STRASBURGO - Il Parlamento europeo ha deciso di non revocare l'immunità parlamentare a Massimo D'Alema e di non autorizzare l'uso delle intercettazioni telefoniche nell'ambito del processo Unipol, così come richiesto dalla procura di Milano. L'aula di Strasburgo ha approvato con 543 sì, 43 no e 90 astenuti la relazione del popolare tedesco Klaus Heiner Lehne, confermando la decisione della commissione giuridica dell'Europarlamento.
SENZA OGGETTO - Nella relazione si argomenta che il procedimento giudiziario nei confronti dei «terzi intercettati» è comunque «già in fase avanzata», e quindi la richiesta della procura di Milano è «senza oggetto».
LA RICHIESTA - Nel luglio 2007 il giudice per le indagini preliminari Clementina Forleo ha chiesto alla Camera l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni indirette che riguardavano D'Alema nell'ambito del procedimento sulla tentata scalata alla Bnl del 2005. Dopo che la Camera si è dichiarata non competente perché al momento delle intercettazioni D'Alema era europarlamentare, la procura di Milano ha chiesto l'autorizzazione all'Europarlamento. Secondo il relatore, in base all'ordinanza del Gip le fonti di prova utilizzate sono già «sufficienti a suffragare l'ipotesi accusatoria» nei confronti dei terzi intercettati che «sono già stati rinviati a giudizio e il loro procedimento giudiziario è già in fase avanzata».
18 novembre 2008
SENZA OGGETTO - Nella relazione si argomenta che il procedimento giudiziario nei confronti dei «terzi intercettati» è comunque «già in fase avanzata», e quindi la richiesta della procura di Milano è «senza oggetto».
LA RICHIESTA - Nel luglio 2007 il giudice per le indagini preliminari Clementina Forleo ha chiesto alla Camera l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni indirette che riguardavano D'Alema nell'ambito del procedimento sulla tentata scalata alla Bnl del 2005. Dopo che la Camera si è dichiarata non competente perché al momento delle intercettazioni D'Alema era europarlamentare, la procura di Milano ha chiesto l'autorizzazione all'Europarlamento. Secondo il relatore, in base all'ordinanza del Gip le fonti di prova utilizzate sono già «sufficienti a suffragare l'ipotesi accusatoria» nei confronti dei terzi intercettati che «sono già stati rinviati a giudizio e il loro procedimento giudiziario è già in fase avanzata».
18 novembre 2008


1 commento:
La casta funziona anche lì alla grande.
La motivazione è semplicemente ridicola.
Il marciume è dilagante.
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