DATE - Le date individuate sono: 6 dicembre 2008; 7, 16 e 27 gennaio 2009; 9 e 20 febbraio; 3, 16 e 27 marzo; 7 e 20 aprile; 4, 15 e 26 maggio.
NOTA - Le organizzazioni sindacali denunciano inoltre «la gravissima situazione che si è venuta a creare con il perpetuarsi dell'atteggiamento di rigida chiusura adottato dalla Cai fortemente sostenuta dal governo. Cai - si legge ancora - con la complicità di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, ha stravolto e disatteso i contratti collettivi di lavoro già concordati e sottoscritti a settembre a palazzo Chigi da tutte le sigle sindacali e dal governo». La firma del cosiddetto «lodo Letta» dello scorso 31 ottobre scorso da parte dei sindacati unitari, rappresenta per le associazioni di piloti e assistenti di volo «il punto più basso mai raggiunto sia in termini di rispetto della democrazia e della rappresentanza, sia rispetto al ruolo primario del sindacato che così riconosce implicitamente la propria incapacità di tutelare i lavoratori, consegnando all'insindacabile giudizio di una terza parte governativa l'avallo allo stravolgimento di contratti collettivi di lavoro già sottoscritti».
«DISASTRI SOCIALI» - Le organizzazioni di categoria denunciano l'adozione di «criteri di assunzione iniqui, socialmente inaccettabili e non rispettosi delle anzianità aziendali maturate dai lavoratori. Inoltre - si legge nella nota - il rifiuto posto dalla Cai a utilizzare il part-time nelle assunzioni, senza oneri aggiuntivi per l'azienda, e l'inscindibilità dell'offerta fatta al commissario che di fatto esclude offerte già pervenute per Volare e per Alitalia Express ma senza fornire le medesime garanzie occupazionali per i lavoratori coinvolti, ingigantisce il numero delle eccedenze di personale generando ulteriori quanto evitabili disastri sociali oltre che costi aggiuntivi a carico della collettività. Il tutto mentre Cai beneficerà di enormi vantaggi in materia di decontribuzione previdenziale e defiscalizzazione». L'operazione Cai, secondo le associazioni sindacali dei piloti, «genererà paradossalmente un costo per i contribuenti superiore a quello della vecchia Alitalia indebitata e inefficiente.
MATTEOLI: «GOVERNO NON SI FARÀ INTIMIDIRE» - «Quella dei sindacati autonomi di Alitalia assomiglia a una dichiarazione di guerra» ha commentato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. «Siamo davvero sconcertati di fronte a tali annunci ma è evidente che il governo non si lascerà intimidire e assumerà al momento opportuno tutte le iniziative e i provvedimenti necessari per non danneggiare i viaggiatori». «Non possiamo consentire in alcun modo - aggiunge il ministro - che qualcuno possa avere ed esercitare una sorta di diritto di veto contro un'impresa che vuole investire salvando più di 12.500 posti di lavoro, che ha un valido piano industriale per rilanciare una compagnia, la quale diversamente sarebbe già fallita con tutte le conseguenze drammatiche del caso».
09 novembre 2008


1 commento:
Lo scontro si fa duro: chi semina vento raccoglie tempesta !
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