
FRANCESCO COSSIGA
LA STAMPA
5/11/2008
Caro direttore,
molto mi ha stupito il duro commento alle posizioni assunte e alle parole pronunziate con grande generosità dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e alla sentenza con la quale la Corte di Cassazione ha riconosciuto il diritto dei familiari a essere indennizzati dal governo della Repubblica Federale Tedesca per una strage compiuta da militari delle Forze Armate Germaniche, non so se da Allgemeine SS, o Waffen SS o da reparti della Wehrmacht, dato che sempre di Forze Armate hitleriane si tratta. Mi meraviglia perché la Germania Federale ha sempre accettato di essere, sul piano del diritto internazionale, l’erede del Terzo Reich: e ultimamente ha celebrato solennemente il noto scrittore Günter Grass, premio Nobel ma pur sempre volontario nelle Waffen SS dichiarate dal Tribunale Internazionale di Norimberga «organizzazione criminale».
Non comprendo poi la critica alle parole di Giorgio Napolitano, che pur ricordando con espressioni generose il valore dei giovani italiani caduti a El Alamein, ha condannato la guerra nazi-fascista contro le potenze occidentali e contro l’Urss. Che Napolitano sia stato e sia comunista non c’entra nulla. La mia famiglia non era comunista, era cattolica e antifascista: e ricordo che quel giorno pregò per i giovani britannici, australiani, neozelandesi, italiani e germanici caduti, ma anche salutò la battaglia di El Alamein - a questo il fascismo ci aveva portato! - come una sconfitta delle forze dell’Asse e un passo verso la vittoria contro il nazifascismo. Per quanto riguarda essere stato ed essere Napolitano un comunista, vorrei ricordare che i comunisti, dopo un lungo percorso, hanno vinto nel nostro Paese con la libertà e nella libertà e che oggi, anche se con diverso nome, costituiscono l’ossatura dell’opposizione, come fino alle ultime elezioni, della maggioranza parlamentare e di governo, e di cui certo fanno parte anche una pattuglia di ex-democristiani, di quel partito che, a differenza dei comunisti, è scomparso definitivamente dalla scena politica nazionale. E mi meraviglia assai che queste posizioni assuma un giornale che ha avuto sempre fama di liberale: ma forse, gratta gratta, dietro ogni tedesco c’è sempre un nostalgico nazista o almeno un «prussiano di ferro», che guarda sempre con ammirazione alla gloriosa Wehrmacht del Terzo Reich, alle gloriose Allegemeine SS e Waffen SS e considera grandi battaglie vinte i massacri di Marzabotto e di Sant'Anna di Stazzema!

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