lunedì 10 novembre 2008

Alitalia, si spacca il fronte del no: «Sciopero di 24 ore dalle 18 di lunedì»

IL CORRIERE DELLA SERA


ROMA - Il fonte del no si è diviso ma alla fine l'assemblea dei dipendenti dell'Alitalia riuniti a Fiumicino ha approvato una mozione del comitato di lotta che propone uno sciopero di 24 ore a partire dalle 18 di lunedì e che le 5 sigle sindacali - Anpac, Up, Sdl, Avia e Anpav - non hanno appoggiato. A nulla sono valsi i tentativi del segretario nazionale dello Sdl Paolo Maras, che ha cercato di convincere i partecipanti ad evitare il ricorso allo sciopero.


LA ROTTURA - Le cinque sigle che rappresentano piloti, assistenti di volo e personale di terra di Alitalia non avevano appoggiato la mozione votata all'unanimità dall'assemblea riunita a Fiumicino, che chiedeva il blocco totale immediato del trasporto aereo. Il presidente dell'Anpac Fabio Berti e il segretario nazionale Sdl Andrea Cavola hanno fatto appello all'unità. «Abbiamo un obiettivo che è identico - ha spiegato Berti -. La lotta non finisce oggi perché con un'azione traumatica avremmo una precettazione dopo 20 minuti. Non ci deve essere spaccatura, c'è una strada precisa, dovete avere fiducia». Pesanti le ripercussioni per chi vola, con molti voli in ritardo anche di tre ore e una dozzina di collegamenti cancellati. Gli "oltranzisti" hanno organizzato un sit-in bloccando per alcune ore l'ingresso al centro equipaggi.


SIT-IN AL CENTRO EQUIPAGGI - Il blocco del trasporto era stato proposto dal «comitato di lotta», cui l'assemblea ha dato mandato di indire lo sciopero immediato di tutto il personale. Fabio Frati della Cub Trasporti ha spiegato che il comitato si è costituito spontaneamente per indire le assemblee in modo che nessuna sigla sindacale possa mettere il cappello sulle iniziative. Cavola (Sdl) ha detto che l'assemblea dei dipendenti Alitalia «continua ad oltranza», mentre il piazzale del varco equipaggi si divide tra i «fedeli» di Anpac, Avia, Up e Sdl, e il gruppo del «comitato di lotta» che ha bloccato con un sit-in l'ingresso al centro equipaggi per alcune ore, fin verso le 16.20, impedendo l'accesso a piloti e hostess di altre compagnie aeree, anche straniere, costretti a raggiungere un ingresso secondario dell'aeroscalo. Davanti al varco è rimasto un presidio che andrà avanti a oltranza. I sindacati negano però che ci sia una spaccatura. «Il fronte del no non si è spaccato, piuttosto esistono fronti di lotta diversi» dice Berti. E Cavola: «La nostra risposta è decisa, molto dura e determinata ma nel rispetto della legge e nella volontà dei lavoratori. Credo che Alitalia sarà destinata a non volare per molto tempo se si continua con la irragionevolezza della Cai».


CONVOCAZIONE - Il presidente della Commissione di garanzia sullo sciopero nei sevizi pubblici, Antonio Martone, incontrerà i sindacati autonomi giovedì alle 10 in merito allo sciopero di due settimane annunciato domenica. «Il presidente della Commissione ha rivolto un forte invito a soprassedere da ulteriori iniziative in violazione delle regole vigenti che possano recare grave pregiudizio al diritto alla mobilità garantito ai cittadini dalla Carta costituzionale» si legge in una nota.


«BATTAGLIA VA AVANTI» - L'assemblea era cominciata intorno alle 10.30. Circa 600 i partecipanti, tra cui un gruppo numeroso di operai di AZ Airport, riuniti sotto lo striscione «Alitalia. No a privatizzazione e precarietà. Nazionalizzazione». Le sigle sindacali presenti, Anpav, Avia, Anpac, Up e Sdl, sono quelle che non hanno firmato l’accordo con la Cai sui contratti, sottoscritto invece dai sindacati confederali. «La nostra risposta finirà quando avremo deciso che ci sono le condizioni per farla finire: quando saranno rispettati i principi di solidarietà, democrazia e di diritto al lavoro» ha detto il segretario nazionale dello Sdl, Paolo Maras. Capillari misure di sicurezza sono state predisposte dalle forze dell'ordine in tutta l'area e sono stati aumentati i controlli all'interno e all'esterno dei terminal.
RITARDI E VOLI CANCELLATI - Enormi i disagi per chi vola. Sono stati soppressi 17 voli diretti a Francoforte, Bologna, Monaco, Bari, Firenze, Verona, Varsavia, Catania, Boston, Praga e Palermo (due), Kiev, Sofia, Istanbul, Linate e Parigi. Furenti i passeggeri, che hanno preso d'assalto gli sportelli per le informazioni. Problemi anche negli scali milanesi di Linate e Malpensa, dove sono stati cancellati 7 volti in partenza e 8 in arrivo. I voli in partenza cancellati a Linate sono: quattro per Fiumicino, uno per Amsterdam, uno per Bruxelles e uno per Napoli. I voli in arrivo cancellati sono: cinque per Fiumicino, uno per Amsterdam, uno per Bruxelles e uno per Napoli. A Malpensa è stato cancellato un volo in partenza per Fiumicino. Molti anche i ritardi, dalle 8 in avanti, con punte di tre ore soprattutto per i voli internazionali. Bloccato anche un cargo MD11 dell'Alitalia che trasporta 10 miliardi di euro della Banca d'Italia. Sull'autostrada Roma-Fiumicino traffico molto sostenuto per il concomitante sciopero del personale delle Ferrovie e dei mezzi pubblici.


LUPI: «IRRESPONSABILI» - «La posizione dei piloti nella vicenda Alitalia è irresponsabile e senza giustificazioni. Se si proseguirà con questo atteggiamento ostile e di chiusura pregiudiziale si metterà a serio rischio il destino di migliaia di lavoratori che perderanno il posto - ha commentato Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera -. È sconcertante non comprendere che la proposta della Cai è l'unica risolutiva per evitare il fallimento dell'Alitalia».


CICCHITTO: «RICATTO» - Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, attacca il fronte del no. «È evidente quello che sta succedendo nel trasporto aereo: l'associazione dei piloti preferisce il fallimento dell'operazione Cai pur di non rinunciare ad avere un potere determinante nella nuova società. È evidente che ci troviamo di fronte a un autentico ricatto di fronte al quale la direzione Cai, il governo, le autorità preposte alla regolarità del traffico aereo, gli altri sindacati e lo stesso Pd devono resistere perché se lo subissero la Cai nascerebbe già morta». «Mi auguro che prevalga anche nelle sigle dei sindacati autonomi il senso di responsabilità» ha detto il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, in diverse interviste ai quotidiani, afferma che lo sciopero annunciato di due settimane «è una vera e propria dichiarazione di guerra, ma il governo non permetterà che un sindacato autonomo ponga dei veti a un'operazione che salva un'azienda e 12.600 posti di lavoro».


CASTELLI: «TROVARE ACCORDO» - Anche Roberto Castelli, sottosegretario per le Infrastrutture, ha parlato di Alitalia su Gr Parlamento. «O i piloti cercano di trovare un accordo ragionevole, cosa che hanno fatto le sigle confederali, oppure l'Italia resterà senza una compagnia italiana. I piloti dovrebbero oramai prendere atto che quel mondo non c'è più e che le compagnie aeree in tutto il mondo ormai operano su logiche come quelle proposte da Cai. Quindi generare profitto e non enormi perdite». E il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri: «Approvati i provvedimenti dal Parlamento e consolidata una cordata forte e autorevole bisogna andare avanti. L'ostruzionismo in atto e il calendario di scioperi sono una risposta non accettabile. Bene fa il governo a rifiutare autentici atti di intimidazione e su questo avrà il convinto sostegno del Parlamento».


LETTA: «PARTNER PRIORITÀ» - Per Enrico Letta, ministro ombra del Welfare, «bisogna sostenere il buon esito di una trattativa finale e della vicenda Cai, ma sapendo che c'è bisogno di un partner straniero come prima priorità. Mi sembra che purtroppo i problemi stiano venendo al pettine, i grandi annunci su miracoli e sulle soluzioni miracolistiche fatti dal governo hanno lasciato il campo a una cruda e triste realtà. Credo che in questo momento vada sostenuta una soluzione di continuità e quindi bisogna sostenere il buon esito di una trattativa finale».


10 novembre 2008

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

MI SEMBRA LA FIERA DELLE IPOCRISIE: DISGUSTOSO !