giovedì 14 agosto 2008

«Il premier ha distrutto l’opinione pubblica»



Lorenzo Buccella
L'Unità
14 agosto 2008


È un vero e proprio pro-memoria civile e politico, quello che Nanni Moretti ha voluto lanciare dal festival di Locarno, riattraversando nel giro di una discussione con la stampa internazionale l'arcipelago di anormalità che gravano sulla pessima salute del nostro paese.

E le prime parole non risparmiano nessuno, a partire dalla divisioni che spaccano l'opposizione: «La sinistra, l'opposizione, è divisa in due: o è autodistruttiva o è in letargo. Ma ovviamente c'è qualcosa di molto più grave di questo e sta tutta nel fatto che in Italia è morta l'opinione pubblica, distrutta dallo strapotere televisivo di un uomo a cui si sono concesse cariche, poteri e impunità che in nessun altro paese europeo sarebbero stati possibili».

Altro che spostare i voti con i mezzi dell'informazione, Berlusconi in realtà ha spostato un intero paese, narcotizzandolo a tal punto da convincere la gente che siano normali cose assolutamente non-normali come il conflitto d'interesse.

«E la questione terribile è che chi ricorda l'inaccettabilità di questa situazione, viene additata come la solita persona noiosa che torna a cavalcare questo fantomatico e grossolano anti-berlusconismo. Purtroppo però grossolana è questa realtà italiana, a cui in passato non ci è opposti con la giusta fermezza. Continuo a ritenere uno scandalo il fatto che tra il 1996 e il 2001, quando avevamo una maggioranza solida, non abbiamo fatto nessuna legge contro il conflitto d'interesse».

Orizzonti ammorbati nel tempo che diventano grido d'allarme democratico quando l'inquadratura si stringe sul problema della giustizia.

«Ma vi rendete conto cosa sarebbe successo in altri paesi, se a persone condannate per reati gravi di corruzione in primo, secondo e terzo grado come Cesare Previti veniva proposto il ministero della Giustizia, cosa che nel 1994 fu bloccata solo grazie all'intervento del presidente Scalfaro e quindi ci fu il suo dirottamento verso il Ministero della Difesa. I giornali e i media indipendenti avrebbero come minimo "punito" e messo alla berlina certi atteggiamenti. E lo stesso vale per Marcello dell'Utri così come per tutte le imperterrite aggressioni che Berlusconi riserva quotidianamente alla magistratura. Tanto più che ci tengo a ricordare come Berlusconi non sia sempre stato assolto, ma per alcuni reati si sia arrivati alla prescrizione».

Un rammarico, quello di Moretti, di non poter essere ottimista di fronte al panorama attuale della società italiana che finisce per distruggere qualsiasi formuletta buonista sui giovani e il futuro.

«Mi piacerebbe tanto poter concludere dicendo che confido e ho speranza nei giovani perché in loro si possa trovare la molla morale di un riscatto, ma non ce la faccio. Anche loro sono cresciuti all'interno di questa mentalità e ormai si sono assuefatti a questa cultura berlusconiana che è dilagata nel tempo e in ogni angolo del paese».

Come da copione, per il Pdl (parla il sottosegretario ai beni culturali Giro) queste critiche non sarebbero altro che «un miscuglio di paranoia e snobismo» verso Berlusconi.


1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Se si mettono a raffronto il volto, accigliato, di Nanni Moretti e quello, sorridente, di Giuliano Amato, forse qualche riflessione in più sul perchè la si può fare: fatela !