Neue Zuercher Zeitung
L’inizio era promettente. Le elezioni italiane dell’aprile scorso hanno fornito un risultato chiaro. La coalizione di centro-destra di Silvio Berlusconi ha vinto con una netta maggioranza in entrambe le camere del Parlamento, cosa che dovrebbe permettere al Governo un lavoro sicuro ed efficace. Il nuovo Partito Democratico della sinistra, invece, ha perso le elezioni, ma è rimasto l’unico vero partito all’opposizione. Il bipolarismo politico, definito dagli esperti l’unica cura per uno stato malato come la repubblica italiana, si è dunque materializzato da solo come per magia.
In più i leader delle due coalizioni si sono scambiati sia durante che dopo la campagna elettorale i loro argomenti con una moderatezza e correttezza sconosciute. Il leader dell’opposizione Veltroni ha promesso uno scontro duro, ma costruttivo, con il Governo e Berlusconi si è dimostrato aperto ad una cooperazione con l’avversario, soprattutto per quanto riguarda le necessarie riforme istituzionali. Inoltre il nuovo capo del Governo ha più volte sottolineato la gravità della situazione economica e sociale del paese e la sua disponibilità ad affrontare seriamente i problemi.
In più i leader delle due coalizioni si sono scambiati sia durante che dopo la campagna elettorale i loro argomenti con una moderatezza e correttezza sconosciute. Il leader dell’opposizione Veltroni ha promesso uno scontro duro, ma costruttivo, con il Governo e Berlusconi si è dimostrato aperto ad una cooperazione con l’avversario, soprattutto per quanto riguarda le necessarie riforme istituzionali. Inoltre il nuovo capo del Governo ha più volte sottolineato la gravità della situazione economica e sociale del paese e la sua disponibilità ad affrontare seriamente i problemi.
La Robin Hood tax come specchietto per le allodole
Con l’agevolazione fiscale sulle ore di straordinario e abolizione dell’ICI, Berlusconi ha poi dato l’impressione di volere davvero mantenere la sua promessa e di abbassare le tasse in favore della fascia media. Ma poiché l’ICI finora finiva nelle casse dei comuni, questa misura entra in contrasto con la federalizzazione del fisco, promessa prima delle elezioni. Il rafforzamento di un federalismo fiscale sarebbe senza dubbio una buona misura per responsabilizzare di più i comuni e le regioni che spendono troppo. Si dovrà aspettare per vedere se questo passo sarà fatto.
La riduzione fiscale sulla prima casa e sul lavoro viene compensato da tasse più elevate sui profitti di ditte petrolifere e finanziarie. Chiamando questa tassa “Robin Hood” il Governo vuole mandare un messaggio: prende i soldi ai ricchi per darli ai poveri. Questo dovrebbe probabilmente mascherare il fatto, che la pressione fiscale sull’ economia nazionale non si riduce affatto. Il programma finanziario appena pubblicato rivela infatti, che la pressione fiscale salirà invece nel prossimo anno per poi arrivare di nuovo al livello attuale fra cinque anni. Sembra che anche il nuovo Governo non sia disposto ad abbassare le tasse, dato che non è pronto a ridurre le spese.
Salvezza dalla giustizia
Si può riconoscere lo stesso inganno in un altro tema centrale della campagna elettorale: la sicurezza. Il pubblico viene impressionato con richieste spettacolari, per esempio la revisione dei contratti di Schengen, l’impiego dell’esercito nelle strade delle grandi città o la registrazione dei bambini rom. Il Governo lancia un pacchetto sicurezza che inasprisce le leggi, per criminalizzare l’immigrazione illegale, per esempio, oppure per espellere extracomunitari illegali. Ma facili richieste e severi paragrafi probabilmente non miglioreranno la sicurezza degli italiani. Ci vuole una polizia professionale, un stato sociale moderno, programmi per integrare gli immigrati, prigioni vuote e soprattutto una giustizia funzionante. Quindi riforme concrete e radicali, che però non sono in vista.
Una norma nel pacchetto sicurezza del Governo avrà sicuramente delle conseguenze concrete: il rinvio di tutti i processi di reati punibili con meno di dieci anni di prigione. Con ciò verrà sospeso anche il processo nel quale Berlusconi è accusato di aver “convinto” con del denaro un avvocato inglese a testimoniare il falso in un processo nel quale era testimone. Due altre leggi perseguono ovviamente simili scopi: Una garantisce l’immunità alle quattro più alte cariche dello stato e un’altra invece vuole limitare le intercettazioni telefoniche della polizia a pochi crimini e vietarne le pubblicazioni da parte dei media.
Berlusconi continua ancora a illudere i cittadini dicendo loro di occuparsi delle loro paure e preoccupazioni, quando in realtà pensa soprattutto ai propri interessi. Si può assumere che pochi italiani si lasciano ingannare dai trucchi di Berlusconi. Il fatto che il Cavaliere abbia comunque vinto le ultime elezioni dimostra, invece, che a molti cittadini non preoccupa questa situazione. Sia perché alcuni sono convinti che tutti i politici siano uguali, sia perché altri invece ammirano il successo senza scrupoli del Cavaliere. Chi invece ha votato Berlusconi, perche’ credeva alla sua volonta’ e capacita’ di affrontare i problemi dell’Italia, si ritrova nuovamente deluso.
Opposizione disorientata
La questione morale e’ secondaria nella politica italiana. Questo non si evince solo dal risultato delle scorse elezioni, ma anche al dal comportamento del Partito Democratico, che oggi sembra sovraffaticato dal suo ruolo di opposizione. Il leader Walter Veltroni sembra ancora convinto della disponibilità di Berlusconi ad un dialogo costruttivo e muove soltanto delle blande critiche alle nuove leggi, che prevedono di salvare il primo ministro dalla giustizia. Veltroni teme che un attacco frontale dell’opposizione rafforzerebbe soltanto la definizione che Berlusconi da di sé quale innocente vittima dei “giudici rossi” e dunque anche le simpatie degli elettori per il primo ministro.
Ma la riservatezza di Veltroni ha i suoi punti deboli ed apre il gioco ai concorrenti dell’opposizione, innanzi tutti l’eroe della campagna anti-corruzione “mani pulite”, Di Pietro, e il suo piccolo partito l’Italia dei valori. Con un appello per una manifestazione, Di Pietro ha già cominciato a “rubare” ai Democratici il ruolo di opposizione. Se Veltroni ne perde la guida, gli elettori, per i quali la questione morale è tuttavia importante, si distanzieranno delusi da lui e passeranno a Di Pietro o partiti radicali di sinistra. E se Veltroni non esce da questo suo dilemma, i suoi giorni da leader del partito sono contati.
Ad appena 80 giorni dalle elezioni e 50 dal giuramento del nuovo governo l’Italia si ritrova di nuovo nello stesso film sotto la regia di Berlusconi. Il primo ministro conduce la sua battaglia personale con la giustizia, l’opposizione ha perso l’orientamento e i politici inseguono vecchie agevolazioni. Nel frattempo l’economia, le istituzioni e il prestigio internazionale dell’Italia stanno crollando precipitosamente. Per quanto tempo riuscirà l’”illusionista” Berlusconi a nascondere tutto questo?

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