VOLI CANCELLATI - La giornata si è aperta con alcune cancellazioni di voli. A Fiumicino si è incominciato con due voli annullati in partenza e due in arrivo; a Milano Linate le cancellazioni in prima battuta sono state otto. A fine mattinata gli annullamenti tra Roma e Milano risultavano essere decine. L'emergenza è continuata nel pomeriggio, fino ai 70 voli cancellati entro le 16. La regolarità del servizio - si legge in una nota Alitalia - è resa ancor più difficile dalla rigidità di impiego applicata da parte del personale di volo. Il personale Alitalia «continua a compiere il massimo sforzo per ridurre al minimo i disagi per i propri clienti».
PROCEDURE AL RALENTY - La situazione è destinata a peggiorare perché occorre fare i conti con le mancate partenze di lunedì che in diversi scali rendono impossibile la composizione degli equipaggi. Secondo alcune indiscrezioni raccolte da SkyTg24 in ambienti della compagnia di bandiera, potrebbero essere a rischio almeno la metà dei voli Alitalia previsti a Fiumicino. Situazione analoga per gli scali milanesi e delle altre grandi città. A compromettere l'operatività degli aeroporti potrebbe contribuire la decisione dei lavoratori di aggirare la precettazione attuando una diversa forma, legale, di mobilitazione. Vale a dire l'applicazione pedissequa delle procedure previste dai manuali, che comporta un allungamento di tutti i tempi di imbarco e decollo, con conseguente impossibilità di garantire partenze regolari.
NOTTE ALL'AEROPORTO - Restano intanto la rabbia e le perplessità dei passeggeri rimasti a terra. Molti di loro si sono sfogati ai microfoni di radio e televisioni e con gli inviati dei quotidiani, esprimendo rabbia nei confronti della mobilitazione selvaggia e
LINEA DURA DEL GOVERNO - Dal canto suo, il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, si augura che la precettazione contro lo sciopero sia sufficiente a rimettere ordine nella situazione dei voli. Altrimenti sarà costretto a ricorrere a norme di carattere penale perché, ha spiegato intervenendo a Canale 5, «vuol dire che si metteranno nella completa illegalità». «Il governo non consentirà - ha aggiunto - che una sigla sindacale autonoma possa paralizzare gli aeroporti e soprattutto non consentirà che una sigla possa mettere il veto a una società che vuole investire e che salva 12.600 posti di lavoro». Medesima linea dal Viminale: «Quello che è avvenuto ieri, il picchetto davanti all'aeroporto, non potrà più avvenire - ha commentato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni -, così come non dovrà più avvenire lo sciopero selvaggio, perchè è una violazione della legge». Ci troviamo di fronte, ha sostenuto Maroni, «a comportamenti illegali che noi intendiamo contrastare per garantire i cittadini e i loro diritti, in primo luogo quello di muoversi».
11 novembre 2008


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