martedì 25 novembre 2008

Studio italiano, nei globuli bianchi la base dell'epilessia

LA STAMPA
24 NOVEMBRE 2008

Scoperto un legame tra i globuli bianchi e i vasi sanguigni del cervello che potrebbe essere alla base dell’epilessia. Lo studio di ricercatori italiani su topolini ha infatti evidenziato che bloccando con anticorpi specifici questa interazione, si possono prevenire le crisi epilettiche.

La scoperta si deve ai ricercatori coordinati da Gabriela Constantin e Paolo Fabene dell’Università di Verona e potrebbe portare a un nuovo trattamento per la cura dell’epilessia. Secondo quanto riferito sulla rivista Nature Medicine, anticorpi specifici che impediscono il legame tra leucociti ed endotelio vascolare, mediato da molecole di adesione come le “integrine”, riducono le crisi epilettiche e impediscono lo sviluppo della malattia.

In Italia, come nel resto del mondo, l’1% della popolazione soffre di epilessia. Di questi pazienti, il 30% non trae alcun giovamento dai farmaci oggi in commercio e per ridurre gli attacchi deve ricorrere ad un intervento chirurgico. Le cause della malattia restano ancora largamente sconosciute, ma si presume che almeno per alcuni casi alla base vi siano anche dei fattori ereditari.

In passato, studi su pazienti epilettici avevano indotto il sospetto che in qualche maniera il sistema immunitario potesse essere coinvolto nell’epilessia: rispetto alle persone sane, infatti, i pazienti presentano un numero maggiore di leucociti nel cervello. Così, gli studiosi italiani hanno utilizzato topolini epilettici e visto cosa succede nel loro cervello. In concomitanza di attacchi, i ricercatori hanno osservato nei vasi sanguigni cerebrali dei topi l’interazione tra globuli bianchi neutrofili e la parete dei vasi stessi, l’endotelio. Questo legame avviene tramite proteine di adesione. Gli esperti hanno quindi cercato di impedire il legame leucociti-endotelio utilizzando anticorpi diretti contro le proteine di adesione. Come supponevano, impedendo questo legame si riducono gli attacchi e si prevengono gli attacchi cronici spontanei ricorrenti.

Bloccando l’interazione leucociti-endotelio, inoltre, si previene anche la formazione di “crepe” nella barriera ematoencefalica che difende il cervello da intrusioni pericolose. Quando questa barriera perde tenuta, aumenta l’eccitabilità dei neuroni e quindi la possibilità di un attacco epilettico. Infine, gli esperti hanno visto che è possibile prevenire le crisi anche riducendo la concentrazione di globuli bianchi neutrofili nel cervello dei topolini.

«Tutto ciò suggerisce - scrivono i ricercatori sulle pagine della rivista scientifica - un legame patogenetico tra interazioni leucociti-vasi, problemi di tenuta della barriera ematoencefalica e crisi epilettiche».
«I nostri risultati - si legge ancora sulla rivista britannica - suggeriscono quindi l’interazione tra leucociti e endotelio vascolare come un potenziale bersaglio terapeutico per la prevenzione ed il trattamento dell’epilessia».

3 commenti:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

E poi si fanno i tagli alla ricerca: deficienti !

Anonimo ha detto...

FORSE I NOSTRI GOVERNANTI NON HANNO DI QUESTI PROBLEMI,VEDERE UN FIGLIO AFFETTO DA QUESTA SINDROME E' LA COSA PIU' DOLOROSA CHE SI POSSA IMMAGINARE.I PRIVILEGI DI CUI GODONO LORO POTREBBERO BASTARE PER FINANZIARE LA RICERCA (VEDI DOTT.SSA CONSTANTIN E TANTI ALTRI COME LEI).CHIEDO SCUSA PER LO SFOGO E VIVA LA RICERCA E I RICERCATORI.

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Sfogo più che legittimo.
Grazie per il commento.