
La Repubblica
19 luglio 2008
Alfano: "Da oggi 41-bis più duro. Giro di vite sui boss in galera".
PALERMO - Sceglie l'anniversario della strage di via D'Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta, per annunciare il giro di vite sui boss in carcere. "Ho fatto diramare dai miei uffici una circolare molto restrittiva sul 41-bis" dice il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, arrivando a Palermo. "Una stretta che impedirà qualsiasi comunicazione fra i boss arrestati" spiega il Guardasigilli. Una decisione legata al fatto che sempre più "padrini" erano usciti dal regime carcerario "duro" a seguito di ricorsi.
Nelle due cartelle della circolare si chiede ai direttori degli istituti di pena di disporre lo spostamento dei boss sottoposti al regime del 41 bis in celle lontane tra loro, dove non sia possibile neanche comunicare parlando ad alta voce, cosa che talvolta avviene addirittura cantando. I direttori delle carceri sono inoltre autorizzati ad applicare sanzioni disciplinari ai detenuti che siano sorpresi a passarsi informazioni.
L'altro aspetto riguarda la formazione dei cosiddetti "gruppi di socialità", cioè la possibilità per i detenuti sottoposti al carcere duro di uscire talvolta dall'isolamento, ma solo in piccoli gruppi da tre a cinque.
Anche i criteri di formazione di questi gruppi sono da ora più rigidi. I direttori dovranno evitare che entrino in contatto boss di origine geografica diversa o appartenenti a organizzazioni criminali diverse per evitare il nascere di eventuali alleanze, ma anche dovranno impedire che dei gruppi facciano parte insieme vecchi e nuovi reclusi in modo da evitare che questi ultimi forniscano informazioni fresche. BR>"Tutto cio' che va nel senso di migliorare il 41 bis è positivo, anche se il problema è, soprattutto, mantenere il carcere duro per i boss e, quindi di una più puntuale interpretazione delle norme sul rinnovo - commenta il procuratore di Palermo, Francesco Messineo - è necessario un impegno diretto a modificare le disposizioni sul rinnovo del carcere duro o a interpretarle in modo più puntuale".
Ad Agnese Borsellino, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio in cui il giudice ucciso dalla mafia viene definto "un magistrato esemplare". "La inaudita violenza con cui lo si colpì - scrive il capo dello Stato - suscitò nel paese una condivisa stagione di lotta contro la brutale spirale mafiosa". E dalla vedova dal magistrato è arrivato un appello ai politici: "Non dimenticate Paolo".
Nelle due cartelle della circolare si chiede ai direttori degli istituti di pena di disporre lo spostamento dei boss sottoposti al regime del 41 bis in celle lontane tra loro, dove non sia possibile neanche comunicare parlando ad alta voce, cosa che talvolta avviene addirittura cantando. I direttori delle carceri sono inoltre autorizzati ad applicare sanzioni disciplinari ai detenuti che siano sorpresi a passarsi informazioni.
L'altro aspetto riguarda la formazione dei cosiddetti "gruppi di socialità", cioè la possibilità per i detenuti sottoposti al carcere duro di uscire talvolta dall'isolamento, ma solo in piccoli gruppi da tre a cinque.
Anche i criteri di formazione di questi gruppi sono da ora più rigidi. I direttori dovranno evitare che entrino in contatto boss di origine geografica diversa o appartenenti a organizzazioni criminali diverse per evitare il nascere di eventuali alleanze, ma anche dovranno impedire che dei gruppi facciano parte insieme vecchi e nuovi reclusi in modo da evitare che questi ultimi forniscano informazioni fresche. BR>"Tutto cio' che va nel senso di migliorare il 41 bis è positivo, anche se il problema è, soprattutto, mantenere il carcere duro per i boss e, quindi di una più puntuale interpretazione delle norme sul rinnovo - commenta il procuratore di Palermo, Francesco Messineo - è necessario un impegno diretto a modificare le disposizioni sul rinnovo del carcere duro o a interpretarle in modo più puntuale".
Ad Agnese Borsellino, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio in cui il giudice ucciso dalla mafia viene definto "un magistrato esemplare". "La inaudita violenza con cui lo si colpì - scrive il capo dello Stato - suscitò nel paese una condivisa stagione di lotta contro la brutale spirale mafiosa". E dalla vedova dal magistrato è arrivato un appello ai politici: "Non dimenticate Paolo".
COMMENTO
L'operazione di marketing è interminabile.
The show must go one.
Paolo Borsellino si rivolta nella tomba.
Sono un ex direttore di carcere, so quel che scrivo.

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