domenica 9 novembre 2008

Famiglia e passione, l'amore post-femminista di Michelle e Barack



IL CORRIERE DELLA SERA

Due, e importanti, sono i referenti culturali che hanno influenzato la coppia Obama nel loro porsi-proporsi come neofamiglia americana fondata sull'amore quanto sulla tradizione: Ronald Niebuhr e il Brady Bunch. Niebuhr, teologo del secolo scorso, viene spesso citato da Barack per spiegare che l'incapacità umana di sconfiggere il male «non va usata come scusa per essere cinici e inattivi », che bisogna fare degli sforzi. In tutto, dalla politica estera alla vita personale. Il Brady Bunch, «La famiglia Brady» in Italia dove la Rai lo trasmetteva col contagocce, è un telefilm amatissimo dai bambini degli anni Sessanta e Settanta, di cui Michelle conosceva ogni puntata a memoria. C'erano due vedovi, uno con tre figli e una con tre figlie, che si sposavano. C'erano mille normalissimi problemi; grazie all'affetto familiare pazientemente costruito alla fine si risolvevano. C'era comunque un sottotesto: mamma e papà (specie mamma) erano sempre pronti a fare i genitori, però si amavano e si facevano (lo spettatore adulto da minimi segnali poteva capirlo) un tot di affari loro. In più, la coppia-trust di cervelli Obama- Robinson è nera. E' colta, è contemporanea; la gestione-autogestione della loro immagine — con o senza le figlie Malia e Sasha, 10 e 7 anni — diventerà oggetto di studio; è difficilmente riproducibile ma vanterà, è sicuro, parecchi tentativi di imitazione.
Perché gli Obamas propongono un modello di famiglia nucleare classico (papà, mamma, due bambine) ma innovativo (la mamma è una manager autoritaria e alta come un troll). Sono bravi a farsi pubblicità come famiglia più ganza d'America, ci riescono perché i gesti promozionali gli vengono naturali. Come il bacio sul palco (strano palco, era una gabbia con vetri antiproiettile tipo Papamobile, ma ci abitueremo anche a quella); un bacio da studenti innamorati che ballano un lento. Era stridente il contrasto col contatto minimo, pochi minuti prima, tra John e Cindy McCain (si sa che vivono separati, non si sapeva che John avesse lo stesso trasporto fisico con lei e con Sarah Palin; anche lei baciata gelidamente dopo l'ammissione di sconfitta). E con parecchie altre coppie politiche e presidenziali: tanti separati di fatto che restano insieme per opportunismo, tanti adulteri conosciuti e taciuti, tanti figli trascurati e schizzati. Noi siamo diversi, sembrano voler dire gli Obama; noi ci amiamo; ci tocchiamo in pubblico; abbiamo avuto i nostri periodacci e Barack ne ha parlato in un libro; Barack è uno sciattone puzzolente e Michelle l'ha detto in un'intervista; ma siamo neri e siamo seri. Ieri mattina il presidente eletto, prima di incontrare uno squadrone di consiglieri economici per discutere della crisi, è andato insieme a Michelle ai colloqui scuola-famiglia (Michelle era in jeans, giubbotto, cappello da baseball e mazzo di fiori per la maestra, un capolavoro).
La notizia è stata data con clamore e sussiego. Subito commentata online, è stata trovata ridondante da qualche bianco, esemplare da qualche nera. Perché Obama parla spesso della necessità dei maschi neri (e di altri) di assumersi le proprie responsabilità di genitori; una buona parte non lo fa e magari sparisce; e queste latitanze paterne fanno danni. Così c'è una doppia funzione- obiettivo, far sognare il pubblico e riformare i padri sciagurati, nelle esibizioni di Obama-Tv Dad, degno dei Brady. Che gioca a pallone col le figlie in spiaggia, che le porta alla festa di Halloween, che va a verificare se studiano, che appena eletto annuncia al mondo «vi siete meritate il cucciolo che verrà con noi alla Casa Bianca». Stessa cosa o quasi per il Barack marito. Nonostante ogni genere di pettegolezzo sia corso sul Web, Obama & Robinson sono palesemente una coppia affezionata, che si piace. Quando Barack vinse la nomination, scoppiò l'ira di Dio perché lui e Michelle si erano congratulati sul palco battendo i pugni e secondo la rete Fox era un segnale terrorista. Tutti hanno discusso di quello; nessuno ha notato che dopo il «fist bump» Barack aveva continuato a festeggiare dando una tastatona alla sua signora. Roba mai vista in pubblico tra la gente da Casa Bianca. Secoli fa per decoro, ultimamente per reciproco disinteresse, magari.


Maria Laura Rodotà
08 novembre 2008

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