L'ultimo annuncio è arrivato, ieri, da Telecom Italia: porterà la banda a 21 Mbps in download e 5,7 Mbps in upload a partire dal primo semestre 2009. La banda di download nel secondo semestre sarà portata poi a 28 Mbps. Oggi la velocità massima è di 7,2 Mbps in download e circa 2 Mbps in upload, nelle zone più fortunate, cioè solo su una piccola percentuale della popolazione (la gran parte arriva a 1,8 Mbps o a 3,6 Mbps). In teoria, quindi, le nuove connessioni di banda larga mobile toccheranno velocità pari o persino superiori alle attuali Adsl (che si fermano a 20/1 Mbps).
Idem per Vodafone, che è stata la prima a fare un annuncio simile, il mese scorso: dalla primavera 2009 porterà la banda a 14,4 Mbps. 3 Italia, invece, dice a Repubblica.it che nel 2009 solo sperimenterà i 21 Mbps e poi li aprirà agli utenti a partire da gennaio 2010.
Per raggiungere quelle velocità, l'utente dovrà usare cellulari oppure schede o modem Hspa+ (collegando questi ultimi due a un computer). Ancora non ci sono sul mercato: si arriva al massimo a 7,2 Mbps con gli attuali prodotti. I prezzi dovrebbero essere uguali o inferiori a quelli delle offerte ora disponibili per navigare in mobilità.
Prima di disdire la propria Adsl e passare alla banda larga mobile, conquistati da queste promesse, facciamo attenzione, però. Meglio sapere prima che quelle saranno velocità disponibili all'inizio solo nelle grandi città (come avviene ora con i 7,2 Mbps). L'operatore può offrire molta banda mobile solo nelle zone ben coperte da fibra ottica, responsabile del trasporto di dati a/da internet e quindi in gran parte della velocità finale e reale. Per questo motivo, già Vodafone chiede di poter contare su parte dei finanziamenti pubblici previsti contro il
Secondo problema, quelle dichiarate sono soltanto velocità teoriche: dipenderanno molto dal numero di utenti che è connesso nello stesso momento sulla cella. È vero che anche su Adsl l'affollamento delle connessioni determina la velocità finale, ma su banda larga mobile il problema è più scottante. La velocità dipende infatti anche dalla quantità di spettro radio disponibile per la banda larga mobile, una risorsa ora molto scarsa e che tende a saturarsi con molte connessioni contemporanee.
La soluzione sarebbe dare più spettro agli operatori mobili, che è appunto quello che stanno chiedendo allo Stato: una lotta per le risorse che entrerà nel cuore con il passaggio alla tv digitale terrestre. In quel momento si libereranno frequenze, ora usate per la tv via etere, e potranno essere assegnate per altri scopi, anche per la banda larga.
(23 dicembre 2008)


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