venerdì 25 febbraio 2011
martedì 1 febbraio 2011
mercoledì 8 settembre 2010
martedì 12 gennaio 2010
martedì 8 dicembre 2009
venerdì 31 luglio 2009
martedì 16 dicembre 2008
Littizzetto, regina della satira
Luciana, cominciamo dalla tv.
"Spero che ci lascino lavorare, non ci sono complotti da nessuna parte. Il più delle volte se uno di sinistra va a parlare in tv porta voti alla destra, e chi è di destra porta voti alla sinistra: si danneggiano da soli. Pazzesco: inviti un Nobel e nessuno se ne accorge, arriva il sottosegretario alla sottominchia e giù polemiche".
Si può parlare di qualsiasi argomento?
"Non ho soluzioni e non pretendo di averne, vorrei sottolineare l'inversione di ruoli: comici che fanno i politici e politici che usano il linguaggio dei comici, cosa molto pericolosa. I politici devono essere persone a cui prestiamo attenzione perché sono autorevoli".
Lei davanti a cosa si ferma?
"Non si può ironizzare sulla cronaca. È la vita delle persone, diventi cinico e non è la mia cifra, non ho la cattiveria nel Dna".
Però non le manda a dire.
"Mi viene lo sberleffo, è vero, ma l'aggressione no".
Da un po' si occupa molto di cacca.
"Di cosa posso parlare? La politica è campo minato, la chiesa non ne parliamo. Per far ridere la cacca non fa male a nessuno, non a caso i bambini appena la nomini si sbellicano. Inquieta i puristi, che immagino non la facciano mai. Sa cosa diceva mia nonna? Al è al tun ca fa la müsica, è il tono che fa la musica. Benigni ne è la prova".
Si riferisce al famoso duetto con la Carrà?
"Certo: elencava tutti i sinonimi della passera, ma quando pensi a una cosa volgare non pensi mai a quello. Chapeau, dalla sua bocca può uscire tutto, e quando deve essere alto, è alto".
A proposito, lei ha ribattezzato l'organo femminile Jolanda, quello maschile Walter. Ha più incontrato Walter Veltroni?
"Non l'ho incontrato... Abito a Torino e incontro Chiamparino, che si chiama Sergio, però ci sono alcune Jolande e alcuni Walter che mi fermano: "Abbi pietà di noi, ci prendono in giro tutti".
Scrive nel libro: "Piuttosto che fare l'amore col proprio uomo certe donne preferirebbero scalare il Monviso con le infradito".
"È così. La verità è che non ci manca il desiderio del walter, quello che non desideriamo più è il portawalter. Ora hanno inventato la pillola che riaccende il desiderio. Sa cosa devono fare per riaccendere il desiderio? Inventare una pastiglia che ci renda orbe. Così non vediamo più gli uomini mentre fanno boiate. Il desiderio ci va via, non è una roba fisiologica ma mentale. Ma ha letto di Berlusconi?".
Che ha detto?
"Berlusconi vuole farci arrivare a 120 anni. Bene: la prima comunione a 40 anni, il primo bacio a 50, mi sento già rovinata così, ma lui ci arriverà. Piega le corna delle mucche a mani nude".
Cosa risponde a chi l'accusa di fare "satira da massaia"?
"È un grande complimento, è la lettura delle cose che fanno le persone normali e comuni. "Normale" e "comune" sono bellissimi aggettivi. Non vuole dire essere persone stupide, ma persone che si fanno domande e cercano di darsi risposte. Senza essere Marzullo. Non è tutto bianco o nero. Il beige e il grigio non sono sempre segno di mestizia, ma segno che siamo diventate più sagge".
A Che tempo che fa, Fazio fa il saggio, lei la spericolata.
"Il comico ha bisogno di una spalla e Fabio è perfetto. Sta al gioco quando improvviso, più si preoccupa e si dispera, più aumenta l'effetto comico. Ma, comici a parte, da noi puoi vedere persone che non si vedono mai: io ho capito il senso e la violenza della guerra solo da Mario Rigoni Stern, ho capito la potenza del male dai suoi occhi che ancora non si erano rassegnati, la guerra te la porti dentro".
Poi ci sono i divi.
"Clooney l'ho mancato, lo scrivo nel libro, sapevo che sarebbe venuto e per sessanta giorni ho fatto i piegamenti sui seni per fortificarli. Fabio i figaccioni li mette al sabato. Mickey Rourke è un gatto del Colosseo, pazzesco, disperato, mi è proprio piaciuto ".
La tv lascia il segno?
"La televisione non ti cambia mai, ti rilassa, ti fa passare il tempo, ma è difficile che ti cambi, invece il cinema sì. Ti cambia".
C'è una frase che apre "La Jolanda furiosa": "Devi sapere cosa vuoi altrimenti devi prendere cosa viene".
"Vado al ristorante cinese a Torino, era scritta nel menù. Una folgorazione. È così per tutto: eutanasia, testamento biologico... Uno diventa ministro, ha ancora il flûte in mano e con la Bic firma la riforma. Ma fatti spiegare da quelli che ne sanno di più, no?".
(16 dicembre 2008)
giovedì 11 dicembre 2008
Guzzanti: «La mia satira? Con l'avvocato»
Tant'è, ma ha imparato a essere più prudente? «Le querele sono un mezzo di intimidazione, non si possono evitare e finora, in tribunale, ho sempre vinto, sia con Previti sia con Mediaset. Poi è venuto fuori il "caso" col Vaticano e quello con il ministro Carfagna. Di sicuro, ho imparato a prendere meglio la mira». In che senso? «Faccio leggere i testi prima all'avvocato, per trovare il modo migliore di dire ciò che voglio dire, con parole inattaccabili sotto il profilo legale. A volte l'avvocato prova a essere più restrittivo... ma con poco successo».
«Vilipendio» vuole essere uno sguardo satirico sull'Italia di oggi. Gli spettatori vengono accolti da un Berlusconi sdraiato sul letto dorato e con la corona d'alloro in testa: «Le signore spettatrici — avverte Sabina — sono però invitate ad andare da lui...». Accompagnata da due musicisti, l'attrice dà vita a una carrellata di personaggi noti e meno noti: dalla Finocchiaro a D'Alema, dall'Annunziata a Di Pietro. «Più che uno spettacolo è un programma — precisa — Cosa possiamo ancora dire in questo Paese? Cosa si può tollerare? A cosa ci siamo abituati? Mi pare evidente che stiamo prendendo una deriva autoritaria e l'idea è quella di far capire al pubblico i meccanismi con cui il dissenso viene schiacciato: in politica, nei media».
È per questo che la satira in tv non è più in buona salute, vedi lo show della Cortellesi...? «Questo della satira che non funzionerebbe più in tv è un dibattito inventato. I media definiscono satira certi programmi che satira non sono. Quello della Cortellesi non l'ho visto, ma so che c'erano degli sketch leggeri, generici... Non è in base a trasmissioni così che si può affermare che la satira politica non funziona. Crozza è più politico e va bene. Si può dire, semmai, che esistono prodotti più o meno riusciti. Ma la realtà è un'altra». Quale? «È che né io né Luttazzi né Grillo, anche se la gente vorrebbe vederci in tv, possiamo accedervi: a me è stato chiuso un programma ingiustamente e da allora non ho potuto più apparire sul piccolo schermo. E allora ecco che si prende come esempio negativo qualche programmino, ripeto, di altro genere, per sostenere che la satira non funziona. È un modo per impedire che si facciano certe trasmissioni, è censura: ti dicono non funziona e non si deve fare. C'era più libertà negli Anni '90...».
Si sente più libera sul palco? «Certamente, il teatro si fa in forma privata e nessuno ti può impedire di farlo». Non compare più in tv, anche se stasera dovrebbe affacciarsi da Santoro ad «Annozero», ma al rapporto diretto col pubblico Sabina non rinuncia. «Avere il pubblico dal vivo, che partecipa, fa il suo porco effetto!». In quale città si trova più a suo agio? «Non una, tante». Ma è vero che a Senigallia è stata contestata dagli studenti dell'Onda? «No. E non vorrei che questo episodio venisse strumentalizzato: non sono stata contestata dalla "piazza", le cose sono andate in altro modo. Poco prima dell'inizio dello spettacolo, i ragazzi di un centro sociale ci hanno chiesto se potevano leggere un loro comunicato sul palco. Per problemi organizzativi e non politici la produzione ha risposto che sarebbe stato meglio leggerlo alla fine. Loro temevano di avere meno visibilità, ma io comunque sarei rimasta sul palco. Hanno sfondato la sorveglianza e hanno letto il loro documento, tra qualche buuh! che veniva dal pubblico. Tutto qui. La verità è che io accolgo sempre i giovani, li faccio parlare, davanti ai miei teatri raccolgono le firme per le loro iniziative. Non chiedo la beatificazione, ma credo di essere una che dedica molto tempo all'impegno civile».
Emilia Costantini
11 dicembre 2008
venerdì 31 ottobre 2008
Sabina Guzzanti in tv dopo 5 anni. «Santoro, si contenga...»

IL CORRIERE DELLA SERA
ROMA - L'aveva annunciato dal suo blog: «Sono felice di annunciarvi in anteprima che ho registrato tre pezzi di Berlusconi per la puntata di Annozero di giovedì sera». Promessa mantenuta: Sabina Guzzanti è apparsa, nelle vesti del premier, durante il programma di Santoro.
CORONA D'ALLORO - Vestita in doppiopetto, ma con una vistosa corona imperiale di alloro dorato sulla testa, la Guzzanti ha parlato delle proteste contro la legge Gelmini («se dico queste cose della polizia non voglio far sembrare gli studenti violenti, sono io che voglio sembrare violento...», ha detto l'attrice imitando la voce del premier), poi dei suoi alleati («Dio li fa e io me li accollo...»). Infine la Guzzanti ha scherzato simulando dei dietrofront immediati di dichiarazioni del premier: «Io li odio i politici e non vada in giro a dire che li odio perché non è vero».
SAVIANO-MANGANO - Nel secondo interventola Guzzanti, sempre nei panni di Berlusconi, se la prende con Santoro. Prima facendo il gesto dell’ombrello, poi alzando il dito medio. «Santoro si contenga - tuona il finto premier - lei ha fatto il 20% senza invitare uno dei tanti sottoscritti che ci sono in giro. Dirà che io sono sempre invitato, ma io non vengo. Lei fa un uso criminoso della tv. Io adesso vengo nel suo programma e le faccio calare l’ascolto stando zitto». Poi un accenno all'autore di Gomorra: «Se dite che Roberto Saviano è un eroe, allora dovete dire anche che Mangano è un eroe: è la regola del pluralismo». Dalla Guzzanti-premeir un affondo sul Pd: «Hanno il diritto di fare opposizione, non ho mai detto che non hanno diritto. Ma anche noi abbiamo diritto a non avere un’opposizione e anche questo diritto va tutelato».
RAIOT - Questo il ritorno della Guzzanti, dopo cinque anni di assenza. Era il novembre del 2003 quando del programma Raiot andò in onda soltanto la prima delle cinque puntate previste per la protesta politica che ne scaturì. Da allora l'autrice ed attrice ha lavorato in teatro ed ha realizzato il film di satira, ma anche di denuncia politica, Viva Zapatero (2005). L'ultima delle sue uscite pubbliche, alla quale sono seguite molte polemiche e una querela da parte del ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna (che le ha chiesto un milione di euro di danni), è stata quella della manifestazione di Piazza Navona del luglio scorso. In questi giorni l'attrice è impegnata nelle prove del suo nuovo spettacolo, Vilipendio Tour - parte 3, al via il 4 novembre dal Teatro civico di La Spezia.
30 ottobre 2008
mercoledì 29 ottobre 2008
mercoledì 10 settembre 2008
La procura vuole processare la Guzzanti

Il Corriere della Sera
10 settembre 2008
GRILLO «ARCHIVIABILE» - Il pm Angelantonio Racanelli ha invece chiesto al gip di archiviare la posizione di Beppe Grillo che, sempre nella stessa manifestazione, aveva sarcasticamente criticato il comportamento del presidente della Repubblica in relazione alla firma del cosiddetto Lodo Alfano. Per quanto riguarda Grillo la procura ha ritenuto che esisteva il diritto di satira. Al vaglio del procuratore Giovanni Ferrara e del pm c'erano i filmati degli interventi, tra gli altri, di Sabina Guzzanti e Beppe Grillo, fatti durante la manifestazione.
LA PAROLA AD ALFANO - Sarà poi il ministro della Giustizia adesso a dover autorizzare, secondo quanto previsto dall'articolo 290 del codice di procedura penale e del concordato tra Italia e stato del Vaticano che equipara la figura del pontefice a quello del Capo dello Stato, lo svolgimento delle indagini nei confronti di Sabina Guzzanti.
DI PIETRO: «NO, E' SATIRA» - In difesa di Sabina Guzzanti è intervenuto Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, anch'egli tra i protagonisti della mobilitazione di piazza Navona.. «L'onore ed il prestigio del Pontefice, al quale va il mio massimo rispetto, a mio avviso, non sono calpestati dalla satira della Guzzanti che, proprio in quanto satira, va presa per quel che è» ha detto l'ex pm. «L'offesa - ha aggiunto - arriva tutti i giorni da coloro che predicano bene e razzolano male, che corrompono i testi ai processi e poi vanno a baciare la mano al Pontefice, che rubano e non vogliono farsi giudicare, che vanno a messa la domenica e ai bordelli il lunedì, che danno Gesù Cristo sull'altare e si prendono i bambini in sacrestia. Guzzanti è invece solo una donna libera, che ha liberamente espresso il suo pensiero. Si può condividere o non condividere, e neanche io l'ho condiviso quel giorno, ma solo ai tempi dell'olio di ricino chi la pensava diversamente finiva in galera. Ma si sa essere una donna libera ai giorni nostri è un reato!».
sabato 16 agosto 2008
(Ri) Vestire gli ignudi

Riccardo Marassi
dal suo blog
Innanzitutto perché penso che cose ben più gravi vengono fatte al nostro patrimonio artistico, ma soprattutto perché ritengo che nulla possa meglio rappresentare Silvio Berlusconi che una "verità svelata" e successivamente "rivestita".
Anzi, trovo addirittura provocatorio che si voglia imporre "la nuda verità" come sfondo a un signore che va in giro con dei capelli finti, una faccia posticcia e un paio di rialzi nascosti nelle scarpe.
Oltretutto anche la linea di governo del Cavaliere non fa eccezione alla regola che vuole la verità prima svelata (Prodi era quello che metteva le mani nelle tasche degli italiani) e poi frettolosamente occultata (questo governo sta aumentando le tasse e senza neanche la prospettiva di abbassarle successivamente, visto che di lotta all'evasione non se ne parla più).
Da questo punto di vista l'opera di Tiepolo così rivisitata racconta molto più da vicino qual è l'approccio alla verità degli abitanti del nostro disastrato Paese.
All'italiano medio non interessa la verità e la preferisce rivestita con le più rassicuranti bugie.
Si sente ben governato se al governo c'è chi aumenta le tasse ma gli consente di evaderle, se chi governa sbandiera lo spauracchio della "tolleranza zero" contro l'illegalità e però abbatte il pugno di ferro solo sugli immigrati che rovistano nei cassonetti, risparmiando i bravi figlioli che si ubriacano in discoteca e poi massacrano la gente correndo a 160 sulla macchinina regalata dal papà.
Se finalmente ci si può occupare a tempo pieno dei cazzi propri senza che qualcuno (quasi sicuramente un comunista) si affacci dalla tv e ti faccia sentire in colpa perché qualcun'altro muore in un cantiere.
Anzi, che sia proprio la tv a stabilire finalmente la verità! (in fin dei conti se uno ne possiede tre dovranno pur servire a qualcosa).
Così ecco che la tv diventa l'arbitro indiscusso per stabilire una volta per tutte che grazie al giro di vite nei confronti di rom e immigrati siamo più sicuri, che grazie alla manovra economica (che non è una vera manovra economica) l'economia va meglio, che dopo 199 giorni di governo berlusconiano il Paese può farcela e che finanche Napoli è più pulita.
Di rimando io proporrei di rivestire anche il dipinto originale di Tiepolo e magari cambiargli coerentemente il nome.
Invece che "La verità svelata dal tempo" potremmo ribattezzarlo più sinteticamente "Telegiornale".
sabato 26 luglio 2008
Buona notte, Ostellino

Marco Travaglio
L'Ora d'aria
L'Unità
25 luglio 2008
giovedì 24 luglio 2008
COLPIRNE DUE PER EDUCARLI TUTTI

Marco Travaglio
L'Ora d'aria
L'Unità
24 lugLio 2008
Riforma sintetizzata dal cosiddetto ministro Rotondi con l’icastica frase “colpire un magistrato per educarne cento”. Il giorno scelto per trasferire la Forleo da Milano non poteva essere più azzeccato: mentre Tavaroli rivela a Repubblica i ricatti che regolano la politica e l’economia, mentre il Cainano si blinda dai processi come la regina d’Inghilterra (che però non ha processi) e mentre s’annuncia il festoso ritorno dell’immunità parlamentare, la gip che osò intercettare i furbetti del quartierino e i loro santi protettori trasversali sparsi fra Bankitalia, Palazzo Grazioli, Pontida e il Botteghino viene espulsa dalla sua sede naturale. Anche il voto al plenum è emblematico: tutti d’accordo, come già per De Magistris, destra e sinistra, laici e togati (a parte, per la Forleo, quelli di MI). Con i complimenti del Giornale, per la penna del rubrichista con le mèches: avrebbe preferito il suo licenziamento, ma per ora s’accontenta, poi magari ci pensa Brunetta.
martedì 22 luglio 2008
IMMUNODELINQUENZA ACQUISITA

Marco Travaglio
L'Ora d'aria
L'Unità
17 luglio 2008
lunedì 21 luglio 2008
CIALTRONERIE
L'ESTREMO OLTRAGGIO

Marco Travaglio
L'ora d'aria
L'Unità
18 luglio 2008
Chi è Di Pisa? L’ex pm del pool Antimafia di Palermo che Falcone considerava l’autore delle lettere anonime del “corvo” nei mesi dei veleni a palazzo di giustizia. Lettere che accusavano Falcone e De Gennaro di manipolare i pentiti e di aver addirittura consentito a Totuccio Contorno di tornare a Palermo per assassinare i nemici della sua famiglia. Per quelle lettere, Di Pisa fu processato a Caltanissetta: condannato in primo grado perché un’impronta rinvenuta sulle lettere del corvo corrispondeva in molti punti con la sua, prelevata di nascosto dall’alto commissario Domenico Sica su una tazzina di caffè. In appello fu poi assolto perché quella prova fu giudicata inutilizzabile.
Dunque, per la legge, Di Pisa è innocente. Ma, anche dimenticando quella vicenda, restano e pesano come macigni le terribili accuse lanciate da Di Pisa a Falcone nell’audizione al Csm il 21 settembre 1989, quando fu chiamato a rispondere della sua fama di “anonimista” impenitente raccontata da alcuni colleghi (e subito dopo fu trasferito d'ufficio dal Csm per incompatibilità ambientale).
Quel giorno Di Pisa dichiarò quanto segue: “Disapprovo la gestione dei pentiti e i metodi d’indagine inopinatamente adottati nell’ambiente giudiziario palermitano (…), una certa concezione di intendere il ruolo del giudice e lo stravolgimento dei ruoli e delle competenze istituzionali (…), l’interferenza del giudice con la funzione dell’organo di polizia giudiziaria (…). Falcone prese contatti e impegni con le autorità americane a titolo non si sa bene come, concernenti provvedimenti di competenza della corte d’appello (....) Il GI (Falcone) si trasforma anche in ministro di Grazia e giustizia (…). Emerge la figura del giudice ‘planetario’ che si occupa di tutto e di tutti, invade le competenze, ascolta i pentiti e non trasmette gli atti alla Procura (…), indaga al di là di quello che è il processo (…). Una gestione dei pentiti familiare e gravemente scorretta, per non usare aggettivi più pesanti (…). Falcone portava i cannoli a Buscetta e Contorno (…), un rapporto confidenziale, una logica distorta tra inquirente e mafioso (…). Falcone fece pervenire tramite De Gennaro a Contorno e Buscetta i suoi complimenti per il modo sicuro in cui si erano comportati (al maxiprocesso, ndr). Voleva un ruolo passivo per il pm che assisteva agli interrogatori (…). La gestione dei pentiti e il contatto con gli stessi è stato sempre monopolio esclusivo del collega Falcone e di De Gennaro (…). Io avevo manifestato una differenziazione tra una posizione garantista e quella sostanzialista (di Falcone, ndr). Per carità, non voglio insinuare nulla, ma in tutti gli interrogatori dei pentiti, di Buscetta, di Contorno, di Calderone, non vi sono contestazioni: tutto un discorso che fila, mai un rilievo, mai una contraddizione fatta rivelare dall’imputato”.
E ancora: Di Pisa accusò Falcone di condotte “di inaudita gravità” e di “stravolgere le regole e le competenze istituzionali”, nonché di “intrecci e alleanze con i giornalisti”. Accuse che toccheranno, uguali identiche, ai successori di Falcone, cioè a Caselli e ai suoi uomini, ai quali verrà addirittura rinfacciata “l’eredità di Falcone”, divenuto - dopo morto ammazzato - un cadavere da gettare addosso a chi aveva raccolto la sua eredità. Ora si fa un altro passo indietro: si premia chi quelle accuse lanciava non a Caselli e agli altri pm antimafia che hanno avuto il torto di restare vivi, ma all’eroico Falcone. Del resto, oggi, il nuovo eroe è Vittorio Mangano.
sabato 19 luglio 2008
LUI LO SA

Marco Travaglio
L'Ora d'aria
L'Unità
19 luglio 2008
Anche stavolta ci dev’essere qualcosa di grosso che bolle in pentola. Qualcosa che non coinvolga solo lui - ormai immune - ma anche qualcuno dei suoi complici sparsi per il mondo. Qualcosa che rende urgenti, anzi obbligate due controriforme sommamente impopolari: basta intercettazioni, basta inchieste sui politici e i loro amici. Noi non sappiamo ancora chi, cosa, perché. Lui sì.
lunedì 14 luglio 2008
IL LODO MANGANO

Marco Travaglio
L'Ora d'aria
L'Unità
12 luglio 2008




