mercoledì 26 novembre 2008

Tremonti: «Uniti contro la crisi»

IL CORRIERE DELLA SERA

ROMA - Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti lancia un appello «agli uomini liberi e forti a cooperare per il bene del Paese senza pregiudizi e preconcetti» e affrontare così la crisi. Nel suo intervento all'assemblea di Federcasse, Tremonti ha spiegato «che fare insieme dà un risultato superiore alla somma degli sforzi individuali».


APPELLO - Secondo Tremonti, che ha rivendicato di aver previsto la portata della crisi anche a fronte di numerose critiche, «essere realisti è giusto ma non bisogna essere pessimisti. Il pessimismo ci consegna a un futuro senza futuro in un circolo vizioso che genera solo povertà non solo materiale ma anche civile». Per questo bisogna avere una riflessione «positiva» e cita la Bibbia secondo cui «dal male viene il miele». «Il sistema italiano è più solido di quanto crediamo» conclude Tremonti.


PIANO ANTI-CRISI - Il ministro dell'Economia ha partecipato in serata, con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, alla riunione governo-parti sociali convocata a Palazzo Chigi sul piano che l'esecutivo sta mettendo a punto contro la crisi. Il piano, spiega Tremonti, ridurrà l'onore fiscale a carico delle banche e darà sostegno alle famiglie a basso reddito.«Nei prossimi giorni faremo un provvedimento che, nei limiti del possibile, finanzia imprese passando per le banche, che riduce in parte l'onere fiscale per le imprese e che sostiene le famiglie sotto un certo livello di reddito» ha annunciato il ministro.


ABI - A Tremonti però replica duramente l'Abi l'Associazione delle banche italiane. Le misure previste dal governo a sostegno delle banche quotate «non costituiscono un aiuto ma un finanziamento a tasso oneroso». Lo ha affermato il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, anche lui presente all'assemblea di Federcasse, l'associazione delle banche di credito cooperativo e casse rurali, il cui presidente, Alessandro Azzi, nel suo intervento aveva chiesto di estendere i provvedimenti a tutto il sistema bancario. «Mi spiace che ci sia un limite per le banche quotate - ha spiegato Faissola - ma è difficile immaginare che gli strumenti previsti dal governo siano estendibili a tutto il sistema. Mi auguro che dopo questo ci siano interventi a sostegno di tutte le banche, d'altronde le banche quotate costituiscono l'80% del sistema». Secondo Faissola comunque le banche di credito cooperativo hanno un livello di patrimonializzazione tale da consentire di non aver bisogno di accedere ai finanziamenti del governo che, ricorda, «non sono un aiuto ma un finanziamento a tasso oneroso».


24 novembre 2008

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