martedì 23 dicembre 2008

I vertici Alitalia: traditi dai concorrenti

IL CORRIERE DELLA SERA

ROMA — «Ci hanno volutamente chiuso la porta in faccia, lasciandoci nei guai. Già ci fanno la guerra»: dai vertici di Alitalia parte uno sfogo amaro. Ce l'hanno con le compagnie aeree rivali.

Quando ieri mattina è emerso che l'agitazione del personale di Alitalia Airport avrebbe comportato disagi per i passeggeri, per di più in un periodo di intenso traffico, la compagnia della Magliana — secondo le indiscrezioni — ha chiesto alla direzione aeroportuale e all'Enac, l'ente per l'aviazione civile, di costringere gli altri operatori del settore dei bagagli a intervenire in aiuto. La direzione aeroportuale ha però verificato la mancanza di strumenti legali per costringere gli altri operatori a intervenire. E allora — raccontano fonti vicine alla trattativa — ha chiesto informalmente ai tre operatori (Flight Care, Aviapartner e Eas) di «collaborare volontariamente».

La risposta però è stata negativa. «Siamo già sotto stress e con il personale impegnato alle massime potenzialità », hanno replicato — sempre informalmente — le tre società. Ma dietro il rifiuto in realtà — sostengono dentro Alitalia — ci sarebbe stata la volontà di danneggiare la compagnia italiana. O meglio di non scontentare le altre compagnie: quasi tutti i concorrenti hanno più o meno L'accusa protestato per gli aiuti concessi dal governo ad Alitalia negli ultimi anni e adesso per le condizioni agevolate concesse alla Cai di Rocco Sabelli e Roberto Colaninno per rilevare l'azienda. Ora i rivali vogliono sfruttare la possibilità di far perdere ulteriori quote di mercato ad Alitalia prima che subentri la nuova gestione. Le tre società di handling del resto lavorano per la concorrenza di Alitalia e non hanno potuto mettersi contro i propri «datori di lavoro».

«Eppure sarebbe bastata davvero una collaborazione minima per evitare disagi a migliaia di persone e per dare un'immagine diversa dell'aeroporto », dicono dai vertici di Alitalia. Ora comunque, se l'agitazione dovesse continuare, dopo l'intervento della commissione di garanzia sul diritto allo sciopero ci sono due possibilità per scongiurare nuovi disagi: o la precettazione; o comunque l'obbligo di intervento per gli altri operatori, per «motivata decisione di ordine pubblico». «Ma speriamo di non dover arrivare a tanto», tagliano corto dalla prefettura di Roma. Dietro il no a collaborare di tre ditte impegnate nella gestione bagagli ci sarebbe la polemica per gli aiuti concessi dal governo Maschere bianche La protesta a Fiumicino

23 dicembre 2008

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Sarebbero questi gli imprenditori-patrioti che dovrebbero gestire la nuova compagnia di bandiera ?
ROBA DA MATTI !