mercoledì 9 febbraio 2011
giovedì 20 gennaio 2011
Berlusconi: “Incredibili violazioni di leggi. E non mi devo vergognare di niente”

Nel corso dell’inchiesta sul casoRuby sono state commesse “violazioni di legge incredibili” che vanno “contro i più elementari principi costituzionali”. E’ un passaggio del messaggio del premier Silvio Berlusconi, inviato ai Promotori della Libertà. “Non ho nulla di cui vergognarmi”, aggiunge il premier. “La verità vince sempre, il governo continuerà a lavorare, e farà le riforme per fare si che qualche magistrato non possa tentare di far fuori chi è stato democraticamente eletto”.
Ecco il testo integrale del messaggio:
Care amiche, cari amici,
oggi il Senato e
Se oggi fossimo stati sconfitti, la sinistra e il cosiddetto terzo polo sarebbero andati su tutte le reti televisive per sostenere l’inesistenza di una maggioranza e quindi per chiedere le inevitabili dimissioni del Governo.
Invece abbiamo vinto noi, con un margine di venti voti!!
Ecco perché considero il voto di oggi come quello del 14 dicembre: un voto di rinnovata fiducia a me ed al Governo che presiedo. Ma anche un voto di fiducia in materia di giustizia che arriva proprio mentre il Presidente del Consiglio è ingiustamente attaccato per l’ennesima volta in sede giudiziaria.
Ho avuto finalmente modo di leggere le 389 pagine dell’ultima vera e propria persecuzione giudiziaria, la ventottesima in 17 anni, che
Le violazioni di legge che sono state commesse in queste indagini sono talmente tante e talmente incredibili che non posso non raccontarvele perché possiate denunciarle e farvi portatori di un messaggio ai vostri amici di come si sta cercando di sovvertire il voto popolare.
Pensate che la mia casa di Arcore è stata sottoposta a un continuo monitoraggio che dura dal gennaio del 2010 per controllare tutte le persone che entravano e uscivano e per quanto tempo vi rimanevano.
Hanno utilizzato tecniche sofisticate come se dovessero fare una retata contro la mafia o contro la camorra.
Nella mia casa da sempre svolgo funzioni di governo e di parlamentare, avendolo addirittura comunicato alla Camera dei Deputati sin dal 2004, e la violazione che è stata compiuta è particolarmente grave perché va contro i più elementari principi costituzionali.
Ma questo comportamento è gravissimo anche per il comune cittadino perché gli toglie qualsiasi possibilità di privacy. Sappiate che
Tutto questo potrebbe capitare a chiunque di voi.
Inoltre i fatti che mi vengono contestati secondo la stessa Procura sarebbero stati commessi nella mia qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri.
Come prescrivono la legge e
E’ gravissimo, ancora, che
Ripeto, io vorrei andare subito dai giudici proprio perché i fatti contestati sono talmente assurdi che sarebbe facilissimo smontare il teorema accusatorio. Pensate, mi si accusa di aver costretto o indotto il dirigente della questura ad intervenire sul fermo di questa ragazza, di Ruby.
Vi leggo le risposte del funzionario al pubblico ministero dove descrive la mia telefonata: “l’addetto alla sicurezza mi disse: dottore le passo il Presidente del Consiglio perché c’è un problema. Subito dopo il Presidente del Consiglio mi ha detto che vi era in questura una ragazza di origine nord africana che gli era stata segnalata come nipote di Mubarak e che un consigliere regionale, la signora Minetti, si sarebbe fatta carico di questa ragazza. La telefonata finì così”. Ma vi pare che questa possa essere considerata una telefonata di minaccia? Tutto ciò è assolutamente ridicolo.
Ma altrettanto assurdo è quanto si sostiene per la vicenda di Ruby dove mi si contestano rapporti sessuali con una ragazza minore di 18 anni. Questa ragazza ha dichiarato agli avvocati e mille volte a tutti i giornali italiani e stranieri che mai e poi mai ha avuto rapporti sessuali con me e che si era presentata, creduta da tutti come risulta da numerosissime testimonianze, come una egiziana ventiquattrenne, inoltre sia lei sia il suo avvocato hanno radicalmente smentito di aver richiesto o ricevuto offerte di denaro. E vi leggo quello che ha detto la stessa Ruby in una dichiarazione firmata e autenticata dai suoi avvocati: “Non ho mai avuto alcun tipo di rapporto sessuale con l’onorevole Silvio Berlusconi. Nessuno, né l’onorevole Berlusconi né altre persone, mi ha mai prospettato la possibilità di ottenere denari o altre utilità in cambio di una disponibilità ad avere rapporti di carattere sessuale con l’on. Silvio Berlusconi. Posso aggiungere che, invece, ho ricevuto da lui, come forma di aiuto, vista la mia particolare situazione di difficoltà, una somma di denaro. Quando ho conosciuto l’on. Berlusconi, gli ho illustrato la mia condizione personale e famigliare nei seguenti termini: gli ho detto di avere 24 anni, di essere di nazionalità egiziana (non marocchina), di essere originaria di una famiglia di alto livello sociale, in particolare di essere figlia di una nota cantante egiziana. Gli ho detto anche di trovarmi in difficoltà per essere stata ripudiata dalla mia famiglia di origine dopo che mi ero convertita al cattolicesimo”.
Ecco perché vorrei fare il processo subito, con queste prove inconfutabili, ma con giudici super partes e non con P.M. che vogliono utilizzare questa vicenda come strumento di lotta politica.
Gli stessi P.M. che hanno ordinato con uno spiegamento di forze di almeno 150 uomini una imponente operazione di perquisizione contro ragazze colpevoli soltanto di essere state mie ospiti in alcune cene.
Queste perquisizioni nei confronti di persone che non erano neppure indagate ma soltanto testimoni sono state compiute con il più totale disprezzo della dignità della loro persona e della loro intimità. Sono state maltrattate, sbeffeggiate, costrette a spogliarsi, perquisite corporalmente, fotografati tutti i vestiti, sequestrati tutti i soldi, le carte di credito, i gioielli, i telefoni e i computer. Sono state portate in questura, alcune senza neppure poter chiamare un avvocato e tenute lì dalle otto di mattina fino alle otto di sera senza mangiare e senza poter avere alcun contatto con l’esterno. Trattate, dunque, come criminali in una pericolosa operazione antimafia.
Una procedura irrituale e violenta indegna di uno stato di diritto che non può rimanere senza una adeguata reazione.
Non c’è stata nessuna concussione, non c’è stata nessuna induzione alla prostituzione, meno che meno di minorenni. Non c’è stato nulla di cui mi debba vergognare. C’è solo un attacco gravissimo di alcuni pubblici ministeri che hanno calpestato le leggi a fini politici con grande risonanza mediatica.
Io sono sereno, state sereni anche voi perché la verità vince sempre. Il Governo continuerà a lavorare e il Parlamento farà le riforme necessarie per garantire che qualche magistrato non possa più cercare di far fuori illegittimamente chi è stato eletto dai cittadini.
Silvio Berlusconi
mercoledì 2 giugno 2010
"Moralmente giustificato evadere" Quando Silvio strizzava l'occhio ai furbi


"Non c'è mai stato da parte mia il sostegno all'evasione fiscale", afferma Silvio Berlusconi nel monologo telefonico a Ballarò, accusando il vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini di "mentire spudoratamente" quando ricorda che in passato il premier ha giustificato gli evasori. Ma i resoconti parlamentari e i lanci di agenzia raccontano una realtà diversa da quella ricostruita dal presidente del Consiglio.
La moralità degli evasori. Nel 2004 Berlusconi è alla guida del suo secondo governo quando per la prima volta si arrischia a parlare di "moralità dell'evasione". Nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi 2, il 17 febbraio di quell'anno, il presidente del Consiglio afferma testualmente: ''Se si chiede una pressione del 50% ognuno si sentirà moralmente autorizzato ad evadere''. Secondo quanto riporta l'agenzia Ansa, Berlusconi annuncia l'intenzione del suo esecutivo, peraltro mai tradotta in atto, di introdurre due sole aliquote fiscali, al 22 e al 33%. ''Se chiediamo ai cittadini di pagare il 33% di tasse", argomenta il premier, "tutti si convinceranno che è giusto e doveroso, che è corretto pagare per i servizi che ottiene''. Le parole di Berlusconi scatenano subito reazioni e polemiche, ma il Cavaliere non torna sui suoi passi, anzi il giorno seguente, ai microfoni di Radio Anch'io, su Rai Radio1, rincara la dose: la "giustificazione morale" dell'evasione, afferma, è una verità insita nel "diritto naturale".
Gli attacchi a Visco "l'inquisitore". Passano due anni e il 2 agosto 2006 Berlusconi, stavolta in qualità di capo dell'opposizione, prende la parola a Montecitorio dove si vota la fiducia al governo Prodi su fisco e liberalizzazioni. Il leader di Forza Italia tuona contro le misure ideate dall'allora ministro delle Finanze per la lotta all'evasione: ''Visco vuole il controllo totale dei contribuenti" attacca. "Il suo motto, per citare il filosofo Michel Foucault, è sorvegliare e punire. Lo Stato diventa un grande inquisitore" continua Berlusconi. "Si arriverà a una schedatura invasiva e totale, come mai si è visto finora in una democrazia liberale''.
Lo Stato criminogeno e il diritto naturale. Siamo infine al 2 aprile 2008. Alla vigilia delle elezioni che lo riporteranno a Palazzo Chigi, Berlusconi parla al convegno dei costruttori dell'Ance. Il concetto è sempre lo stesso: il prelievo fiscale corretto si aggira intorno a un terzo del reddito. Se invece le ''tasse sono tra il 50 e il 60% è troppo, e così è giustificato mettere in atto l'elusione o l'evasione''. "Berlusconi giustifica gli evasori", titolano siti internet e tg, e allora il Cavaliere se la prende con "le agenzie di sinistra" che avrebbero male interpretato le sue parole. La smentita, però, non c'è, anzi: secondo Berlusconi è lo Stato ad essere "criminogeno": "In tutti noi", argomenta, "c'è una norma del diritto naturale per la quale, se ci si chiede di pagare il doppio delle imposte, questo è qualcosa che può essere ritenuto ingiusto e che può indurre qualcuno a sentirsi autorizzato a non pagare le tasse".
(02 giugno 2010)
sabato 10 ottobre 2009
venerdì 19 giugno 2009
La telefonata tra Berlusconi e Ghedini su "Sky"
SILVIO BERLUSCONI
19/6/2009
«Ma dai Niccolò, ma ti sembra possibile che tu possa pensare una cosa del genere su di me?». Giro di tavolo, flash dei fotografi e telecamere che riprendono i vari leader alle prese con il Consiglio europeo: dai microfoni di Sky si può ascoltare la telefonata di Silvio Berlusconi al suo avvocato ed esponente del Pdl, Niccolò Ghedini.
La telefonata
«Ma ti sembra possibile che tu possa pensare una cosa del genere su di me? A questo punto mi offendo io», dice il premier riferendosi alle ricostruzioni giornalistiche su alcune considerazioni fatte dal Cavaliere in merito all'operato del suo avvocato. «Ora - aggiunge Berlusconi - chiamiamo Bonaiuti e facciamo un comunicato. Qui ci sono cose che non ho mai detto. Mai detto - dice il presidente del Consiglio - di un complotto oscuro o di temere di essere spiato o che il mio avvocato è uscito pazzo. Questi sono dei disgraziati...», conclude il Cavaliere.
L'ira del premier: "Basta spioni"
Poco dopo in conferenza stampa Berlusconi ha usato parole molto dure con i giornalisti che gli riferivano di aver ascoltato, tramite i microfoni di Sky, la sua telefonata con l'avvocato Ghedini. «Siete degli spioni...», ha affermato il premier. «Andate avanti così, quello che dice un marito alla moglie in camera da letto sarà in prima pagina dei vostri eccellentissimi giornali...», ha aggiunto il presidente del Consigli. «Io non ci sto - ha ribadito il premier - a un Paese di questo genere e quindi cercherò di far sì che non si arrivi più a questo livello...».
mercoledì 17 giugno 2009
lunedì 8 giugno 2009
Berlusconi, gaffe con Sarko Video
Berlusconi e la figuraccia con la finlandia
Dopo aver denigrato la renna affumicata [disse in precedenza: "Potevamo dare l'authority per l'alimentazione a gente che mangia la renna marinata?!"], Berlusconi torna sull'argomento, dichiarando di aver fatto il playboy con la Prima Ministra finlandese. A seguito di queste dichiarazioni, per tutta risposta in Finlandia nacquero dei movimenti di boicottaggio dei prodotti italiani.
Ennesima figuraccia italiana: Berlusconi chiama ad alta voce Obama e fa adirare la regina Elisabetta
Londra, 2/04/2009 - Al G20 di Londra Berlusconi, credendo di stare ad una fraschetta dei Castelli, chiama ad alta voce il Presidente Obama ("Mr. Obamaaaa"), al termine della rituale fotografia, scatenando la disapprovazione piccata della Regina Elisabetta.
Ennesima figuraccia di Berlusconi nel mondo: Imbarazzo al vertice Nato
Berlusconi dice "POSSO PALPARE LA SIGNORA?" ... si trovava in Abruzzo.
domenica 31 maggio 2009
venerdì 22 maggio 2009
lunedì 27 aprile 2009
Documentario su Berlusconi (1/6)
Documentario della televisione americana su Berlusconi censurato in Italia
mercoledì 10 settembre 2008
Berlusconi: «In Italia economia solida»

Il Corriere della Sera
10 settembre 2008
NUCLEARE ED ENERGIA ALTERNATIVE - Italia e Gran Bretagna lavoreranno insieme nel settore dell'energia nucleare, considerato da entrambi i Paesi strategico per le questioni energetiche e per la lotta ai cambiamenti climatici. Lo hanno detto in conferenza stampa congiunta a Londra i due premier Silvio Berlusconi e Gordon Brown. «L'energia nucleare è una parte importante nella lotta ai cambiamenti climatici - ha affermato Brown - noi e l'Italia lavoreremo insieme nella cooperazione sul nucleare, alla ricerca di soluzioni tecniche per contrastare i cambiamenti climatici. I tecnici italiani e britannici sono all'avanguardia in questo settore». Berlusconi, nel confermare le sue intenzioni ha detto che l'Italia «lavorerà con la Gran Bretagna» per lo sviluppo del settore nucleare «ma anche quello delle energie alternative».
GLI ALTRI TEMI DELL'INCONTRO - Nei colloqui i due leader hanno affrontato anche le altri principali questioni dell'agenda internazionale: «Noi lavoriamo insieme - ha affermato Brown - per affrontare problemi come la crisi del credito, l'aumento dei prezzi del petrolio, dei generi alimentari, problemi globali su cui serve una risposta globale e i Paesi non possono isolarsi. Con l'Italia, inoltre, siamo d'accordo nello spingere sulle riforme economiche a livello europeo. Con il premier Berlusconi abbiamo intenzione di lavorare insieme per aiutare le piccole e medie industrie che sono essenziali per l'economia europea».
