Visualizzazione post con etichetta TERREMOTO GIAPPONE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta TERREMOTO GIAPPONE. Mostra tutti i post

domenica 13 marzo 2011

Il Pdl: “L’Italia sul nucleare va avanti”


“La posizione rimane quella che è, non è che si può cambiare ogni volta”. Così il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto, ha risposto a chi gli domandava se può esserci un cambiamento nella posizione in Italia sul nucleare, dopo il tragico terremoto del Giappone. “Noi – ha detto ancora Cicchitto – abbiamo problemi energetici non da poco se guardiamo un attimo al mondo che ci circonda in modo ristretto”.

Sul nucleare “la mia idea è quella di sempre sono favorevole e vorrei che il governo passasse dalle parole ai fatti se no a forza di declamare fra dieci anni saremo ancora qui a discutere”. Lo ha detto il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che precisa: “Naturalmente il problema del Giappone è molto più complesso riguarda la difesa del suolo e del nostro pianeta che tutti i giorni noi rispettiamo. La questione ambientale – conclude – è una questione di cui tutti ci dobbiamo fare carico”. Tra i più radicali sostenitori del nucleare senza se e senza ma, c’è anche Chicco Testa(sotto il video del suo intervento durante la trasmissione Otto e mezzo di ieri sera).

Nucleare, Mario Tozzi: “La politica farebbe meglio a stare zitta”


Duro attacco del geologo alle reazioni della maggioranza di governo di fronte alla minaccia atomica proveniente dal Giappone distrutto dal terremoto

“Sono degli irresponsabili. Parlassero di meno e studiassero di più”. Mario Tozzi, maître à penser e mezzobusto televisivo dell’ambientalismo italiano, non usa mezzi termini nel commentare le reazioni di casa nostra al terremoto giapponese e alla minaccia di disastro nucleare. Le dichiarazioni dei vari Fabrizio Cicchitto e Pierferdinando Casini, a Tozzi non sono proprio piaciute. E’ un fiume in piena: “C’è da rimanere allibiti. Questi politici fanno finta di esser dei teorici di fisica nucleare. Non hanno nemmeno la decenza di usare la cautela che in situazioni come questa dovrebbe essere d’obbligo”.

Non parlate a Tozzi poi dell’editoriale di oggi del Messaggero a firma di
Oscar Giannino. Un articolo che ha scalato la classifica delle dichiarazioni al buio che poi sono state clamorosamente smentite. Il giornalista scriveva che quanto accaduto in Giappone era “la prova del nove” della sicurezza dell’energia prodotta dall’atomo. “Che figura miserrima quella di Giannino – attacca Tozzi – Ma a una cosa è servita: a smascherare l’abitudine italiana di salire in cattedra e di parlare di cose che non si conoscono”.

Di fronte alla minaccia di un disastro nucleare, la parola d’ordine della lobby nucleare nostrana è minimizzare. “Anche l’incubo che sta vivendo il Giappone in queste ore con il danneggiamento di un reattore – continua il giornalista – in Italia viene declinato a mero strumento di propaganda politica e ideologica. Difendono l’atomo solo perché non possono tornare indietro”.

Secondo il conduttore di “Gaia, il pianeta che vive” (che tornerà in onda su Rai Tre a partire dal 31 marzo) le bugie più macroscopiche della lobby pro-atomo sono due: la
sicurezza e l’economicità di questa fonte di energia. Che la tragedia giapponese le sta drammaticamente mettendo a nudo.

“Le centrali nucleari giapponesi – spiega Tozzi – sono state costruite per sopportare un terremoto di 8,5 gradi della scala Richter. Poi cos’è successo? E’ arrivato un sisma di 8,9 e le strutture non hanno retto”. Le centrali italiane saranno costruite per resistere a delle scosse di circa 7,1 gradi, ma, come sostiene Tozzi, “chi ci assicura che un giorno non arriverà un sisma più potente?”. Nessuno, appunto. Perché i terremoti sono fenomeni che non si possono prevedere. Inoltre il disastro giapponese è avvenuto nel paese tecnologicamente più avanzato del mondo. A Tokio infatti è radicata una seria cultura del rischio che è frutto di una profonda conoscenza di questi fenomeni. “Con quale faccia di tolla i vari Cicchitto ci vengono a vendere l’idea che in Italia, in caso di terremoto, le cose possano andare meglio che in Giappone? Il terremoto dell’Aquila se si fosse verificato in Giappone non avrebbe provocato neanche la caduta di un cornicione. Da noi ha causato 300 morti. Chi può credere alle farneticazioni sulla sicurezza del nucleare italiano?”, chiede sarcasticamente Tozzi. E’ vero che l’incidente nucleare è più raro, ma è altrettanto vero che è mille volte più pericoloso. E il caso giapponese, secondo Tozzi, è da manuale: “Se a una centrale gli si rompe il sistema di raffreddamento diventa esattamente come un’enorme bomba atomica. Forse è questa la prova del nove di cui parla Giannino”.

E poi c’è la questione della presunta economicità dell’energia prodotta dall’atomo. “
I vari politici e presunti esperti – argomenta Tozzi – si riempiono la bocca dicendo che il kilowattora prodotto dall’atomo è più economico di quello prodotto dalle altre fonti. Ma non è vero. Noi sapremo quanto costa realmente solo quando avremo reso inattivo il primo chilogrammo di scorie radioattive prodotto dalle centrali. E cioè fra 30mila anni”. Secondo il giornalista, la lobby che vuole il ritorno del nucleare propaganda la sua convenienza economica senza tenere conto dell’esternalità, e cioè dei costi aggiuntivi che ne fanno lievitare il prezzo. Che vanno dallo smaltimento delle scorie (problema che nessun paese al mondo ha ancora risolto definitivamente) ai costi sociali ed economici di un eventuale incidente. “Sono soldi che i nuclearisti non conteggiano – dice Tozzi – perché sono costi che ricadranno sui cittadini e sulle generazioni future”.

Il 12 giugno è in programma un referendum che, fra le altre cose, chiede l’abrogazione del ritorno all’atomo dell’Italia. Il rimando a quanto successe a Chernobyl nel 1987, alle grandi mobilitazioni antinucleariste fino al referendum che sancì l’abbandono dell’energia nucleare è quasi d’obbligo. Ma a Mario Tozzi il paragone non convince: “Veniamo da 25 anni di addormentamento delle coscienze. Oggi abbiamo gente come
Chicco Testa e Umberto Veronesi che fanno i finti esperti e spot ingannevoli che traviano l’opinione pubblica”. Insomma, il legame fra l’incidente che scosse le coscienze e il voto popolare che funzionò nel 1987, oggi potrebbe fallire. Ma il 12 giugno non si voterà solo per dire no all’atomo. I cittadini saranno chiamati anche ad esprimersi contro la privatizzazione delle risorse idriche e contro la legge sul legittimo impedimento. Temi che, affianco al no all’atomo, potrebbero convincere i cittadini ad andare alle urne. E consentire alla tornata referendaria di raggiungere il quorum.

di Lorenzo Galeazzi e Federico Mello

sabato 12 marzo 2011

Giappone, i morti potrebbero essere 1600



Incendio in una centrale nucleare: il governo di Tokyo dichiara l'emergenza

Dopo il terremoto magnitudo 8,8 di ieri in Giappone, ci sono state almeno 100 scosse di assestamento di magnitudo 6 e oltre, secondo l’Agenzia metereologica giapponese. Oggi invece le scosse sono state almeno 16 di magnitudo 5-6,8 sulla costa orientale dell’isola. Il bilancio dei morti cresce di ora in ora. Secondo l’agenzia di stampa Kyodo il numero delle vittime è verosimilmente vicino a 1600. I morti finora accertati sono 564 al momento (dati della polizia). Ma altri 200/300 cadaveri sono già stati portati a Sendai, nella prefettura di Miyagi; altri 200 in varie scuole di Iwanuma e Natori, sempre a Miyagi, mentre circa 600 persone risultano ancora disperse. Il terremoto è stato di portata devastante: non ha raso al suolo parte del paese solo perché gli edifici in Giappone sono tutti costruiti con criteri antisismici.

Travolto un treno, un altro è deragliato dispersa una nave. Secondo quanto scrivono le agenzie un treno passeggeri sarebbe stato travolto da un onda e completamente distrutto tra Nobiru e Sendai. Non sappiamo quante persone ci fossero a bordo, probabile che arrivi un aggiornamento nelle prossime ore. Un altro treno invece è deragliato. Una nave è dispersa da ore e sono poche le speranze di trovare superstiti. A bordo c’erano almeno cento persone.

L’esercito per controllare le centrali nucleari. Una squadra delle forze armate giapponesi ha ricevuto ordine di raggiungere l’area dove si trova la centrale nucleare di Fukushima. Lo riporta l’agenzia Kyodo news.

Crollata una diga, case spazzate via. Un diga nella prefettura di Fukushima si è spezzata riversando tutta l’acqua a valle che ha spazzato via decine di case. Lo riferisce l’agenzia Kyodo, anche se non è chiara l’entità delle conseguenze.

Raffinerie esplose. A Tokyo la scossa ha generato il panico. Alcune raffinerie sono esplose e le centrali sono state chiuse per sicurezza. Gli uffici sono stati immediatamente evacuati e i trasporti pubblici bloccati per sicurezza. L’orario in cui è avvenuto, alle 14.45 (le 6.45 italiane), ha permesso una reazione immediata all’emergenza. L’aeroporto di Tokyo e le linee ferroviarie sono stati chiusi. Bloccati anche i quattro impianti nucleari attivi. Nel locale turbine della centrale Onagawa è scoppiato un incendio in seguito al terremoto. E il governo di Tokyo ha dichiarato la situazione d’emergenza per eventuali rischi di fughe radioattive garantendo che al momento non ne sono state registrate. Le scosse hanno piegato anche la Tokyo Tower, una delle antenne simbolo della capitale.

Inviti alla calma. Il premier nipponico ha cercato di rassicurare i cittadini invitandoli a mantenere la calma. “Abbiamo lanciato un comitato operativo d’emergenza e chiediamo a tutti di prestare la massima attenzione a tutte le indicazioni che saranno fornite. Bisogna mantenere la calma”, ha detto Naoto Kan, nella breve dichiarazione seguita alla riunione di gabinetto straordinaria, indossando la tuta celeste usata per le situazioni di emergenza. Il primo ministro ha aggiunto che da un primo bilancio “i danni sono ingenti”, mentre il segretario di gabinetto nipponico, Yukio Edano, ha detto che si è trattato del peggior sisma della storia del paese.

Solidarietà da tutto il mondo. Immediata la solidarietà internazionale al Giappone. Il leader del Cremlino Dmitri Medvedev ha annunciato che la Russia è pronta a fornire aiuto al per il terremoto di oggi e ha chiesto di prendere delle misure nelle isole Curili, rivendicate da Tokyo, per prevenire eventuali vittime e danni dello tsunami legati al terremoto giapponese. Anche la Francia si è detta “pronta a rispondere a tutte le eventuali sollecitazioni che il Giappone vorrà rivolgerle per far fronte a questa tragedia”, ha dichiarato il presidente francese Nicolas Sarkozy, in una lettera al premier Naoto Kan. Nel messaggio, Sarkozy esprime “il sostegno e la solidarietà” della Francia al Giappone e alla sua popolazione, “in questo momento particolarmente difficile”.

Il primo ministro britannico David Cameron si è impegnato ad aiutare il Giappone colpito da un terremoto “che ci fa da terribile promemoria delle forze distruttive della natura”. Parlando ai margini del vertice Ue di Bruxelles, Cameron ha detto che “tutti dovrebbero pensare a quel paese e alla sua gente” e aggiunto di aver chiesto al suo governo “di capire cosa può fare la Gran Bretagna per essere di aiuto”. Il Foreign Office ha intanto istituito una linea telefonica dedicata ai britannici che hanno amici e parenti in Giappone.

Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel ha inviato una lettera al premier giapponese, Naoto Kan, per esprimere il suo cordoglio per le vittime del terremoto e sottolineare la vicinanza di Berlino al Giappone. “Ho appreso con sgomento la notizia del terribile terremoto che ha scosso il suo paese”, si legge nella lettera, di cui è stato diffuso il testo . “La prego di inviare le mie sincere condoglianze ai parenti delle vittime ed i miei migliori auguri di guarigione ai feriti. Può essere sicuro che la Germania è al fianco del Giappone in queste ore tragiche ed è pronta ad aiutare”.

L’Unità di Crisi della Farnesina sin dalle prime ore di stamattina è in contatto con l’Ambasciata d’Italia a Tokyo che, a sua volta, ha istituito una cellula di crisi per contattare gli italiani presenti nelle zone maggiormente colpite dal sisma ed assicurarsi sul loro stato di salute e prestare, laddove necessario, assistenza. Intanto trentacinque squadre della rete dell’Onu per le operazioni di ricerca e soccorso in caso di catastrofe sono pronte a intervenire se il governo giapponese ne farà richiesta. Lo ha affermato oggi a Ginevra la portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) Elisabeth Byrs. Gli esperti dell’Onu a Ginevra sono in contatto costante con il Giappone.

Spostato l’asse di rotazione terrestre. Il terremoto “avrebbe spostato l’asse di rotazione terrestre di quasi 10 centimetri”. E’ quanto emerge da studi preliminari effettuati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. L’impatto di questo evento sull’asse di rotazione, stimano gli esperti, “è stato molto maggiore anche rispetto a quello del grande terremoto di Sumatra del 2004 e probabilmente secondo solo al terremoto del Cile del 1960″.

Motore ricerca per persone scomparse. Anche Google scende in campo per aiutare le ricerche dei dispersi nello tsunami giapponese, attivando un motore di ricerca accessibile a tutti coloro che hanno o cercano notizie su persone scomparse. All’indirizzo japan.person-finder.appspot.com è possibile inserire il nome della persona da cercare, ottenendo come risultato gli eventuali messaggi lasciati da altre persone come “ho sentito che è viva” o “Qualcuno la sta cercando”. Il servizio era già stato impiegato lo scorso anno durante i terremoti in Cile e ad Haiti. Anche Twitter sembra essere uno degli strumenti preferiti dai giapponesi per scambiare informazioni: meno di un’ora dopo il terremoto il numero di tweet da Tokyo è balzato a circa 1200 al minuto.

Mancano 28 italiani all’appello. Al momento mancano all’appello 28 italiani nella zona del Giappone colpita’ dal devastante terremoto di magnitudo 8,9. Lo ha riferito l’ambasciatore d’Italia, Vincenzo Petrone. La notizia e’ stata confermata dalla Farnesina secondo cui le difficoltà di comunicazioni, saltate in tutto l’area, rendono impossibile contattare tutti i connazionali presenti in Giappone.

Tsunami in Giappone, allarme radiazioni Esplosione nella centrale di Fukushima