tanti pezzi in scaletta, una sola canzone in italiano. L'unica originale del gruppo. «Come una bugia» del 1983 (Guarda). Autori Elio Girompini-Roberto Maroni. «Tempi lontani per sperare un domani che non voli via» dice uno dei ritornelli. Grazie alla musica forse ce la state facendo.
Iacopo Gori
23 dicembre 2008
sabato 20 dicembre 2008
Silvio show: battute su Letta-Superman, su Obama e sulla Fed «comunista»
>TRA SUPERMAN E OBAMA - Il premier ne ha per tutti. Scherza ancora una volta sul presidente Usa, Barack Obama, prendendo spunto dalla presenza di Gianni Castellaneta, ambasciatore italiano a Washington: «Ma Castellaneta non doveva essere abbronzato?». La platea sorride e lui fa un'altra battuta: «Io ho addirittura un orologio con il volto di Obama...». Poi si rivolge a Letta: «Io faccio Superman ogni giorno coi miei nipotini, Gianni è il Superman di palazzo Chigi». Anzi, per Berlusconi, Letta «è peggio di Superman, mi riempie di sgomento, mi fa sentire inferiore per quanto lavora. Gianni - dice rivolto al sottosegretario - fai schifo, fai proprio schifo!».
L'INTERIM ALLA FARNESINA - Proprio Letta, poi, ricorda un episodio accaduto durante l'interim di Berlusconi agli Esteri, quando il premier si prese anche la responsabilità della Farnesina dopo le dimissioni di Ruggero. «Berlusconi lavorava agli Esteri con passione - racconta Letta - ma Ciampi ogni giorno ci sollecitava: 'Quando finisce questo interim?'». Berlusconi lo interrompe sorridendo: «Tutta invidia!». Letta incassa e riprende la parola: «Passavano le settimane, i mesi, un semestre e Berlusconi era ancora lì. Un giorno - prosegue - Ciampi mi volle parlare in privato. Silvio poi mi chiese cosa mi avesse detto il presidente. Gli risposi che mi aveva detto che eravamo arrivati a un limite insuperabile». Pausa ad effetto, poi la conclusione: «Silvio mi rispose: 'Se insiste ancora, lascio il governo e resto alla Farnesina...».
LA FED - Berlusconi scherza anche sui temi politici ed economici. Assicura che «il gradimento verso il presidente del Consiglio è al 72,% mentre il governo al 50% di consensi. Si tratta di percentuali bulgare e che ora si può andare solo in discesa, ma spero che questo non succeda». Poi spiega come è andato veramente il vertice europeo di Bruxelles: «Grazie al fatto che non dormiamo abbiamo prevalso su quelli che si sono abbioccati». Non manca una critica alla Federal Reserve: «Ha abbassato i tassi a zero. E questo, se vogliamo fare una battuta, significa che in questa fase il capitalismo non rende niente: siamo al comunismo!».
DATI - Poi Berlusconi ribadisce che per superare la crisi serve ottimismo. Guai a dire che le cose vanno male innescando un circolo vizioso che poi porta davvero a scendere la china, afferma il premier, spronando a spargere fiducia e a non far circolare dati negativi. Compresi quelli messi nero su bianco dal Centro Studi di Confindustria su crisi economica e disoccupazione. «Io non renderei note queste cose» dice il Cavaliere.
18 dicembre 2008
domenica 30 novembre 2008
«Invalido dopo un crac al ginocchio»
Roberto Castelli, 62 anni, ex Guardasigilli ora sottosegretario alle Infrastrutture, racconta a Ok La salute prima di tutto in edicola i suoi problemi con un ginocchio. «Non è tanto il dolore, perché in questi anni la soglia di sopportazione si è alzata, ma le privazioni. Niente più montagna, la mia grande passione. L’ultima volta che tra fitte varie sono arrivato in cima, non riuscivo più a scendere: è stata quasi una ritirata in Russia. Niente bicicletta, perché non piegando il ginocchio non posso pedalare. Niente più lunghe passeggiate, niente sciate in libertà, non parliamo poi del pallone ». E i medici ormai gli suggeriscono tutti la stessa cosa: «Deve fare la protesi». Tutto è cominciato nel 1977, a una partita di pallone. «Un giocatore avversario mi cade addosso con tutto il suo peso. Il ginocchio mi si gira all’indietro, sento un dolore terribile, insieme a un crac, come di un ramo spezzato. Sconquasso totale dei legamenti e del menisco». Subito dopo, l’operazione per ricostruire l’articolazione, sei mesi di gesso, una lunga riabilitazione e la sentenza: la gamba funzionerà al massimo per vent’anni. «Fino al 1997 vivo come se nulla fosse successo, facendo ogni tipo di sport. Poi, allo scadere dei vent’anni, una cadutina banale e l’inizio del calvario. Rigidità di movimento e tanto dolore, così forte da togliere il respiro ». Castelli non si finge ottimista. «Ogni giorno di più un movimento di meno, la sensazione di insicurezza e la consapevolezza che andrà sempre peggio». Ma è capace di scherzarci su: «Mi sento come la Sirenetta di Hans Christian Andersen, che dopo la separazione della coda a ogni passo aveva la sensazione di camminare su punte taglienti e coltelli affilati».
R.I.
Pd, D'Alema: "Serve un chiarimento ora mi impegnerò di più nel partito"
ROMA - Se non è una candidatura alla segreteria del partito in vista del prossimo congresso, poco ci manca. "C'è bisogno di rilanciare, dare vigore alla proposta riformista del Pd", spiega in un'intervista al Tg1 Massimo D'Alema, e "anche io mi impegnerò di più". "Se posso fare una nota autocritica - aggiunge - credo forse di non aver fatto abbastanza fino ad oggi di quello che si poteva fare per il Pd".
Per D'Alema "c'è bisogno di un chiarimento politico", ma "è importante che lo si faccia, discutendo con franchezza, con serenità". Poi, riferendosi probabilmente al putiferio scoppiato per i "pizzini" passati durante una trasmissione televisiva dal suo fedelissimo Nicola Latorre all'esponente del Pdl Italo Bocchino, l'ex ministro degli Esteri sottolinea: "Io non amo le polemiche e devo dire che, anzi, mi ha amareggiato una polemica personale, aspra, tanto più spiacevole perché condotta in mia assenza, visto che mi trovavo all'estero per una missione internazionale".
(29 novembre 2008)
sabato 29 novembre 2008
Berlusconi ai suoi: non andate da Crozza
IL CORRIERE DELLA SERAROMA - Un invito rivolto da Silvio Berlusconi ai ministri del suo governo a non partecipare a trasmissioni televisive dove manca il contraddittorio. Questo il piccolo fuori programma nel corso del Consiglio del ministri, durante il quale il premier, hanno raccontato alcuni dei presenti, avrebbe fatto riferimento esplicito al comico Maurizio Crozza e al suo Crozza Italia Live, in onda su La7. In particolare Berlusconi avrebbe messo in evidenza la difficoltà degli ospiti nel poter rispondere alle domande del comico, avendo pochi secondi a disposizione, a differenza invece del conduttore che ha una settimana di tempo per preparare quesiti con cui mettere in difficoltà, di volta in volta, i diretti interessati.
«PRESIDENTE, VENGA LEI»- Pronta la replica di Crozza. «Ringrazio il presidente del Consiglio che, nonostante tutte le cose importanti che ha da fare, trova sempre un minuto per me, è davvero carino», ha detto ironizzando il comico. «In ogni caso - ha aggiunto - non voglio sfuggire al dibattito, riconosco che è vero: io preparo le domande con anticipo e un povero ministro deve rispondere al volo. Gli verremo incontro: domenica prossima, in diretta - ha annunciato il conduttore di Crozza Italia Live - farò qualche domanda a Berlusconi, e lui avrà una settimana per pensare alle risposte. Lo aspettiamo dunque in diretta la domenica successiva, 7 dicembre, ultima puntata di Crozza Italia Live. Venga, Presidente!» ha concluso.
ARTICOLO 21 - Commento sul filo dell'ironia da parte del portavoce di Articolo 21, Giuseppe Giulietti. «Si è sparsa la voce che il premier Berlusconi avrebbe consigliato ai suoi ministri di non andare come ospiti alla trasmissione di Maurizio Crozza su La7 perché fa domande sgradite. Non c'è bisogno di attendere la solita smentita, perché non vi è dubbio alcuno che questa frase sarà stata pronunciata da un suo un cattivo imitatore» ha detto Giulietti. «Siamo certi - ha aggiunto - che lunedì prossimo sarà lo stesso Berlusconi a recarsi negli studi di La7 per rispondere alle domande di Crozza. Sarebbe infatti davvero grave - ha concluso - se il premier invece di occuparsi della crisi e della recessione occupasse il suo tempo per prendersela di volta in volta con i conduttori televisivi».
28 novembre 2008








