lunedì 13 ottobre 2008

Scomparsi gli ibis dell'oasi di Orbetello



IL CORRIERE DELLA SERA

E' possibile che siano volati via per esplorare il territorio. Ma corrono gravi rischi. Appello del Wwf: aiutateci


ORBETELLO (Grosseto) – Da quel tratto di Maremma ancora incontaminato che, come una grande nido, avrebbe dovuto accoglierli per salvarli dai pericoli dell’uomo e da un’estinzione purtroppo molto vicina, sono spariti all’improvviso. Dieci ibis eremita di appena cinque mesi, trampolieri stupendi e rarissimi (nel mondo ne sono rimaste duecento coppie in Marocco e in Siria) sono scomparsi dall’Oasi del Wwf nella laguna di Orbetello.


ESPERIMENTO - Qui erano arrivati a settembre dopo un volo straordinario dalla Baviera durato più di un mese. Gli uccelli avevano seguito un deltaplano, per loro una mamma virtuale, pilotato da etologi e ambientalisti. Un esperimento internazionale per cercare di salvare questa specie. A Orbetello, nell’ambiente palustre della laguna, avrebbero dovuto svernare, diventare adulti, e magari riprodursi per cercare di vincere la battaglia contro l’estinzione come lo scorso anno hanno fatto altri dieci uccelli ancori oggi custoditi nell’oasi maremmana. Ad accorgersi della scomparsa dei nuovi arrivati sono stati i volontari del centro. Gli animali non sono stati rubati, ma probabilmente come tutti i «cuccioli», hanno cercato di esplorare il territorio e sono volati chissà dove. «Non rendendosi conto dei gravi pericoli che corrono», dice Fabio Cianchi coordinatore delle oasi del Wwf della Maremma. «Questi trampolieri non hanno paura dell’uomo perché sono abituati a essere accuditi dai volontari del centro, dunque possono finire nel mirino di qualche male intenzionato, oppure rifugiarsi in luoghi pericolosi, magari vicino a centro abitati».


CHI LI HA VISTI AVVISI IL WWF - Domenica c’è stato un falso allarme. Qualcuno ha chiamato il Wwf segnalando la presenza degli uccelli vicino all’ospedale di Orbetello. I volontari sono partiti, ma invece degli ibis si sono trovati di fronte a una piccola colonia di cormorani. «Siamo molto preoccupati perché gli ibis sono in pericolo grave», dice Cianchi. Che lancia un appello: «Chiunque crede di averli avvistati telefoni al Wwf (0564/898829 - 0564/870198 - 320/8223972) ma non si avvicini agli animali e non li tocchi. Sono disorientati e potrebbero fuggire ancora». Riconoscerli non è difficile. Hanno becco e zampe lunghe e piume dalla colorazione scura con riflessi metallici verdi. Sul capo, come tutti i giovani esemplari della specie, hanno un ciuffetto bianco. Ma soprattutto alle zampe hanno anelli colorati applicati dai volontari per il riconoscimento. Su ogni anello c’è il loro nome. Gli ibis sono stati battezzati come bambini. Si chiamano Hanni, Gonzo, Jago, Isi, Zora, Luca, Mari, Mia, Maxi e Mikesch.


Marco Gasperetti

12 ottobre 2008

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Li potete ammirare nello slideshow di lato a sinistra.
Per me sono andati, nel senso che si sono smarriti, sta succedendo spesso nel campo degli animali.