lunedì 7 luglio 2008

Inchiesta sui COMITES per l'utilizzazione dei fondi della Farnesina


Roberto Ormanni
Direttore de
IL PARLAMENTARE

E’ al primo giro di boa l’indagine della procura di Roma sull’utilizzo dei fondi da parte dei responsabili dei Comites, i comitati per gli italiani all’estero. L’inchiesta, avviata per accertare eventuali irregolarità nella gestione delle risorse finanziarie del Comites di Miami in occasione delle ultime elezioni politiche, si è estesa ad altri quattro Comites, tra i quali quello di Toronto. E il pubblico ministero Roberto Felici, che con il procuratore aggiunto Maria Cordova coordina l’indagine, avrebbe già iscritto nel registro degli indagati un funzionario della Farnesina e un addetto del consolato italiano a Miami.

Sono invece, allo stato, in “corso di valutazione” le posizioni dei responsabili dei Comites, a cominciare da quello di Miami il cui presidente, Cesare Sassi, ha pubblicato sul bollettino Comites Informa del mese precedente alle ultime elezioni, articoli di propaganda elettorale in favore della propria candidatura (Sassi non è poi stato eletto).

Al centro dell’inchiesta i fondi statali che vengono erogati dalla Farnesina in favore dei Comites che, a parere dei pubblici ministeri, nel corso degli ultimi anni – in particolare tra il 2004 e il 2008 – sarebbero stati utilizzati per fini diversi da quelli che lo stesso ministero degli Esteri prevede e prescrive.

Agli atti degli investigatori, infatti, vi sarebbe anche una nota della Farnesina inviata per conoscenza anche alla magistratura, proprio all’esito di alcuni controlli nei bilanci che periodicamente i Comites devono consegnare al ministero. Proprio in riferimento a tale circostanza, i Pm avrebbero iscritto nel registro degli indagati un funzionario della Farnesina. I bilanci infatti, con le cosiddette “pezze d’appoggio” e le note informative, devono essere controllati e verificati dal ministero degli Esteri, sia per quanto riguarda i bilanci preventivi, sia per i consuntivi.

Analoga contestazione riguarderebbe uno degli addetti al consolato italiano a Miami: il primo organismo di controllo dell’attività dei Comites è proprio il consolato.

L’inchiesta ipotizza il reato di abuso d’ufficio e, per quanto riguarda il caso del Comites di Toronto, si starebbe valutando anche l’ipotesi del peculato.

In relazione al Comites di Miami, l’inchiesta è stata avviata sulla base di quanto pubblicato dal bollettino Comites Informa di marzo 2008.

In particolare, il Pm Felici vuole verificare se la pubblicazione possa essere stata uno “strumento” per commettere il reato di abuso d’ufficio. Va ribadito che in questa fase l’inchiesta non contesta reati specifici a nessuno, ma l’obiettivo degli inquirenti è quello di accertare se i fondi pubblici – che finanziano la pubblicazione e la diffusione del bollettino – sono stati utilizzati correttamente e, soprattutto, in linea con le circolari ministeriali della Farnesina che dettano le regole di spesa.

Il bollettino che ha richiamato l’attenzione dei pubblici ministeri è quello sul quale compaiono diversi articoli, a firma di componenti del Comites di Miami, che sostanzialmente invitano gli elettori (gli italiani all’estero) a votare per Cesare Sassi, presidente del Comites. Tra gli articoli ce n’è uno, che apre la pubblicazione, dello stesso Sassi.

La Farnesina, nella sue circolari, raccomanda tra l’altro ai Comites di tutti i Paesi, di non finanziare eventi sportivi, manifestazioni culturali, attività di rappresentanza e, tra l’altro, di non usare gli strumenti d’informazione degli organismi per fare propaganda elettorale. La spiegazione è semplice: i Comites, per i bollettini, percepiscono fondi pubblici e dunque la propaganda di un privato non può essere pagata dallo Stato. Diversa è la questione, stando alla prima documentazione acquisita dagli investigatori, in caso di pubblicità elettorale a pagamento inserita sui Comites Informa. In pratica, la foto del candidato e l’invito al voto sono leciti quando vengono pubblicati come una qualunque pubblicità a pagamento. Quando invece si passa dalla pubblicità vera e propria alla propaganda sotto forma di articoli d’informazione, la questione è diversa e merita, a parere del Pm Felici, di essere approfondita.

La procura di Roma ha incaricato la sezione di polizia giudiziaria di acquisire copia delle circolari e delle norme che regolano la pubblicazione dei bollettini dei Comites e, in secondo luogo, sta svolgendo accertamenti sia sullo statuto dei Comites, per stabilire in che misura sono ripartite le responsabilità dei singoli componenti nelle attività di gestione, sia per accertare se i bollettini informativi sono gestiti direttamente dagli organismi direttivi dei comitati.

Gli inquirenti non escludono, prima dello stop estivo, di procedere ai primi interrogatori.
Roberto Ormanni

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