di GOFFREDO DE MARCHIS
ROMA - Senatore Latorre, dopo il messaggio scritto all'onorevole Bocchino per attaccare un suo alleato in diretta a Omnibus, dal forum del suo sito si leva una richiesta chiara: lei se ne deve andare a casa. Seguirà il suggerimento?
"Innanzitutto, sento il dovere di chiedere scusa agli elettori e ai militanti del Pd. Ho commesso una grave leggerezza, ho contribuito ad accreditare un'idea della lotta politica che non corrisponde al mio modo di essere. Non volevo mettere in difficoltà il mio partito, semmai il contrario. Ma ho sbagliato il modo. Dunque, mi scuso e l'ho fatto anche sul sito. Detto questo, considero un segnale allarmante far derivare da quella vicenda una sequela di iniziative inquisitorie. Chiedere formalmente le mie dimissioni da tutto, sentirmi dire dal gruppo dirigente che ho infangato miseramente la politica, ascoltare Di Pietro invocare misure poliziesche nei miei confronti senza che nessuno del Pd alzi un dito, beh tutto questo mi fa credere che l'episodio in sé c'entri poco. C'entra invece l'idea di un partito in cui il problema è reintrodurre il reato di lesa maestà".
Il pizzino però resta. Non fa di lei un modello negativo, il simbolo della cattiva politica?
"Il pizzino è la ragione per cui chiedo scusa. Ma cattiva politica, questo no, è eccessivo. Ho sbagliato, ma che devo fare: impiccarmi? Non credo sia un errore così drammatico".
Quell'episodio ha alimentato il sospetto che dietro l'elezione di Villari ci fossero i dalemiani e D'Alema.
"Accusa stupefacente. Perché coinvolgere D'Alema che è all'estero da parecchi giorni? Da lui ho ricevuto una sola telefonata in cui mi rimproverava duramente per la leggerezza. Questa del complotto dalemiano è una storia vergognosa, un'inaccettabile provocazione priva di qualsiasi fondamento. Funzionale solo a coprire la responsabilità di una condotta politica fallimentare e i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti".
Scalfari ha scritto che la corrente di D'Alema indebolisce il Pd.
"Sono consapevole dell'autorità morale e intellettuale di Scalfari. Ma con tutto il rispetto stavolta ha scritto il falso".
E Red cos'è? Un'associazione culturale o una struttura parallela radicata nel territorio?
"Red sta rendendo un grande servizio al Pd. E' un'associazione in cui si mobilitano anche personalità esterne al partito e dove si può esercitare il diritto di critica senza rischiare di essere espulsi".
Ci vuole un congresso straordinario prima delle Europee per sciogliere i nodi?
"Un gruppo dirigente che alimenta certe tensioni crea un clima odioso, bisogna fermare questa deriva. Va definito perciò un luogo, diciamo una modalità attraverso la quale confrontarsi in modo serio, rigoroso. Ora, tocca a Veltroni trovarla perché è necessario mettere subito ordine in questa situazione, fomentata soprattutto da chi parla di due partiti democratici".
L'obiettivo finale è indebolire Veltroni?
"I leader si cambiano ai congressi, con le forme previste dallo statuto. Al momento c'è bisogno di un chiarimento politico per capire se esistono nel Pd le condizioni minime di vivibilità democratica".
Questo luogo va trovato prima delle elezioni europee?
"Sì. Il 15 dicembre abbiamo una direzione, lì dobbiamo individuare una sede per discutere e prendere alcune decisioni".
Sulla collocazione internazionale del Pd, per esempio. Rutelli dice: mai nel Pse.
"La perentorietà è un approccio sbagliato. Così com'è sbagliato arrivare alle Europee senza aver deciso prima in quale gruppo parlamentare andare. Discutiamone, ma parlando con i socialisti europei".
Il rapporto con Di Pietro è davvero un problema?
"E' uno dei capitoli della discussione sul quale spero si possa avere un'idea diversa. Il rapporto con Di Pietro ha condizionato in maniera negativa l'azione del Pd. E ogni subalternità di una forza politica ad altri soggetti crea danni. Ma il chiarimento deve esserci anche su riforme istituzionali, legge elettorale e referendum, federalismo. E, perché no?, su come si dirige un partito. Il compito di un gruppo di vertice è quello di raccogliere tanti capicorrente o di favorire un processo unitario che diventa confronto di idee? Non è un tema secondario, anzi. Tutto si tiene. Da come immagini il ruolo dei partiti ne deriva la tua idea di lotta politica".
La prossima volta meglio non giocare di sponda con l'avversario o bruciare i pizzini?
"Era un classico dei partiti staliniani liquidare i critici accusandoli di intelligenza con il nemico. Non ho mai giocato di sponda con gli avversari. Faccio politica in modo trasparente pensando però che dall'altra parte non ci siano dirigenti politici paragonabili a Hitler. La prossima volta comunque non farò lo stesso errore e i commenti imparerò a esprimerli ad alta voce".
(24 novembre 2008)


5 commenti:
Quest'uomo sembra anche lui, come Alfano, non conoscere che cos'è la morale, quali sono i principi dell'etica da praticare, che cos'è la democrazia e come si debba rispettare la cosa pubblica.
Non conosce i confini fra alleati ed avversari.
Che dire ?
Vaffanculo a me che lo commento !
Non conosce la morale e nemmeno ha il buon senso di star zitto su questa ed altre questioni. Ma che popolo siamo , che non riusciamo a mandare a casa nemmeno uno di questi sfrontati?
rossana
Un popolo di coglioni ?
Tu l'hai detto
... e lo confermo !
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