ANTONIO DI PIETRO
"L'Italia dei Valori ha preso atto, ancora una volta, che c'è un veto verso di questa forza politica, da parte del Presidente del Consiglio, del Governo, da buona parte della maggioranza parlamentare e anche da scheggie dell'opposizione.
L'Italia dei Valori è una formazione politica presente in Parlamento perché eletta dal popolo italiano, ed in una democrazia bisogna rispettare il voto dei cittadini. Ci chiediamo se è eversivo il comportamento dell'Italia dei Valori o il comportamento del Presidente del Consiglio, dei suoi sodali, di quel grumo di potere di cui ha parlato Leoluca Orlando quando ha raccontato la genesi di questa storia e le ragioni di questi fatti.
Per questa ragione, come Italia dei Valori, lasciamo la commissione di Vigilanza Rai e andremo in giro per il Paese affinché gli elettori e i cittadini, ascoltate entrambe le versioni, possano decidere loro se è eversivo il nostro comportamento o quello della maggioranza.
Mi interessa dire in questa sede, anche perché un'informazione completamente deformata e che la racconta diversamente, che non c'è alcuna resa dei conti nei confronti del Partito Democratico, ne con Walter Veltroni. Ringrazio, a nome personale, il Partito Democratico e il suo segretario, ringrazio anche l'Udc e tutte le opposizioni, che coerentemente hanno cercato di mantenere in vita un principio democratico, quello che la prassi parlamentare vuole che il Presidente della commissione di vigilanza Rai sia scelto dall'opposizione. Nei loro confronti non abbiamo alcunché da recriminare, ma da offrire ringraziamenti sinceri.
Ritengo, personalmente, Walter Veltroni e il Partito Democratico vittima come e quanto l'Italia dei Valori. Vittima due volte, perché offeso dall'esterno e tradito dall'interno, come è successo all'Italia dei Valori. Non cadremo nel tranello di chi, come ho potuto leggere oggi su qualificati quotidiani, chi si aspetta da noi una resa dei conti.
La nostra fuoriuscita dalla commissione di vigilanza Rai, lo facciamo con senso di responsabilità affinché quella commissione possa assumersi quelle responsabilità e competenze che l'aspettano. Deleghiamo il segretario Walter Veltroni, candidato presidente delle opposizioni, il compito di individuare con le altre opposizioni, non con l'Italia dei Valori, una soluzione condivisa per la presidenza, ben sapendo che se resta l'attuale Presidente nominato, Villari, egli è il Presidente della maggioranza, e non delle opposizioni. In questo modo riteniamo che sia anche stanata l'ambigua posizione di Villari, perché non ha più ragione d'essere la sua nomina a quell'incarico.
Sin da ora, e proprio per evitare equivoci, riteniamo corretta la scelta del candidato Presidente sarà scelta dal segretario Veltroni. Noi non interverremo in alcun modo sul nome dell'eventuale Presidente che dovesse sostituire Villari, sempre se si dimette. Ovviamente non potrà essere dell'Italia dei Valori, non essendo più nella commissione di vigilanza.
Racconteremo, in Italia e nel mondo, quello che sta accadendo in questo Paese, affinché si prenda coscienza per tempo di questa deriva antidemocratica che sta occupando il potere.
Denuncio, da subito, l'esistenza e la persistenza di un corruttore politico, che si chiama Silvio Berlusconi. Molte volte è stato sottoposto al vaglio della magistratura, e se l'è sempre cavata con leggi ad personam e quant'altro, con riferimento ad accuse di corruzione. La corruzione giudiziaria la valuterà la magistratura, certo che è un corruttore politico. Ha tentato di corrompere me quando mi ha offerto un posto da ministro, ha tentato di corrompere Leoluca Orlando quando nelle settimane scorse gli ha offerto un appuntamento, ha tentato ed è probabilmente riuscito a corrompere Villari, perché se l'ha votato è perché prima lo hanno convocato.
Se poi qualcuno della maggioranza, o lo stesso Presidente del Consiglio, non ci crede, mi denunci pure alla magistratura, che probabilmente qualche prova la possiamo pure portare.
E' un corruttore politico che compra il potere, e che deve obbligare tutti noi, che non vogliamo ne essere messi in vendita ne arrenderci, ad unire i nostri sforzi affinché i cittadini italiani si rendano conto del pericolo che la democrazia corre. E' questa la ragione per cui, a partire dalla regione Abruzzo, chiederemo ai cittadini italiani se intendono arrendersi o resistere ancora."

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