
ANTONIO DI PIETRO
Le parole del rettore del Politecnico di Milano, Giulio Ballio, erano prevedibili vista la direzione della riforma per gli Atenei. Sono state parole importanti ed è giusto ripeterle: “Ridurre il finanziamento pubblico alle Università significa far morire i nostri atenei. Il nostro rischia la chiusura”. Stiamo parlando del fiore all’occhiello del nostro Paese.
Se chiudono le università come il Politecnico di Milano e di Torino, e molte altre università che accolgono ragazzi da tutto il mondo, se si taglia il futuro, l’alternativa per i nostri ragazzi è l’espatrio. Ridurre il finanziamento pubblico agli Atenei non è accettabile. Si possono ottimizzare i fondi, incrementare portandoli ai livelli del resto d’Europa, ma non tagliare.
I tagli da effettuare agli sprechi sono moltissimi: dalle province, alle auto blu, ai finanziamenti pubblici all’editoria e agli amici di Silvio Berlusconi. Si, perché all’amico Scapagnini, ex sindaco di Catania, comune fallito, questo governo ha elargito la somma di 140 milioni di euro a fondo perduto, lo stesso governo che, utilizzando la faccia del ministro Gelmini, allo stesso tempo taglia al Politecnico di Milano 40 milioni di euro. Questi sono i miracoli di un federalismo all’incontrario.

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