martedì 18 novembre 2008

L'Idv lascia la Vigilanza Rai . Il Pd: «Preoccupati dal clima politico»

IL CORRIERE DELLA SERA

Gli esponenti dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando e Francesco Pardi, hanno annunciato nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio le loro dimissioni dalla commissione di Vigilanza sulla Rai. «Nonostante il distacco manifestato dal presidente del Consiglio, egli ha pubblicamente pronunciato un veto verso di me e gli altri esponenti del mio partito. Rassegno le mie dimissioni dalla Vigilanza - ha detto Orlando - come contributo alla denuncia di una inaccettabile mortificazione del Parlamento e della commissione di Vigilanza». «Anche io ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dalla commissione perché la vera vigilanza è ad Arcore» ha aggiunto Pardi.

DI PIETRO - Nella conferenza stampa, i capigruppo di Camera e Senato hanno annunciato che l'Idv «non procederà alla designazione di nessun altro rappresentante in commissione di Vigilanza». Il leader del partito, Antonio Di Pietro, ha aggiunto che «non ci sarà nessuna resa dei conti con il Pd e con Veltroni», che invece ringraziano come il resto dell'opposizione. «Deleghiamo a Veltroni la ricerca di una soluzione condivisa se Villari si dimette, anche se ovviamente l'Idv non ci sarà». Per Di Pietro, Silvio Berlusconi è un «corruttore politico». «Ha cercato di corrompere me offrendomi un posto da ministro - ha dichiarato il leader Idv - ha tentato di corrompere Orlando, probabilmente è riuscito a corrompere Villari. È un corruttore politico - ha insistito - che compra il potere e deve obbligare tutti noi a unire i nostri sforzi per informare i cittadini sul pericolo che corre la democrazia». L'ex pm ha aggiunto che, «se resta Villari, egli è il presidente della maggioranza, non dell'opposizione. Crediamo così di aver stanato l'ambiguità della posizione di Villari, la cui nomina non ha più ragion d'essere». Comunque «noi non interverremo in nessun modo sul nome del sostituto di Villari, sempre che Villari si dimetta».

VILLARI - Villari ha deciso però di andare avanti per la sua strada. «Ho il dovere istituzionale di far funzionare la commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai e garantire la sua continuità». Per il senatore Pd, la sua è stata «un'elezione inconsueta» ma «sicuramente democratica e nel rispetto delle regole. Vorrei svolgere con dignità e umiltà il compito che mi è stato affidato», ha detto Villari, aggiungendo di trovare «interessanti le considerazioni arrivate dall'Unione Europea sulla troppa presenza politica in televisione. Mi piacerebbe cominciare a lavorare su questo».


INCONTRO- Intanto, in mattinata, i vertici del Partito democratico hanno incontrato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Poco dopo le 10 sono saliti al Colle il segretario dei democratici Walter Veltroni, il vice Dario Franceschini e i capigruppo di Camera e Senato, Antonello Soro e Anna Finocchiaro. Un incontro chiesto dal Pd per affrontare la situazione dei rapporti tra maggioranza e opposizione: le preoccupazioni del Pd riguardano in generale l'atteggiamento della maggioranza di cui il caso Vigilanza (vale a dire l'elezione di un esponente del Pd, Riccardo Villari, contro il parere dello stesso Partito democratico che appoggiava invece Orlando) è un aspetto specifico ed esemplare, con la violazione di una norma democratica consolidata dalla prassi parlamentare.

LA NOTA - «Particolare gravità ha assunto il comportamento tenuto da governo e maggioranza nei confronti dell'opposizione, e in particolare del Partito Democratico, con attacchi insultanti e offensivi, di cui non si ricordano precedenti, tesi evidentemente a delegittimare il ruolo che in un sistema democratico spetta all'opposizione» scrive Veltroni in una nota dopo l'incontro. «Ho auspicato - aggiunge Veltroni - che possa al più presto ristabilirsi un clima adeguato al momento che sta vivendo l'Italia».


18 novembre 2008

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Stiamo messi male, molto male !