domenica 28 settembre 2008

LETTERA APERTA AL SIG. DIRETTORE DELLE CARCERI DI LODI


Luigi Morsello *

LETTERA APERTA
Sig. Direttore
dr.ssa Stefania Mussio
Casa Circondariale
L O D I

Sig. Direttore,


mio primario dovere era manifestare tutto il mio cordoglio per la tragica scomparsa dell’assistente capo di polizia penitenziaria Marina Viviani al comandante di reparto e,per il suo tramite, a tutto il Corpo di Polizia penitenziaria in servizio presso le carceri da lei dirette.


Ciò ho fatto, ricorrendo per la diffusione al mio blog e diramando la mia lettera di condoglianze a tutta l’Italia penitenziaria.


Adesso è mio dovere presentare a lei le condoglianze per la scomparsa della cara Marina Viviani, con preghiera di volerle porgere ai suoi tre digli, non essendo io in possesso del mezzo per inviare loro questi sentimenti di solidarietà.


Vorrà fortemente rappresentare alla figlia maggiore la mia disponibilità a venire in suo soccorso nella gestione della difficile eredità, ove ne avesse necessità e ne riscontrasse l’opportunità.


Desidero, infine, rappresentare l’opportunità di dedicare la Festa del Corpo di polizia penitenziaria all’assistente capo Viviani Marina, brava operatrice penitenziaria, madre coraggiosa e donna stroncata da un destino avverso nel fiore degli anni.


Distinti saluti.

* già Direttore dellla Casa Circondariale di Lodi

3 commenti:

Luigi Morsello ha detto...

Dubito che la mia richiesta sarà accolta.

Anonimo ha detto...

Perché non dovrebbe farlo? La tua sincera partecipazione emotiva è evidente, come evidentemente sincere appaiono le tue offerte di supporto alla famiglia. Io stessa, che non conoscevo la defunta, leggendo ieri il post in cui tu parlavi di lei,mi sono emozionata nel leggere le parole commosse e delicate che hai trovato per partecipare questa morte prematura.
rossana

Luigi Morsello ha detto...

Perchè la conosco, fin troppo bene, non è nel suo stile la solidarietà e perchè non è capace di mettere da parte i rancori personali, nei mie confronti, evidentmente.
Nel 1996 era C.I.P. (Collaboratore di Istituto Penitenziario) alle carceri nuove di Pavia, che io avevo msso in funzione del 1992.
Quando rientrai in servizio c'era ed aveva la smania di comandare.
Il C.I.P. è il gradino iniziale del ruolo direttivo (come per me il vice direttore aggiunto del 1967), e fui costretto a calmarla con modi anche abbastanza bruschi.
Il giorno dopo si fece distaccare presso il carcere di Voghera.
Non l'ho più rivista fino a quando è stata assegnata a Lodi, fui invitato alla festa del Corpo dello scorso anno, non si comportò proprio benissimo con me.
Potrebbe essere un bravo direttore, se non fosse troppo temperamentale, il che non giova alla formazione dell'esperienza professionale.
P.Q.M. dubito.