
La maggioranza va avanti. Smentendo ogni voci di una possibile mediazione, l'esecutivo non si ferma sulla giustizia. Il lodo Alfano approderà in aula alla Camera già mercoledì pomeriggio. Alla conferenza dei capigruppo, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito ha chiesto e ottenuto di modificare il calendario di Montecitorio anteponendo il voto sul Lodo Alfano a quello sul decreto sicurezza, nel quale è inserita la norma salva processi. Quella stessa norma che sarà modificata "nelle parti più contestate" dice il capogruppo del Pdl Elio Vito.
Secondo il programma fissato, le commissioni riunite affari costituzionali e giustizia dedicheranno la mattinata di mercoledì all'esame del ddl, che andrà in aula nel pomeriggio con prosecuzione notturna della seduta. La maggioranza prevede il voto per l'intero provvedimento già per giovedì prossimo. Si allinea anche la Lega che però chiede garanzie "certe" per l'approvazione del decreto legge sulla sicurezza in tempi certi.
L'opposizione. "Non abbiamo aderito a questa modifica - spiega Marina Sereni del Pd - insistendo sulla possibilità di sopprimere l'articolo 2-ter del decreto sicurezza contenente la norma blocca processi". in sintesi: senza la rimozione della norma blocca-processi non ci può essere nessun dialogo sul Lodo Alfano "che - dice Anna Finocchiaro - non è urgente".
Fini. 'Invertire l'ordine del giorno dei lavori dell'aula senza cancellare dal calendario provvedimenti già inseriti è possibile quando c'è la maggioranza dei gruppi che lo chiede. E sull'anticipazione del lodo Alfano gli unici gruppi che si sono opposti sono stati quelli dell'Idv e del Pd visto che l'Udc ha solo preso atto della questione". Fini spiega così il perché in conferenza dei capigruppo si sarebbe deciso di discutere prima il lodo Alfano del decreto sicurezza.
La giornata. "Questa sera chiederemo di anticipare l'esame in aula del Lodo Alfano rispetto al decreto legge sulla sicurezza" annuncia, in mattinata, il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito. E c'è chi vede in questa mossa la volontà della maggioranza di fare un ulteriore passo avanti verso il tentativo di una mediazione sulla questione giustizia, come anticipato da Repubblica. Br>In sostanza si ipotizza il voto anticipato sul Lodo Alfano in Aula prima di togliere, o quantomeno di ridurre la portata, della norma blocca-processi contenuta nel decreto sicurezza. L'obiettivo del centrodestra è quello di far approvare il provvedimento che sospende i procedimenti giudiziari per le quattro più alte cariche dello Stato entro l'estate, da parte di tutti e due i rami del Parlamento. Negativa la prima reazione del Pd: senza la rimozione della norma blocca-processi non ci può essere nessun dialogo sul Lodo Alfano. Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato, ribadisce la posizione del Pd: "Non ci presteremo ad artifici, proposte alternative o ipotesi di scambio. Chiediamo chiarezza all'esecutivo: non esiste il congelamento della norma in attesa di altri passaggi". Per Antonio Di Pietro "è umiliante assistere ad un Parlamento che si piega. Non accadeva nemmeno nel ventennio. Si sta consumando un reato gravissimo e osceno".
Poi, nel pomeriggio, le commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera accantonano l'esame dell'articolo 2 ter del dl sicurezza che contiene la cosiddetta 'blocca-processi'. Rimandando ogni decisione alla capigruppo. Si pensa ad una possibile mediazione. Il risultato è il voto a maggioranza che anticipa il Lodo Alfano e la "disponibilità" del Pdl a modificare la blocca-processi.
COMMENTI
Il PD è servito.

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