Visualizzazione post con etichetta IL MANDI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta IL MANDI. Mostra tutti i post

venerdì 1 aprile 2011

Un'altra domenica

Un’altra domenica...

Ok. Comincia come al solito, sveglia, caffè, barba, ecc. ecc.

Capitolo uno, il bidone:

Giornata belloccia quindi esco abbastanza presto.
Accendo lo scooter, carico i sacchetti con la spazzatura, casco, guanti e si parte.

Arrivo al bidone dell’immondizia, l’unico nelle vicinanze, piccolo per le case che sono in zona, e di conseguenza pieno...
Pazienza, scendo dalla moto e “caccio” a forza i due sacchetti in mezzo agli altri, poi mi accorgo che in terra c’è né uno, non mio, mollato da qualche educato confinante, lo raccolgo e lo metto sopra gli altri, in equilibrio alquanto instabile, però ci sta.

Dimentico il cellulare, torno a casa per prenderlo, riesco dopo qualche minuto, nel frattempo un camioncino è arrivato per svuotare il cassonetto, che l’atletico autista sta portando verso il meccanismo che lo svuoterà, ma nel muoverlo il famoso sacchetto in bilico è caduto.
Pensate che l’operatore ecologico lo abbia raccolto?
Ingenui... lo ha lasciato a terra...
Da domani, anche se vuoto, la spazzatura la lascio a terra, vediamo chi si stufa prima.

Capitolo due, la nonnina:

Passo davanti al market, sbircio dentro, vedo che c’è poca gente ed allora entro.
In meno di cinque minuti prendo quello che mi serve e vado verso la cassa.

Davanti a me una vecchina che mi ricorda la Maga Magò, o la Margherita Hach, che tanto sono uguali.

Mentre svuota il carrello gli cadono due scatolette di piselli, che mi chino a raccogliere, e glieli passo.
Manco mi guarda, ne mi ringrazia, li mette insieme all’altra roba, si gira, dà una spinta al carrello che si ferma in mezzo agli scaffali, si rigira tranquilla a controllare il cassiere.

Gli faccio notare che il carrello è restato in mezzo, ma senza neppure guardare mi dice:
“se da fastidio qualcuno lo sposterà!”

Mentre la “signora” finisce di riempire le borse della spesa, il cassiere passa allo scanner la mia poca roba, e nel contempo gli chiedo:
“scusa, ma non gli dici niente del carrello?”
Mi risponde:
“cosa mi domandi?, non vedi che è vecchia?”
Rispondo:
“mi domando come abbia fatto ad invecchiare così tanto e non trovare nessuno che la facesse fuori prima!”

La “signora” alza la testa e mi lancia uno sguardo che pare dire “prima o poi crepi anche tu”
La guardo ridendo con uno sguardo che gli risponde “comunque poi, vecchia stronza”.
Mi viene voglia di prendere quei due barattoli di piselli e buttarglieli in mezzo alla strada mentre arriva un pullman.

Capitolo tre, il ciclista:

Mi viene voglia di un altro caffè, e mi dirigo verso il bar.
Parcheggio lo scooter e mi appresto ad attraversare la strada.

Non faccio neppure in tempo a mettere il naso tra due macchine parcheggiate, che un ciclista mi passa quasi sui piedi mentre supera a destra la colonna di auto ferme al semaforo.
Gli grido “ma stai attento”.
Mi grida, girandosi “vaffanculo, coglione”.

Non faccio in tempo a reagire che sento un rumore di ferraglia...
Il ciclista per gridarmi si è girato mentre il passeggero di un’auto in colonna ha aperto la portiera, destra, quindi verso il marciapiede, senza pensare che una volpe a due ruote sorpassasse a palla dalla parte sbagliata.
Gli è praticamente entrato in macchina...

Capitolo quattro, la sigaretta:

Prendo il caffè, con difficoltà, causa le risate che ancora mi sto facendo e mi fan tremare come un leghista davanti ad un vocabolario.
Il barista mi guarda con faccia interrogativa, ma non gli racconto niente, così impara ad essere berlusconiano.
Solo tragedie gli posso raccontare, per rovinargli la giornata, cose divertenti manco morto!

Pago, esco, mi fermo in mezzo ai tavolini per accendermi una sigaretta.
Si avvicina uno che mi chiede una “cicca”.

Gliela porgo, ne tiro fuori una per me, poi comincio a cercare l’accendino.
“Allora, mi fai accendere o no?”
Spompato, probabilmente reduce da qualche “discotecata”, ancora mezzo addormentato, il gentil fanciullo deve anche aver fretta, poveretto.

Ed allora nella mia innata bontà gli tolgo la “cicca” dalle labbra, la butto a terra, la calpesto per bene con una scarpa, e poi, con voce tranquilla come quella di sgarbi mentre “discute” con pietro ricca gli dico:
“vattele a comperare, brutta testa di cazzo!”

Devo averlo svegliato del tutto, perché è corso a comperarle!

Capitolo cinque, le rose:

Faccio per avviarmi verso casa ormai nervosetto, ho già messo il casco ed i guanti, quando mi si para un tizio, il classico tizio, con le rose.
Mi vuole vendere le rose a tutti i costi.

Gli dico che non mi interessano, che le ho già nel giardino, che le vende mio fratello, che mia moglie ha le doglie, che mia figlia è allergica, che il cane se le mangerebbe, che non ho più soldi, che ho fretta, che sta morendo mia suocera, che devo partire per l’afghanistan, che ho il sugo sul fuoco, ma niente, niente.
Insiste, insiste, insiste...

Mi innervosisco del tutto, gli strappo le rose di mano, gli stacco tutti i fiori dagli steli, metto in moto e me ne vado!

Faccio cinquanta metri, poi “pentito” torno indietro, lo trovo sconsolato a guardare quel che resta del mazzo, tiro fuori una banconota da cinque dalla tasca mia e lo infilo nella sua, sulla camicia, lo guardo e gli dico:
“e la prossima volta che mi rompi i coglioni, manco questi ti becchi!”

Torno a casa!
Mi aspetta ancora il pomeriggio, meglio stare a casa...
Meno male che domani è lunedì!

mercoledì 23 febbraio 2011

Domenica: che palle......

IL MANDI

E’ domenica……..

Capita, ogni settimana, che arrivi la domenica…..

Che palle. Potrei dormire fino a lunedì. Ma puntualmente mi sveglio alle troppo presto.
Perché? Boh? Abitudine…..

Ok, cominciamo questa inutile giornata, nella quale me ne succedono di tutti i colori.
Vorrei abolire la domenica, si lavora per undici mesi e poi si stacca la spina per un mese intero.
Lo so che non sarebbe possibile, però mi piacerebbe.

Comunque la giornata comincia alle poco prima delle otto, con un mal di testa che mi desta.
Scoperto l’arcano, anzi, l’arcane…..
Sto bastardo di quadrupede, un ratto ricoperto di pelo marroncino, mi ha tranquillamente dormito sugli zebedei, che a causa della legge sulla relatività, mi ha compresso alcune parti dell’apparato riproduttivo, causandomi logici traumi sulla scatola cranica, che, nonostante l’abbondante spazio vuoto, ha eccitato i pochi neuroni rimasti, innestando sinapsi inappropriate, portandomi ad eccessive pulsazioni sulle tempie.

Insomma, in parole povere (manco fossero ricche quelle precedenti) mi sono svegliato incazzato come il poco onorevole La Russa ad una trasmissione di Anno Zero!

Vabbè, ricominciamo la solita tiritera della domenica, cioè caffè, abluzioni, barba, doccia, cambio vestiti, ecc. ecc..

Esco, con l’apetta 50 turbodepressa, perché piove, ma la macchina è immancabilmente senza gasolio, e non ho voglia di andare a far rifornimento.

Mi fermo dall’edicola-tabaccaio, prendo il giornale e la quotidiana dose di ossigeno in pacchetto da 20.

Vedo uno che scarica tranquillamente nel cassone dell’apetta un sacchetto di spazzatura, come se fosse un bidone per l’immondizia.
Gli faccio notare che codesto mezzo non è uno di quelli della nettezza urbana…..
Mi guarda con occhietti appena svegli, e mi dice:
eccheccazzo, adesso la mattina devo pure stare a controllare quali sono i mezzi della nettezza urbana?
Respiro, conto fino a dieci, poi prendo il sacchetto dal cassone e glielo lancio contro, forse con troppa foga, infatti l’idiota barcolla a causa dell’urto.
Tenta una timida reazione, ma si vede che il mio andargli incontro lo spaventa, arretra dopo aver raccolto il sacchetto, e sparisce in mezzo a due macchine, dirigendosi verso il bidone.

Cominciamo bene……

Prevedo una giornata del cazzo, ed infatti la conferma ce l’ho quando entro nel bar pidiellino, per il solito cafè!

Siamo sotto elezioni, nel paesello dove devo per forza abitare, e la gente, manco si dovesse decidere per il bene dell’umanità intera, litiga per qualsiasi cazzata.

Una schiera di leghisti sta litigando, quasi al contatto fisico, con un paio di “comunisti”, che hanno avuto il coraggio di formare una lista, civica, contro il mafiosetto attualmente al governo (non proprio, in quanto essendo stato eletto per andar a far danni in regione, ha dovuto suo malgrado lasciar spazio ad un suo leccaculo per il governo del comune).

Cheffaccio? Ovviamente mi intrometto, cerco di calmar gli animi che invece si scaldano ulteriormente, arrivano spintoni, mi scappa, giuro, mi scappa una sberla a mano piena, prendo il primo che mi capita, che cade in terra, strano, manco era troppo forte, la sberla, si vede che è debole di natura.

Arrivano un paio di energumeni che mi placcano, mi bloccano fisicamente, ero in attesa di qualche pugno, bloccato ed indifeso….

Invece uno dei due mi sussurra in un orecchio:
forse è meglio che vai a casa…..
gli rispondo:
vado a casa quando è finita!
E’ finita, mi dice…..
Infatti son spariti tutti!

Mi chiedo:
ma si può andare avanti così?
Possibile che ci si debba accapigliare per qualsiasi cazzata?
Nei paesi del nord africa la gente muore, per difender le proprie idee e mandar a casa, meglio in galera, la gentaglia che li ha umiliati, spogliati ed impoveriti per decenni….
Noi siamo qui a dare e prender sberle per parole, parole, parole…..

Speriamo che si possa andar avanti a spinte e parole, ma la vedo brutta….

Torno a casa, non dico niente a mia moglie, che sta preparando il pranzo.
Accendo la tv, che straparla di SanRemo.
Ha vinto Vecchioni.

E mi sento più vecchio.

Speriamo che le mie figlie possano anche loro diventar vecchie in tranquillità!

mercoledì 26 gennaio 2011

L'EPOPEA DELLA PROSOPOPEA

Ero piccolino, con i calzoni corti…..
Insomma, magari tanto piccolo no, ed avevo già i calzoni lunghi…….

Ricordo però perfettamente la TV in bianco e nero.
Un cassettone in legno con le manopole da girare che facevano CLACK CLAK per cercare uno dei pochissimi canali che trasmettevano.
Ci si doveva alzare dal divano, per accenderlo e sintonizzarsi, e il babbo, da buon “democratico”, ci mandava sempre me!

Ogni tanto, se non sbaglio il sabato, c’era una specie di tribuna politica.
Ci partecipavano i politici.
Gli altri giorni probabilmente erano a svolgere il lavoro per il quale erano pagati ed erano stati scelti per farlo tra milioni di cittadini.

Sempre se non ricordo male si affrontavano due “rivali” alla quale era contrapposto il moderatore, che doveva probabilmente anche corrispondere al conduttore.

Non ricordo che gridassero.
Non ricordo che si parlassero addosso.
Non ricordo si sovrapponessero.
Non ricordo che dovesse intervenire eccessivamente il moderatore.
Non ricordo neppure il pubblico attorno.
Lo ammetto, non ricordo, in fondo son passato vari decenni.
Potrei andare a controllare su internet, ma preferisco affidarmi, con beneficio di inventario, ai ricordi.

Una cosa ricordo bene, in tutti i casi:
“si davano del lei, si rispettavano, chiedevano se potevano intervenire”

La sensazione che mi davano codesti politici era di gente umile, ma decisa, semplice, ma preparata, che si presentava davanti al pubblico, quindi agli italiani, di conseguenza ai probabile e sperati elettori, con il cappello in mano, a cercar di spiegare la loro posizione in contrapposizione a quella dell’antagonista.

“con il cappello in mano!”

Sono grande, quasi vecchio, pardon, anziano.
Insomma, vissuto, ma non troppo.
Ricordo, anzi, vedo, la TV a colori.
Il telecomando, consumato anche se nuovo, causa eccessivo numero di canali, troppi, a mio modesto parere, ci solleva dallo sforzo di alzarci per cambiar canale.
Ho i miei dubbi che questo sia un vantaggio….

Oggi non si affrontano dei rivali politici, ma dei “combattenti” di opposti schieramenti.
Hanno il pubblico, o meglio truppe d’assalto, dietro le spalle, pronti a fischiare l’avversario od applaudire il comandante.

Il conduttore è marginale, quasi sempre un accessorio, inutile.

Sbraitano, gridano, si insultano, si parlano addosso, arrivano quasi alla rissa, si sputtanano a vicenda, con la bava alla bocca e la pressione al limite, rossi in faccia e neri nel cuore!
Si danno tutti del tu, come in una grande famiglia di figli di…. sorvoliamo.

E non gliene frega niente se il telespettatore non riesce e non può capire, loro devono continuare il match perché per loro vince chi grida più forte e parla per ultimo mentre scorrono i titoli di coda.

Rispetto: zero
Serietà: zero
Domande: zero
Risposte: zero

Che fine ha fatto il cappello in mano?

Sono in video dalla mattina alla sera per tutto l’anno.
Ma sta gente non svolge il lavoro per cui li paghiamo profumatamente?

Le poche volte che interviene al microfono il pubblico, “loro”, gli “eletti”, gli si rivoltano contro dandogli del tu come se fossero carissimi amici ed apostrofandoli con aggettivi irripetibili dall’alto della loro posizione.

Non mi risulta che un dipendente possa dare del tu al proprio datore di lavoro, salvo approvazione dello stesso.
Non mi risulta che un dipendente possa gridare contro il proprio datore di lavoro come vuole e quando vuole.
Non mi risulta neppure che un dipendente possa andare dove vuole, quando vuole, invece che stare in "fabbrica"!

Concludendo:

i parlamentari sono nostri dipendenti, quindi “DEVONO” darci del lei.
i parlamentari sono nostri dipendenti, quindi “DEVONO” rispettarci.
i parlamentari sono nostri dipendenti, quindi “DEVONO” lavorare.

Quindi:

voglio che i parlamentari che sguazzano dalla mattina alla sera in tv portino al datore di lavoro, cioè noi, la giustificazione della sua mancata presenza sul posto di lavoro, altrimenti licenziamento in tronco.

se questo non produce per quanto viene pagato, perché sempre in giro per i cazzi suoi, licenziamento in tronco.

se lo stesso viene “giustificato” sul posto di lavoro da un “collega” invece è in tv, licenziamento in tronco, denuncia alla magistratura per truffa, e processo per direttissima.

Insomma: perché io devo timbrare il cartellino, saltare il pasto, sudare come un maiale, rischiare di farmi male per quattro soldi, e loro, invece, truccati come puttane sul marciapiede, si fanno i cazzi loro, starnazzano in tv cazzate inverosimili, guadagnano in un mese quanto me in un anno, mangiano a spese mie in ristoranti a cinque stelle ed il massimo che rischiano è che non vengano richiamati la prossima puntata?

Cominciano a girarmi le palle in modo troppo veloce.

Ho la sensazione che se incontro un politico io possa anche menarlo senza permesso.
Che sia di destra, centro o sinistra!
Quanto meno, mica chiedo la tessera, eccheccazzo!

venerdì 14 gennaio 2011

Domenica? Risparmio!

Dal blog IL MANDI

Domenica 9 gennaio 2011

Oggi dovrebbe essere festa, ma non c’è verso!
Il primo occhio mi si apre alle 07.15.
Vedo attraverso le persiane un briciolo di luce, a dimostrare che forse la giornata volge al bello.
L’occhio si richiude. Ma dopo pochi minuti si apre l’altro…..
Sono le 07.20, ed allora, da buona coppia di bastardi, gli occhi si mettono d’accordo e si spalancano entrambi.
Fine del sonno……

Mi alzo ed arranco fino al bagno, dopo aver litigato con il cane che non voleva farmi passare, e svolgo le solite e ripetitive faccende.

Esco e mi ritrovo il gatto che stirandosi svogliatamente mi avvisa con un grugnito che, visto che “ormai” sono in piedi, sarebbe gentile da parte mia dargli un poco di croccantini….

Accento la tv e metto su qualche tg, per ascoltare le cazzate quotidiane.

Nel frattempo, e sono appena passate le 8, mia moglie stranamente esce dalla camera con gli occhi socchiusi, seguita dal cane che ormai ha capito che la giornata è iniziata, entra nel bagno e chiude la porta.

Mah!
Già alzata?

Mentre faccio colazione si alzano anche le figlie……

Ma che cosa succede, oggi?
Di solito le vedo solo dopo le dieci, se non le undici, la domenica….

Svelato l’arcano quando la mia “dolce” metà (ma anche tre quarti) riesce a sfornare dalla bocca impastata le prime parole:

“sbrigatevi che dobbiamo andare!”

“andare dove?”

“ti sei scordato che oggi andiamo al centro commerciale per comperare la giacca a tua figlia, che qui costa un casino?”

“hai ragione, mi son scordato che “voi” andrete!”

Fine della discussione, loro vanno, io manco legato!
Non ci penso minimamente a perder la giornata in giro tra gli scaffali.
Questo mi ricorda l’ultima volta che uscirono per conto loro e combinarono un casino dal mobiliere, e comincio a preoccuparmi.

(http://pomo1965.blogspot.com/2010/04/il-mobile-immobile.html )

Poi penso: avranno imparato la lezione, spero!

Ok. Ognuno per conto suo.
Loro mangeranno qualcosa “in loco”, io mi arrangerò come la solito.

Esco, a piedi, e mi avvio verso il centro.
La mattinata da soleggiata sembra portarsi verso il brutto.
Avrò fatto bene ad uscir a piedi se poi piove?
Bèh, tanto se uscivo in moto cambiava poco, l’auto l’ha mia moglie…
Compro giornale, sigarette pane e torno a casa.

Accendo il pc e cazzeggio un poco su face book, sparo due cazzate da grillo, poi mi preparo il pranzo.

Dopo pranzo esco, in moto, anche se il tempo sembra peggiorare, e mi avvio al bar, covo di pidiellini, e pazienza, ma automaticamente anche di milanisti, e questo mi preoccupa un poco, perché oggi si gioca milan-udinese, ed io sono l’unico tifoso dell’udinese in tutto il paesello (anche se del calcio non me ne frega una cippa, tra tutte le squadre preferisco quella della città friulana, anche perché io son friulano)

Comunque faccio due chiacchere con qualche amico nel dehor, il tempo passa tra una birra e l’altra, e tutta ad un tratto sento una valanga di imprecazioni che arrivano dall’interno del locale:
l’udinese ha osato colpire la squadra di governo rifilandogli un gol, come se non bastasse anche regolare….

Me ne vado alla chetichella, tra l’altro dimenticandomi di pagare….
(pagherò lunedì, magari tramite bonifico bancario, visto che il milan si è preso quattro pere in casa anche se ha poi pareggiato rischiando comunque di perdere, quindi è meglio evitare scontri con il capo branco milanista, che è pure il padrone del bar…)

Tornato a casa faccio passare la giornata consumando le pile del telecomando perché in tv non c’è nulla di interessante e continuo a cambiar canale.
Mi rompo le palle, metto nel dvd un cd di Govi, e mi riguardo una commedia, perlomeno mi faccio due risate.

Intanto il tempo è peggiorato, si fa buio, e della famiglia nessuna notizia.
Sapendo che mia moglie di notte ci vede come Ray Charles dentro un sacco, la chiamo per sapere come và e dovè!
Meno male, sono da mia madre, a “solo” 15 km da casa, quindi ci sono buone possibilità che riporti la peugeottina a casa senza danni.

Preparo la cena e durante la noiosa operazione la famiglia rientra all’ovile.
“Stanche” per la giornata, mi raccontano l’avventura fuori provincia.
Concludendo:
la giacca non l’hanno trovata, però, visto che erano lì, hanno comperato qualche cosa giusto per giustificare il viaggio.
Tra gasolio ed autostrada quasi quaranta euro, per il mangiare altri trenta, e fanno “settanta”.
Però hanno comperato per “sessanta” euro.
Totale: “centotrenta euro”!

“GENIALE”!

Mi consola il fatto che domani è lunedì, e finalmente la truppa torna a scuola, dopo un lunghissimo periodo di "ferie" a casa.

PS: martedì sono andate in paese a comperare la giacca “che qui costa un casino”.

“GENIALISSIMO”!

Certo che con i tempi attuali, bisogna inventarsi di tutto, per “risparmiare”!

venerdì 17 dicembre 2010

Mi viene in mente..........

DAL BLOG DI MANDI (NELLA FOTO)
http://pomo1965.blogspot.com/

Ho la barba lunga, dovrò prima o poi farmela, anche perché comincia a darmi fastidio.
Soprattutto quando mi metto e tolgo il casco, mi gratta contro l’interno dello stesso.
Ok, mi metto di piglio buono e comincio la lunga operazione.
Apro il rubinetto per l’acqua calda, e nel frattempo agito la bomboletta come se dovessi prepararmi un aperitivo.
Mi ricordo ai bei tempi quando avevo il sapone, il pennello ed il rasoio, con la lametta che spezzavi e metà, la inserivi e ti durava una settimana!
La frizione che facevi sul viso con il pennello ti ammorbidiva la pelle, e nonostante avessi solo una lama, era difficile che ti tagliassi.
Oggi, con quattro lame più quella di scorta, quando finisco di farmi la barba sembro un pupazzo pronto per un film di Dario Argento!
Mi vengono in mente le pubblicità dove in due secondi si sbarbano, e con una passata sola......

Finita l’operazione ho consumato decine di litri di acqua, metri cubi di gas, mezza bomboletta di schiuma da barba con ringraziamento del buco nell’ozono, butto via un etto di plastica di lametta che per farla sono stati consumati venti litri di petrolio, una lametta che nonostante sia d’acciaio, essendo fatta in Cina, se non la usi subito fa la ruggine.
Mi vengono in mente le pubblicità dell’enel dove promettono risparmi da capogiro ed un mondo più pulito....

Mentre la caffettiera borbotta per avvisarmi che il caffè è pronto mi vesto.
Il gatto, sdraiato con noncuranza sui miei vestiti, mi guarda con occhio cattivo, già sapendo che verrà “sfrattato”.
Faccio scappare il gatto che mi rimprovera con un verso gutturale, si stira annoiato, si avvia verso la ciotola e fa colazione.
Agito la maglia per far cadere gli inevitabili peli di felino, unico vantaggio l’indumento è bello caldo!
Mi vengono in mente le pubblicità del mulino bianco, dove si alzano già vestiti, stirati, lavati....

Dopo aver preso il caffè esco di casa, è ancora buio, ma ad est si intravvede un poco di luce, il sole sta per sorgere.
Guardo il mare ed all’orizzonte si intravvede la Corsica, che mano a mano che la luce aumenta sembra si avvicini, per poi sparire dalla vista appena il sole si alza di qualche grado.
Gli strani giochi della natura.
La Corsica sparisce, ma si presenta al suo posto il lavoro.
Mi vengono in mente le pubblicità delle crociere per tutti....

Fa un freddo cane (strano modo di dire, visto che il mio cane è al caldo in casa sulla coperta vicino al termosifone!) c’è tutto ghiacciato, non posso fare niente finché non si asciuga un poco l’erba del prato che devo tagliare, allora raccolgo le carrube che il vento notturno ha fatto cadere.
Mi ricordo che anni fa le carrube le portavo con l’apetta50 al vicino ippodromo, e le scambiavo con un poco di letame per l’orto.
Ora non le vogliono più, chissà cosa danno ai cavalli, adesso.
Mi vengono in mente le pubblicità del cibo per gatti, belli, paffuti....

Il freddo non accenna a diminuire, e penso a coloro che abitano in montagna, od in “padania”, dove le temperature sono ancora peggio, ma questo non mi scalda.
Pazienza, continuo a lavorare battendo i denti, ed il movimento mi scalda un poco, ma poco poco.
Mi vengono in mente le pubblicità dove tutti vanno a lavorare felici, caldi....

Poco prima di mezzogiorno vado a comperarmi il pane, già incazzato per la mattinata della minchia!
Entro nel solito negozio, faccio le mie solite code, sia al banco dove il panettiere sembra sia appena tornato da un funerale, che alla cassa dove il cassiere sembra stia per andarci ad un funerale, pago e torno verso l’apetta50.
Mi vengono in mente le pubblicità dei negozi con i cassieri sorridenti....

Qualche pirla ha parcheggiato in doppia fila (una BMW serie 5 da 100.000 euro), mi ha chiuso, però ha le quattro frecce inserite, come se questo lo autorizzasse a sequestrare il prossimo.
Mi vengono in mente le pubblicità delle auto, che trovano sempre parcheggio, anzi, parcheggiano da sole....

Mi irrito leggermente....
Attendo quasi venti minuti....
Arriva, impellicciata da capo a piedi e truccata come un clown una signora sui quarant'anni.
Mi “intravvede” appoggiato al cassone del mio mezzo, non mi degna di uno sguardo, apre la portiera, mette in moto e fa per partire.

Un momento.... come sarebbe a dire che fa per partire....

Allora mi piazzo davanti alla portiera, busso al vetro, e gli indico di abbassarlo.
Mi guarda come se fossi un pazzo, comincia ad agitare la mano come a dirmi “che cazzo vuoi”, fa strani versi con le labbra alla Parietti.
Mi vengono in mente, non so perchè, le pubblicità dei profumi femminili....

Gli chiedo di abbassare il finestrino per la seconda volta!
Lo abbassa e mi dice con tono di sfida: “che cosa vuoi?”
Rispondo: “come sarebbe a dire che cosa vuoi, ci conosciamo, forse?, mi dia del lei, prego!”
Risponde: “và bene, allora! Che cosa vuole?, e faccia in fretta che devo scappare perché non ho tempo da perdere!”

Beh, dopo una risposta del genere ringrazio il Creatore che sia una donna, altrimenti, se fosse un uomo…….
Gli dico, passando la lei al tu:
“senti, brutta testa di cazzo , io sono venti minuti che aspetto perché tu mi hai chiuso con sto cesso di macchina, ed ora mi dici che tu hai fretta? Ma chi cazzo ti credi di essere?, ringrazia che sei una specie di femmina altrimenti ti avrei già riempito di sberle!”

Mi sento battere sulla spalla, mi giro, e mi ritrovo una vigilessa che mi dice: “Cosa succede?, non vedete che intralciate il traffico?”

La mia risposta mi viene di getto, e me ne pento immediatamente dopo:“COSA SUCCEDE? Sta brutta troia mi ha chiuso per venti minuti e poi mi viene a dire di non rompergli il cazzo perché “LEI” ha fretta!”
Francamente pensavo che mi ammanettasse immediatamente....

Invece……
Si rivolge all’impellicciata e gli dice di spostarsi un poco avanti per darmi la possibilità di andarmene.
Me ne vado!
Vado al solito bar per l’aperitivo, parlotto con gli amici, pago e torno a casa.
Mi viene in mente la pubblicità del cynar bevuto in mezzo alla strada da calindri....

Mentre faccio la strada, vedo che l’impellicciata è fuori dalla sua auto con i documenti in mano e lo sguardo perso sul traffico mentre la vigilessa con uno strano ghigno scrive sul bollettino delle multe.......
Aveva fretta, ma ha perso un casino di tempo, la pirla!
Avevo freddo, ma ora mi è passato.
Torno a casa ridendo che mi fanno male le mascelle.
Chissà cosa avranno pensato quelli che mi vedevano ridere da solo.
Mi viene in mente la pubblicità in bianco e nero del garzone del pane in bicicletta che girava per la città cantando....

Non tutti i vigili son cattivi, non tutti gli agenti son stronzi….
Mi vengono in mente i filmati degli scontri alle manifestazioni di qualche giorno fa a Roma....

Mah!

Mi vengono in mente molte cose......
Sarà meglio non guardare più la pubblicità!

giovedì 17 giugno 2010

UNA TIPICA DOMENICA

DAL BLOG IL MANDI

Domenica mattina.

Nonostante sia in teoria festa, mi sveglio alle 6, per abitudine.

Mi rigiro nelle lenzuola, tentando di riprender sonno, ma non c'è verso.

Allora, dopo aver fatto scendere il cane che mi schiaccia le palle, mi alzo, ed arrancando mi avvio verso la cucina per prepararmi il caffè.

Con la macchinetta sul fuoco, apro le persiane e noto una giornata, "metereologicamente parlando", ingrata.

Pazienza, prendiamo quello che arriva.

In compenso noto dalla finestra che dà sulle spiagge che i bagnini stanno preparandosi, posizionando sdraio ed ombrelloni in spiaggia, all'assalto dei bagnanti.

Il caffè sale borbottando, ed io lo faccio scendere nella tazza, bello fumante.

Anche troppo, così son "costretto" ad annaffiarlo con un poco di grappa, per gratificare le papille gustative e salvare la gola da un'ustione.

Accendo la tv, rigorosamente su LA7.

Ascolto le poche notizie con distrazione, tra l'altro vedo male, e dopo un poco spengo.

Perché cominciare anche la domenica sapendo che il nanerottolo ha salvato qualche vita e risolto qualche disastro?

Esco per andare a prendere il giornale.

Al cancello la prima "sorpresa".

Un'auto, parcheggiata alla membro di segugio (scrivere alla cazzo di cane mi sembrerebbe troppo volgare) occupa con il posteriore il cancello di uscita per un buon terzo.

Essendo io in motorino, non mi crea problemi, però se avessi dovuto uscire con l'auto per un'urgenza, avrei avuto grossi problemi.

Mentre vado in centro, incontro un amico vigile che sta andando al comando per iniziare il suo turno di rottura di palle.

Gli dico dell'auto, e lui mi spiega che è inutile chiamarli, perché se non intralcia il traffico stradale, non possono farci niente, al massimo una multa, ma di carro attrezzi non se ne parla proprio.

Ma allora che cazzo pago a fare io il cartello "lasciare libero il passaggio" al comune?

Boh? misteri del codice della strada.

Mi avvio verso l'edicola, facendo slalom tra rincoglioniti giovani in cerca di una colazione dopo l'ennesima notte/mattinata in discoteca.

Mezzi della nettezza urbana che cercano di spostare i bidoni dell'immondizia rinchiusi tra le auto parcheggiate alla "membro di segugio", costretti a lasciare il camion in mezzo alla strada durante il trasferimento dei rifiuti sullo stesso, contribuendo così ad intasare l'unica strada della città.

Ciclisti con canne da pesca di traverso e pinne sul manubrio che sbattendosene del codice stradale vanno allegramente contromano ingombrando come se fossero carri armati Leopard, bestemmiandoti dietro se li fanculizzi giustamente (questo però solo se sono in tre o quattro, altrimenti fanno finta di non aver sentito).

Nonne con i nipotini sul passeggino che ti sbucano improvvisamente tra due auto, sporgendo timidamente la testa guardandosi a destra e sinistra da buone cittadine, dimenticando che nel frattempo il nipote sul passeggino da loro spinto ha invaso la strada e potrebbe già essere in Francia attaccato alla targa di qualche pullman tedesco.

Palestrati che fanno footing con l'auricolare in mezzo alla strada perché il marciapiede è facoltativo.

Signorine che parlano al telefonino gridando come aquile con il cagnolino al guinzaglio, di quei guinzagli con il cordino regolabile chilometrico, così loro sono sul marciapiede di destra ed il cane su quello di sinistra, e poi si lamentano se glielo arrotano.

Insomma, il mio umore, anche aiutato dal tempo sempre più "ballerino", si avvia inesorabilmente al tempestoso.

Torno a casa, e noto che sul parabrezza dell'auto parcheggiata davanti al cancello, c'è un biglietto (prima non l'avevo notato perchè dalla mia direzione di marcia vedevo solo il lunotto posteriore).

Curioso, lo prendo e lo leggo.

Sul biglietto c'è scritto: "scusate per l'ignobile parcheggio, ma dovendo andare a lavorare ed essendo in ritardo, ho dovuto mettere l'auto proprio quì."

E segue un numero di cellulare.

Mi segno il cellulare e straccio il biglietto, per evitare che chiunque possa leggere il numero.

Salgo in casa e telefono.

Mi risponde una signora col fiatone, che si riscusa appena gli dico chi sono e perchè gli telefono.

La tranquillizzo e la perdono, in fondo è una che lavora, però gli consiglio il motorino o l'autobus, per la stagione.

Mi conferma che di solito usa il motorino, ma è dal meccanico.

Gli dico di memorizzarsi il mio numero, e se dovesse capitare un'altra volta il problema, chiamarmi, che magari, se non ci sono i capi, gli faccio portare sù la macchina.

Stop.

L'umore si risolleva perchè noto che ci sono ancora persone che hanno un minimo di senso civico.

Telefono ai vigili, chiedo del mio amico incontrato in precedenza, e l'avviso di lasciar perdere l'eventuale multa.

Però dura poco, il risollevamento.

Mi ero dimenticato che mia moglie deve uscire con la macchina per portare la piccola al campeggio in montagna!

Porca maremma su quattro ruote, e adesso?

Poi mi viene in mente che la peugeottina è in strada, quindi non ho problemi con l'auto parcheggiata alla membro di segugio davanti al cancello.

Meno male, come facevo adesso ad avvisare la gentil donzella che doveva spostarmi la macchina?

Mia moglie sparisce con la piccola verso il Piemonte, la grande è uscita stamattina presto perché ha una partita non so dove, ed io rimango solo.

Allora esco di nuovo per andarmi a prendere un poco di pane ed un paio di birre.

Comincia a piovere, ma ho il parabrezza e questo non mi ferma.

Arrivo davanti al supermercato, noto una folla da stadio davanti alle casse.

Piovendo, molti, invece che in spiaggia, sono a fare spesa.

Pazienza, ho tempo, fuori continua a piovere, faccio quattro chiacchere con la gente che conosco.

Prendo il pane e le birre e mi avvio verso l'unica cassa in funzione.

(è incredibile! da noi più gente c'è in coda, meno casse sono in funzione!)

E te pareva se non c'era il "furbetto"!

La cassa è posizionata in mezzo a due file di prodotti, e io sono in coda con altri.

Lo spazio è abbondante, quindi oltre alla fila in attesa, c'è la possibilità di rifornirsi di prodotti.

Il "furbetto" passa noncurante davanti a tutti "fissando" i prodotti sugli scaffali di sinistra, si ferma un paio di metri prima della cassa, prende dallo scaffale qualcosa, e si inserisce tra due persone, saltando praticamente tutta la fila!

Qualcuno brontola, vedendo la scena, ma nessuno interviene!

Heeeee nò, cazzo!

Esco dalla fila, lo raggiungo, lo prendo per un braccio, lo trascino dietro a tutti, e gli faccio notare che le file vanno rispettate.

Si incazza come un ministro al quale han pagato l'alloggio a sua insaputa, mi apostrofa con vari epiteti, e mi dice di aspettarlo fuori se ho il coraggio!

(però rimane al suo posto nella fila, anche perchè altri lo fissano irritati)

Non gli dico niente, non reagisco, mi limito a guardarlo negli occhi, e torno al mio posto.

Arriva il mio turno, pago al cassiere che ride perchè ha visto la scena e si complimenta per il mio intervento, esco e "aspetto"!

"aspetto", "aspetto", "aspetto".....

Ma dovè finito sto "rambo"?

Allora rientro per vedere se si è perso, e il cassiere, con le lacrime agli occhi dal ridere, mi dice che quando è arrivato il suo turno, vedendomi "aspettare" fuori, si è improvvisamente "ricordato" di essersi "scordato" qualche prodotto, e adesso è in "attesa" nascosto dietro ai detersivi.

Allora allungo il collo, lo "scorgo" improvvisamente interessato alla composizione chimica del Dash che lava così bianco che più bianco non si può, lo saluto con la mano sinistra a pugno chiuso, ad eccezione del medio, e me ne torno a casa.

Che gente smemorata, ma interessata alla chimica, che c'è in giro.

Mah!

Passo il pomeriggio a sonnecchiare davanti alla tv, col cane che scatta ad abbaiare ad ogni ambulanza che passa e mi desta per un paio di minuti, quattro o cinque volte.

(tutte le domeniche le ambulanze trotterellano dalla mattina alla sere! che sfigati, sti bagnanti...)

Di mia moglie si sono perse le tracce, della grande le tracce non le ho mai viste, resto solo anche a cena, in fondo una tranquilla domenica di tempo perso.

Quasi quasi vado a bagnare l'orto per passare un poco di "festa".

Non posso, piove!

Eccheccazzo, ma tutte a me capitano?

Pazientiamo ancora un poco, tra non molto c'è la partita: Germania - Australia.

Non che me ne freghi qualche cosa, ma tanto, per passare il tempo, tutto fà brodo.

(il calcio è uno sport povero! in fondo hanno una palla ogni 22 giocatori, meglio le bocce, perlomeno ogni giocatore ha giustamente due palle, uno sport sicuramente più "maschio"!)

Comincia la partita, ed io "NON" la vedo!

Perché?

Semplice!

A causa della mia ubicazione geografica, mi è impossibile mettere il terrestre, non "vedendo" nessun ripetitore, ed allora ho solo la parabola con sky.

(avevo fatto domanda per installare un'antenna di 25 metri d'altezza, ma non è passata perchè sembra dia fastidio al decollo dell'aereo del ministro al quale pagano, sempre a sua insaputa, oltre che gli alloggi, anche gli aerei)

La rai "cripta" il segnale.

Risultato, tutti quelli come me che hanno solo la parabola, ed il digitale terrestre è ancora da venire, se lo menano!

Quindi non vedrò neppure la nazionale?

Aspetto che qualche "solerte" funzionario della rai venga a chiedermi il canone.

Lo metto in mezzo ai detersivi assieme al "furbetto-rambo-smemorato" a studiare chimica applicata ai calci nel culo!

Meno male che domani è lunedì, così torno al lavoro e mi riposo dalle fatiche di una giornata di festa.