mercoledì 24 dicembre 2008

Auguri agli italiani

ANTONIO DI PIETRO
24 Dicembre 2008

I cittadini sono fortemente influenzati nelle loro opinioni dai giornali e dalle televisioni. Questa conclusione è senz’altro vera. Volendo affermare il contrario sarebbe incomprensibile il motivo per cui Silvio Berlusconi sia tornato al governo per la IV volta pur coltivando esclusivamente interessi personali e di famiglia sotto la veste di uomo pubblico.
Sarebbe incomprensibile come mai la fiducia nel suo operato (che fantomatici sondaggi acclamano) non tenga conto di una serie di fattori che in un Paese civile e democratico avrebbero destituito chiunque e fatto tornare i cittadini alle elezioni.
Tra la miriade di vergogne ne cito solo una piccola parte che rendono sorprendente la sua permanenza in carica, se non appunto grazie ad un controllo maniacale dei media.
Perché mai i cittadini italiani dovrebbero accettare la prepotenza Mediaset che con Rete4 occupa abusivamente le frequenze televisive di proprietà di Europa7? Ciò accade nonostante la sentenza della Corte di giustizia europea il cui non rispetto che costringerà gli italiani a pagare di tasca propria qualche milione di euro per la tv del loro Premier.
Perché mai i cittadini dovrebbero accettare che il Presidente del Consiglio e la sua maggioranza parlamentare si scelgano addirittura come Presidente della Commissione Vigilanza RAI il “venduto” Villari e non il rappresentante unanimemente scelto dall’opposizione Leoluca Orlando, come prassi costituzionale e buon senso democratico vorrebbe.
Perché mai in Abruzzo il Pdl possa prima delle elezioni sostenere – per bocca proprio del Presidente del Consiglio – l’impegno a fornire gli stanziamenti necessari alle infrastrutture ed l’esclusione di una rovinosa (per l’ambiente e la salute) raffineria di olio e petrolio e poi – il giorno dopo – escludere dai finanziamenti per gli investimenti proprio l’Abruzzo e contestualmente riavviare le procedure per l’installazione del “Centro Oli” ad Ortona.
Perché mai questo Governo, dalla data di insediamento, si sta occupando notte e giorno della riforma della giustizia, del bavaglio alle intercettazioni, dei suoi processi da evitare, dell’immunità sua e dei suoi ministri con i vari Lodi Alfano, Consolo e chissà cos’altro mentre il Paese sta precipitando verso una povertà che tocca soglie vicine ad un italiano su tre.
Solo con il controllo dei media e con un opposizione compiacente può rimanere in carica un governo simile. L’Italia dei Valori non farà opposizioni di facciata al Governo Berlusconi e per quel che potremo rispediremo le leggi porcata al mittente. L’Italia dei Valori non è in vendita, non è collusa con i poteri forti e nessuno la può ricattare.
L’augurio che faccio al Paese con queste feste natalizie è quello di svegliarsi da questo torpore letale e di cominciare a ricostruire l’Italia con chi vuole guardare al futuro, con le capacità e le credenziali per farlo.
Da una crisi ci si può rialzare, bisogna prenderne prima coscienza lasciando da parte gli ottimismi mediatici dell’uomo più ricco del Paese e mettendosi al lavoro con impegno, onestà e determinazione ricostruendo un sistema economico snello, competitivo e all’avanguardia.
Buon Natale a tutti e che finalmente nasca un bel “bambino politico” di cui essere orgogliosi.

2 commenti:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

La metafora natalizia di Antonio Di Pietro è efficace e si identifica in una forza politica di opposizione mirante a tornare al governo del paese, che non si può (più) riconoscere nel PD e vari leader che stanno invecchiando tranquillamente lì, immemori anche loro del bene pubblico, della 'res publica' ed eternamente in lotta per il controllo del partito e del potere.
Nè speranze si possono riporre nella sinistra estrema, oggi divenuta extra-parlamentare perchè espulsa dal voto popolare dal parlamento, che continua ad azzuffarsi ferocemente al suo interno.
Dunque la metafora dipietresca esprime l'augurio di un nuovo soggetto politico o, meglio, di un soggetto politico già nuovo che tende ad insediarsi nel territorio facendo appello e ricorso a tutte le forze della cultura, della produzione, dell'apparato manageriale dello Stato e del privato che vogliono 'rifare' l'Italia, ma, soprattutto, gli "italiani".
Io mi associo a questo augurio.

Anonimo ha detto...

Mi associo anch'io a quest'augurio.

L'Italia sta dicendo:
"Io speriamo che me la cavo"!

Madda