martedì 25 novembre 2008

Passione Kidman

IL CORRIERE DELLA SERA

LOS ANGELES — « Australia per me è stato un viaggio appassionante nel Paese dove sono cresciuta. Considero il film di Baz Luhrmann un racconto sulla famiglia e contro la guerra, oltre che una storia d'amore, nella cornice di un paesaggio che si trasforma continuamente e mi ha arricchita come donna e come madre. Ho saputo di essere incinta durante la lavorazione e ho messo ogni mia emozione nel rapporto con il bambino aborigeno, che diventa per me un figlio», esordisce Nicole Kidman. Potenza dei veicoli pubblicitari: con la foto della figlia di quattro mesi è andata persino nel salotto tv di Oprah Winfrey, che si sperticava — di fronte alle legioni della platea femminile in lodi su Australia — «perché non si fanno più film come questo» (mai che dica: «È un film noioso e troppo lungo», tutto è per lei «fantastico »).


Comunque sia, Nicole ha ragione: Australia parla più dei bambini aborigeni (che venivano strappati alle famiglie e mandati in collegi cattolici con l'intento di allontanarli dalla loro etnia e trasformarli in australiani/ inglesi colonizzati) che di una passione d'amore tra la sua Lady inglese e il cow boy Drover, che l'accompagna nel viaggio verso il ranch di Faraway Downs. Dice Hugh Jackman/Drover, che ha sostituito Russell Crowe dopo il suo no: «La storia australiana è il traliccio- cornice della vicenda, comprese le sequenze di quando i giapponesi nella Seconda guerra mondiale bombardarono, dopo Pearl Harbor, anche la cittadina di Darwin. Per tutti noi australiani, l'intero film è stato un atto d'amore».


Nel più atteso e strombazzato mélo d'amore, sugli schermi Usa dalla prossima settimana (in Italia a gennaio, con il cast in tour pronto a ripetere all'infinito le stesse cose che va dicendo a Los Angeles e a New York), tutto è casto per conquistare le famiglie e coprire il costo di 150 milioni di dollari. Ressa da stadio, dunque, negli studios Fox, a Century City, per la proiezione e per il ricevimento organizzato anche con l'ente turistico dell'Australia (co-produttore), che spera in un massiccio turismo. Si sa che il film è atteso dalle signore, pronte a ritrovare un nuovo Via col vento e l'attrazione fatale del filibustiere Rhett per Rossella.


Il film dura due ore e mezzo circa, Hugh/Drover ostenta il villoso torace rovesciandosi, come in una pubblicità da Marlboro Man, barili d'acqua per lavarsi sotto l'occhio della schizzinosa Lady Sarah. Giunta in quella contrada di polvere e sudore con toni anche comici, la Kidman fa il verso alle dive divine Carole Lombard e Katharine Hepburn nella prima parte brillante e poi dolente. Racconta Nicole: «Poi scoprirò che mio marito è stato ucciso dai cattivi, e come in un western (lo vedrà morto su un tavolo della fattoria, ndr) devo salvare le mandrie. Sono cresciuta con una tenace madre femminista, sono fiera del coraggio da vera ranchera che metto in atto nella storia. Le scene più belle per me sono quelle di quando aiuto il bestiame ad attraversare fiumi e deserti ».


La storia ha richiesto quattro sceneggiatori incluso Baz, che dice: «È un gossip di Internet il cambio del finale. È vero soltanto che avevo girato finali diversi, poi ho scelto il più appropriato. Mi ero prefisso di realizzare uno spettacolo capace di unire Via col vento a Lawrence d'Arabia e a Out of Africa e anche Da qui all'eternità, uno dei miei film preferiti come Il Mago di Oz ». Infatti, quest'ultimo film ritorna anche con spezzoni originali per la gioia dei cinefili sospettosi dei kolossal, a differenza dell'industria, ma Variety, con giochi di equilibrismo, definisce la pellicola «una Rolls- Royce su strade country dove però si sta scomodi nell'abitacolo». The Hollywood Reporter afferma che interpreti e scenari sono così belli da supplire a tutto. E il protagonista vero Nullah, l'undicenne aborigeno Brandon Walters, racconta che mai aveva recitato. Dopo la morte della madre, vive ogni dolore, ma c'è una nuova famiglia pronta ad adottarlo e il pubblico si scioglie in applausi.


Giovanna Grassi

24 novembre 2008

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Un "Via col vento" in salsa australiana: bah !