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martedì 16 dicembre 2008

La nuova BMW Z4: classe infinita, tre motori 6 cilindri

LA STAMPA
15/12/2008


BMW aggiorna il fascino e la classe della sua roadster Z4 che sarà presentata in anteprima mondiale al Salone di Detroit tra circa un mese. Rispetto alla versione precedente, le dimensioni esterne sono cresciute solo leggermente (è lunga 4,239 metri, larga 1,79 e alta 1,291 metri), ma sono nettamente migliorati il comfort interno e la capacità di carico. La nuova generazione non sarà più prodotta nell'impianto americano di Spartanburg (che diventerà la culla della gamma X degli Sports Activity Vehicle), ma in quello tedesco di Regensburg insieme alla Serie 3 ed alla Serie 1.


La rinnovata Z4 abbina i vantaggi della moderna arte ingegneristica di Monaco con i valori tradizionali della roadster BMW, la cui storia risale agli anni trenta. Esteticamente si caratterizza per il cofano motore dalla linea slanciata, i grandi passaruota, l'inconfondibile modulo anteriore basso e la coda che esalta la larghezza. L'hard-top a scomparsa è ad azionamento elettroidraulico con il processo di apertura e chiusura che richiede 20 secondi. La linea della coda è più bassa e più piatta grazie all'alloggiamento poco ingombrante degli elementi del tetto nel vano, il volume del bagagliaio è compreso tra 180 e 310 litri.


All'interno, sono sensibilmente cresciuti lo spazio per la testa e quello per i gomiti. Spiccano inoltre la qualità dei materiali pregiati e di tutta la lavorazione a bordo, oltre alla configurazione della plancia portastrumenti rivolta leggermente verso il guidatore. Sulla nuova Z4, inoltre, esordisce il sistema di comando BMW iDrive (prima volta su una roadster), fornito in combinazione con il navigatore Professional (disponibile come optional).


Al momento del lancio, la BMW Z4 sarà disponibile con i motori 6 cilindri 2.5 da 204 CV e 3.0 da 258 e 306 CV, tutti griffati S-Drive. Il top di gamma è naturalmente la S-Drive 35i con il propulsore biturbo che in opzione può essere abbinato al cambio a doppia frizione M-DCT a sette rapporti e che consente alla BMW Z4 di accelerare da ferma in 5,1 secondi. La trasmissione di serie è manuale a sei marce o automatica sportiva a sei rapporti con Steptronic.

giovedì 13 novembre 2008

Ecco il limitatore di velocità Si adatta a tutte le auto

LA REPUBBLICA
di VINCENZO BORGOMEO


Limitatore di velocità per le auto: se ne è discusso all'infinito ma sempre in linea teorica. Ora siamo ad una svolta: arriva un dispositivo che costa poco (500 euro montaggio copreso), che è già in vendita presso le principali officine specializzate e che - soprattutto - si adatta a qualsiasi auto, purché sia dotata di iniezione (in pratica su tutte le auto dal '93 a oggi).

L'idea arriva dalla VDO, Azienda di elettronica del Gruppo Continental, che ha fatto tesoro dell'esperienza maturata con i limitatori di velocità già normalmente installati sui veicoli commerciali e che ha realizzato un congegno in grado di adattarsi a qualsiasi auto. Battezzato "Pedal Interface", come suggerisce il nome è in pratica in un dispositivo elettronico interposto tra il pedale dell'acceleratore e l'unità di gestione del veicolo. Un sistema che si può configurare a piacere grazie a uno particolare software in grado di attivare o gestire tutte le funzioni del sistema, tra cui anche quelle che riguardano la limitazione della velocità massima raggiungibile.


Il Pedal Interface infatti riesce anche a gestire il Cruise Control (il sistema per il mantenimento di una velocità costante) a piacimento e in più attraverso la funzione "Limitazione della Velocità Variabile", rende possibile impostare manualmente il valore di velocità limite del tratto stradale che si sta percorrendo. Per ora il sistema quindi è tarato per essere gestito a piacere dall'automobilista con una particolare chiave: il cliente può limitare temporaneamente la velocità massima del veicolo, aumentandone quindi la sicurezza per affidarla a un figlio.

Viceversa disattivandolo tramite la stessa chiave, l'auto non avrà limitazioni di velocità. La velocità massima è quindi impostabile via software in fase di installazione e modificabile a seconda delle esigenze. Ma se il Pedal Interface dovesse diventare obbligatorio per legge potrebbe essere facilmente bloccato perché il software di gestione è già tarato per memorizzare in modo indelebile qualsiasi eventuale manomissione non autorizzata e quindi segnalare le violazioni sulle impostazioni prefissate. Ma le questione è sempre la stessa: sareste disposti a farvi bloccare la velocità massima della vostra auto da una legge? Ora che tecnicamente si può, e visto che i camion sono autolimitati da anni, la questione diventa seria...

(13 novembre 2008)

lunedì 10 novembre 2008

Ho guidato una strega

LA REPUBBLICA
di VINCENZO BORGOMEO

Stai per uscire dal cancello di casa e una doppia telecamera inquadra quello che succede in strada, sia a destra che a sinistra, molto prima che tu riesca a vedere qualcosa. E appena inizia il viaggio un sofisticato sistema riesce a leggere i cartelli stradali che indicano i limiti di velocità e segnala al pilota il da farsi. Parte così la prova su strada di una delle auto più incredibili della storia, la Bmw Serie 7, una specie di iPhone a quattro ruote.

La straordinaria elettronica di bordo, infatti, non finisce qui: il navigatore satellitare regala immagini tridimensionali dei palazzi, se un'auto sta per sorpassarti nel momento in cui finisce nel famoso angolo buio (di tre quarti posteriore) si accende una spia sullo specchietto retrovisore, se l'auto devia dalla carreggiata una vibrazione del volante ti avverte, mentre il controllo automatico della distanza di sicurezza ora è in grado di arrestare completamente la macchina se chi precede si ferma di colpo. Per non parlare poi del sistema di visione notturna a telecamere termiche che scova i pedoni dove i fari non arrivano.

In più il pilota può selezionare diverse modalità di funzionamento (normale, sport o comfort) agendo su un semplice tasto che adegua di colpo cambio, sterzo, acceleratore, sospensioni e controllo di stabilità alle mutate esigenze. Una magia, appunto, che trasforma radicalmente questo gigante della strada adattandolo ai gusti del pilota. Ma l'elenco delle sue caratteristiche elettronico non è ancora infinito al punto che per spiegarlo nel migliore dei modi a chi dovrà guidare questa strega a 4 ruote è stato inserito un libretto di uso e manutenzione elettronico, proprio come fa Windows: se non riesci a capire come azionare una funziona basta selezionare "guida" (a proposito, il nuovo sistema iDrive, quella rotella al centro della plancia che comanda tutto, è stato profondamente rivisto e ora ha alcuni pulsanti eterni per tornare indietro più facilmente) e sul display da 10,2 pollici compaiono tutte le informazioni richieste.

In ogni caso tutto è memorizzato nella chiave. Anzi nelle chiavi che ovviamente sono sensori di prossimità e sono in grado di adeguare le impostazioni desiderate (dalle stazioni radio alle posizioni dei sedili) a seconda se in auto entri il marito o la moglie.

E visto che i ricchi sono spesso sbadati, attraverso una serie di codici (tipo bancomat) con una semplice telefonata si può far sbloccare da Monaco di Baviera, via etere, la chiusura centralizzata della macchina, nel caso qualcuno dimentichi le chiavi in auto e chiuda la macchina. C'è anche il collegamento fisso al web. Peccato che in Italia, per i soliti malefici problemi legati all'accordo con la compagnia telefonica, non sia ancora disponibile. Potremmo andare avanti all'infinito con le diavolerie elettroniche perché ce ne sono ancora a bizzeffe. Tanto per capirci, qui ci sono 70 centraline elettroniche...

Il punto è che a forza di parlare di elettronica si finisce per trascurare la vera anima di questa macchina che - come in tutte le Bmw che si rispettino - non sono i gadget ma è la dinamica di marcia. Già la versione 'base', si fa per dire, sfoggia 245 Cv. Sono quelli della 730 diesel, che poi diventano 326 per la 740 benzina e addirittura 407 per la 750 V8. Ma proprio la diesel, la più adatta al mercato italiano alla fine è la più equilibrata: il motore è prontissimi, reagisce come un fulmine ai comandi del gas ed è sempre "pronto" grazie a una bella coppia. Silenziosissimo e perfino parco nei consumi (la casa dichiara 7,2 litri per 100 km, che ovviamente sono falsi ma che comunque visto che tutte le case barano sono comunque indicativi...) questo motore insomma ha il 6% di potenza in più rispetto al precedente ma consuma il 10% in meno. Ed emettere 192 g/km di C02.

Anche qui grazie alle diavolerie elettronica, ma per evitare di ricominciare con l'elenco torniamo alla dinamica di marcia: l'inserimento in curva (selezionando il modo Sport) è fulmineo e la macchina segue la traiettoria con un rigore impressionante: il passo di oltre 3 metri aiuta, si sa, ma una bella mano arriva anche dalle 4 ruote sterzanti che a bassa velocità girano in senso opposto, e alle alte in parallelo.

Un altro piccolo aiuto arriva anche dalla ricerca per contenere il peso: nonostante le mille diavolerie in più ora la serie 7 pesa 56 kg in meno del precedente modello. Per forza: porte, cofani e tetto sono ora di alluminio, mentre leghe speciali sono state usate a profusione su sospensioni e motori.
Il comfort in ogni caso è ai vertici: il motore sembra non dare segni di vita e spesso solo la lancetta del contagiri fa capire che il propulsore è acceso.

E ora veniamo ai prezzi: la versione passo corto va da 76.600 euro a 109, quella a passo lungo da 90 a 116. Ma fin qui nulla di nuovo. La cosa impressionante qui sono i volumi produttivi: dal '77 a oggi sono state prodotte 1,2 milioni di serie 7 e le stime di vendita del nuovo modello, per tutto il suo ciclo di vita di 7 anni sono di superare le 300 mila unità. Il che, tradotto in soldi, significa per Bmw un fatturato superiore ai 24 miliardi: ecco spiegato perché su una macchina del genere si possa spendere tanto in supertecnologia...
(7 novembre 2008)

lunedì 20 ottobre 2008

Bmw Serie 7, merita un 10

IL CORRIERE DELLA SERA

Sembra un transatlantico, fatto apposta per fare crociere in assoluto relax. La nuova Bmw Serie 7, argentea e filante, è molto diversa dall’antenata che manda in pensione. Cambia la coda, che tanto aveva fatto discutere per quell’appendice sul bordo del cofano, che poi in molti hanno copiato, cambia il muso con i due reni che hanno caratterizzato le automobili della casa di Monaco ancora più imponenti e con una presa d’aria orizzontale, evidente e funzionale, che corre da un lato all’altro della macchina. Il cofano è lungo e solcato da una specie di V che ne aumenta il carattere, i fari nella cupola in policarbonato sono singoli con due file di Led che squarciano il giorno e la notte. La fiancata è mossa da un gioco di forme concave e convesse, luci ed ombre che paiono esaltare i muscoli di un atleta. Un’ammiraglia vera che, nonostante le dimensioni generose, dà un’impressione di dinamismo, di forza, di sportività. Salire e sedersi al posto di guida non dà brividi ma fa sentire subito a proprio agio. Non c’è bisogno della chiave, la Serie 7 riconosce il suo proprietario e gli apre le porte.


E se si è in un parcheggio buio, basta premere un tasto del telecomando e le luci interne si accendono facendola immediatamente individuare. La porta si chiude da sola, non appena viene avvicinata al montante centrale, e la regolazione del sedile è da sballo: supporto spalle, supporto lombare, poggia cosce lo fanno aderire al corpo come un abito di Caraceni. Il volante, perfetto per diametro e spessore, sembra un joystick, perché si può regolare in quattro direzioni: altezza, lunghezza, facendo andare la corona avanti e indietro. Un’atmosfera ricercata, fatta di morbide pelli e inserti pregiati, proprio quello che ci si aspetta da un’auto che richiede un investimento importante, da 76.600 a 109.950 euro, secondo l’abbinamento di motori e allestimenti, destinata a una clientela che la usa soprattutto per lavoro e per trarne un beneficio di immagine.

Con tali premesse parlare del comfort della Serie 730d, quella del test di Corriere Motori , appare quasi scontato. A questi livelli, lo spazio costa una cifra al cm quadrato tanto elevata che quasi nulla dovrebbe sorprendere. Eppure alcune soluzioni sono decisamente esclusive, come l’accoglienza riservata a chi si siede dietro, che può ricorrere a una miriade di accessori che innalzano il livello del viaggio, come il clima su misura o la disponibilità di una sofisticata sala multimediale con due monitor inseriti negli schienali delle poltrone davanti. E anche il pilota, proprietario o autista che sia, ha le sue soddisfazioni. I comandi sono tutti rivolti verso di lui e la parola d’ordine dei progettisti Bmw è stata «semplificazione delle numerose funzioni disponibili», per esempio, quelle di informazione, intrattenimento e comunicazione un tempo attivabili solo con la manopola dell’iDrive. Sulla quinta generazione di Serie 7 si trovano un buon numero di eccellenze tecnologiche, come l’Head-up display che proietta di fronte al guidatore, sul parabrezza, dati sul viaggio (velocità) e le informazioni fornite dal nuovo Night vision , il sistema a infrarossi che al buio identifica pedoni, animali, oggetti ai lati o sulla strada.

E proprio come sulla plancia di un transatlantico, un complesso sistema di microtelecamere osserva e riferisce tutto ciò che accade intorno alla vettura, anche chi si trova nell’angolo morto del retrovisore e sta per sorpassare, senza mai essere troppo invadente. Cosa si può dire del suo comportamento su strada? Che la 730d galleggia sull’asfalto come uno snow board sulla neve fresca e sa essere al tempo stesso autorevole e invitante. Che è un salotto viaggiante insonorizzato alla perfezione e di una maneggevolezza disarmante: si guida come un’utilitaria sebbene sia lunga oltre 5 metri. Il sei cilindri in linea turbodiesel di 3.0 litri, con una coppia di 540 Newton metro costante tra i 1.500 e i 3.450 giri, abbinato al cambio automatico a sei marce, spinge senza fatica questa vettura, che pesa quasi 2 tonnellate. Bassi i consumi, anche 13 km con un litro nel misto, e limitate le emissioni, grazie all’applicazione del concetto Bmw EfficientDynamics nella più recente evoluzione, realizzato con l’impiego esteso dell’alluminio, una ricerca aerodinamica raffinata e l’impiego di tecniche di combustione che sfruttano fino all’ultimo milligrammo il gasolio. E la tenuta di strada? Da prima della classe.

La Bmw ha deciso di stupire il mondo dell’auto montando sulla Serie 7 le quattro ruote sterzanti (Integral active steering ). Finora c’era stato un solo precedente in casa Bmw, con la 850 Csi coupé del 1992. Quando si va piano le ruote posteriori sterzano controfase per facilitare, per esempio, le manovre di parcheggio; in velocità mantengono la stessa direzionalità di quelle anteriori e si ottiene una migliore stabilità e maggior comfort per i passeggeri posteriori. Le quattro ruote sterzanti lavorano in combinazione con il Drive dynamic control , che consente di scegliere il comportamento della vettura tra quattro modalità: variare la risposta di motore, trasmissione, sospensioni e disattivare o meno il controllo elettronico della stabilità. Gli ingegneri tedeschi, tra le innovazioni più interessanti, hanno deciso di inserire un dispositivo in grado di rilevare la presenza di cartelli segnaletici e leggere i limiti di velocità della strada che si sta percorrendo. Una volta confrontati con quelli presenti nel database del navigatore satellitare, i limiti vengono proiettati sul parabrezza tramite l’Head-up display , un piccolo aiuto per non incorrere in salate multe e perdere punti della patente.

Paolo Artemi
16 ottobre 2008